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AL MERCADANTE

Napoli Mon Amour diventa testo teatrale con la regia di Rosario Sparno

Identità, Teatro | 15 Ottobre 2019

Un libro che abbiamo molto amato, Napoli Mon Amour, di Alessio Forgione, fenomeno letterario del 2018, pubblicato dai milanesi di NN, casa editrice molto attenta a nuovi autori di valore e spessore, approda a teatro.

L’idea è di Mariano D’Amora che sta scrivendo in queste settimane l’adattamento teatrale del testo che avrà tre protagonisti: Amoresano, Russo e Nina, i tre personaggi principali del volume del napoletano Forgione. Che da Londra, dove vive da un po’, si dice: “molto felice per questa storia del teatro. Inaspettata e quindi bella”. A novembre “scenderà” a Napoli per confrontarsi con sceneggiatore e regista.

A dirigere l’opera di Forgione, che approderà dal 23 aprile 2020 al Ridotto del Teatro Mercadante, sarà Rosario Sparno, che negli ultimi anni proprio agli adattamenti teatrali e alla regia ha dedicato il cuore del suo lavoro, più dietro che davanti al palcoscenico.

“Il cast – ci racconta Sparno – è in via di definizione. Ma sono contento che tra i personaggi ci sarà anche Russo, per me indispensabile. Non conoscevo il testo di Forgione, l’ho letto quando a Mariano è venuta l’idea di portarlo in scena. E mi è piaciuto tantissimo, anche perché è un lavoro che ha tanti piani di lettura. E io spero che ne coglieremo diversi..”.

Un testo che, osserva ancora Sparno, ha anche tante possibilità di accostamenti culturali e letterari, e che provoca identificazione, soprattuto alle generazioni che hanno vissuto Napoli nei decenni appena trascorsi.

E’ certo per ora che le scene dello spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Napoli, saranno a cura degli Allievi Accademia Belle di Napoli / Cattedra di Scenografia prof. Luigi Ferrigno. E già questo è una garanzia di bellezza.

Amoresano è il trentenne protagonista di questa storia”, scrive Sparno nelle sue note. “Di questa Napoli. Una Napoli, grigia, notturna, delle birre bevute per strada con gli amici, del nucleo familiare che diventa limbo per una vita che non sia ha il coraggio di vivere appieno. Una Napoli che è condanna azzurro mare. Si può passare l’intera vita aspettando di andarsene “fuori”, via, a lavorare, lontano da un presente ingiusto e una città ingrata? Amoresano è un uomo in attesa del tempo che scorre, che sogna ma senza più forze, di andare verso quel “fuori”. Che insegue il suo romanzo, mai finito. “Provai orrore al pensiero che forse mi ero seduto sul ciglio della strada ad aspettare che le cose accadessero o che qualcuno si fermasse a raccogliermi”. E poi c’è l’incontro con il suo sogno: Raffaele La Capria.  “Lei deve innalzarsi sulla Storia Amoresano. Come se ci volasse sopra. Mi spiego”? E poi c’è l’incontro con Nina; lei sogna e vive con forza, come un uragano che travolge e devasta. Napoli mon amour è un amore che faccio mio e degli spettatori che in questa città hanno deciso di restare, anche a kilometri di distanza. “Non parliamo di Napoli, però, la prego. Per me, sa, è fonte di gioie e dolori”.

Aspettando aprile e aspettando di scoprire quale sarà il cast dello spettacolo, suggeriamo sempre di leggerlo questo bellissimo libro. Anzitutto perché è uno dei romanzi più belli scritti su Napoli nell’ultimo decennio. Poi perché, in generale, ci sentiamo un tutt’uno con la vicenda raccontata da Forgione: quella di una generazione – o più d’una – emigrata e migrante, instabile e senza certezze, eternamente alla ricerca di un’orizzonte – soprattutto nel Mon Amour partenopeo – che non sia solo quello bello e obnubilante del nostro bellissimo lungomare…

 

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 15 Ottobre 2019 e modificato l'ultima volta il 15 Ottobre 2019

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