martedì 20 aprile 2021
Logo Identità Insorgenti

AL PAN

Si apre la mostra su Pino Daniele: 180 scatti sull’uomo e l’artista

Eventi, Identità, Musica, NapoliCapitale | 16 Ottobre 2015

pino daniele mostra pan

Quando un fotografo immortala dei momenti in particolare, è facile pensare che non stia semplicemente mettendo a fuoco o trovando la giusta posizione per la luce per scattare; nel momento in cui la foto nasce, non ne è solo il fautore, ma anche quello che più intimamente è riuscito a condividere quel momento con il soggetto della foto. Poi capita che a questo fotografo viene commissionata a soli 25 anni la stesura della copertina di un album del più celebre dei cantautori napoletani (allora) in vita, e, spinti da una stima reciproca, nasce una forte amicizia che dura negli anni e che gli permette di osservare mai così da vicino tutta la carriera e la vita, non solo discografica, di Pino Daniele fino alla fine dei suoi giorni. Da qui è nata l’esigenza da parte di Alessandro d’Urso (con la cura di Roberta De Fabritiis) di organizzare, al P.A.N. di Napoli dal oggi al 10 gennaio, un vero e proprio “album dei ricordi” (180 fotografie e video inediti dal 1990 al 2009), più che una semplice mostra fotografica, “Addove”, cullando quel legame intimo che si era instaurato tra artista e ritrattista definibile come “one to one”, per realizzare tramite i fatti quello che un maestro della fotografia come Robert Capa teorizza con l’espressione “ama la gente e faglielo capire”. Alessandro d’Urso, dunque, si è svestito dalle vesti del fotografo convenzionale e si è calato in quelle di pittore, dipingendo un inedito e speciale ritratto con l’unica, semplice intenzione di far capire a noi, alla gente, tutta la bellezza riguardo alla splendida persona di Pino Daniele, prima che allo straordinario musicista, che solo grazie alle sue foto puramente intime puo’ riuscire a trasmetterci, e che altrimenti non riusciremmo a cogliere.

“L’obiettivo”, spiega D’Urso, “è quello di far vedere una dimensione di Pino non soltanto relativa al grande artista che tutti conosciamo, ma mostrare soprattutto tutto quello che c’era prima, durante e dopo, quello che le telecamere e le fotocamere non hanno ripreso, e che è quello che ha costituito un legame di amicizia e di lavoro che è durato 25 anni. L’iniziativa è stata mia, appoggiata a pieni voti dalla giunta comunale alla quale ho volutamente evitato di chiedere un aiuto economico quanto bensì esclusivamente la disponibilità di poterla allestire proprio qui al P.A.N. poiché mi sembrava il luogo più appropriato. Doveroso citare sindaco (Luigi De Magistris) e assessore (Nino Daniele) per la totale partecipazione al progetto e per la lungimiranza nell’aver visto assieme a me le potenzialità, oltre che la necessità, dell’evento.”

“Alessandro D’Urso è un bravissimo ritrattista.”, esordisce invece l’organizzatrice Roberta de Fabritiis. “La mostra rappresenta un insieme di ricordi che riguardano la sfera privata dell’artista, intesa come tutto ciò che è intimo e che non è mai stato reso noto al pubblico: infatti, oltre a foto di concerti e backstage, noterete peculiarmente i ritratti ai quali abbiamo dedicato un’intera sala e che evidenziano la bravura del fotografo D’Urso prima, e la sensibilità dell’uomo Alessandro poi. Si tratta di fotografie in negativo, in netto distacco con le convenzioni dell’attuale era del digitale, come a voler richiamare il lavoro artigianale di scelta delle stampe del fotografo di un tempo. Assieme a video inediti, abbiamo inoltre arricchito la mostra con diversi testi prodotti e voluti accuratamente da persone selezionate per il loro forte legame con Pino (come Rachel Z o Raiz), oltre che con una serie di brani scelti dallo stesso ‘Storie e poesie di un mascalzone latino’ nelle quali si racconta e ci racconta del suo rapporto con Napoli, a testimoniarne anche l’aspetto autobiografico.”

All’inaugurazione della mostra, insieme con l’assessore alla cultura dei beni di Napoli Nino Daniele, ha presenziato il sindaco Luigi De Magistris, il quale chiosa concludendo: “Per noi il legame tra Pino e questa città è indissolubile; se un qualsiasi tipo di iniziativa di qualità in merito all’artista sia in cerca di ospitalità non puo’ che essere per noi un onore e un dovere trovarle dimora a Napoli. Il compito di un amministratore non è solo quello di supervisionare la vita ordinaria di una città, ma anche provare a raccogliere emozioni da porre al servizio dei suoi cittadini, e basta dare una sfogliata a questo vero e proprio album dei ricordi per esserne travolti appieno. Siamo contenti che quest’amministrazione stia riempiendo una struttura come il P.A.N. di cultura, poiché questa è la Napoli che ci piace: una Napoli capace di soddisfare la sete di cultura in ognuno di noi.”

Luigi Crispino

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 16 Ottobre 2015

Articoli correlati

Eventi | 14 Aprile 2021

Don Chisciotte – libri e sogni: dal 16 al 18 aprile la rassegna sull’editoria campana

Eventi | 14 Febbraio 2021

San Valentino e cultura: online il Festival delle Spartenze dedicato ai Bronzi di Riace

Attualità | 21 Gennaio 2021

Anche le firme di Totò e Maradona: asta di autografi per il reparto pediatrico oncologico di Firenze