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Al San Carlo la Tosca diretta da Eduardo de Angelis

Teatro | 19 Gennaio 2020

Mercoledì prossimo, 22 gennaio, il Teatro San Carlo di Napoli aprirà ufficialmente le porte al pubblico per il secondo appuntamento della stagione lirica con un titolo sempre affascinante e accattivante: la “Tosca” di Giacomo Puccini, che rappresenta uno spartiacque tra l’Opera Lirica fino al ‘900 e il suo futuro a partire da quel momento. Rappresentando da sempre un banco di prova e una sfida per interpreti e registi – Maria Callas ne divenne l’indiscusso ed inimitabile emblema, e la sua interpretazione nel ruolo fu motivo di un nuovo spartiacque, definendo per la sua vis dramatica un “avanti Callas” e un “dopo Callas”. Prima della Prima, al pubblico sono state concesse due date, il 18 e il 21, per assistere alle prove generali, previo pagamento di un biglietto dal prezzo simbolico, il cui ricavato verrà destinato in beneficenza a tre onlus: il Centro Studi per la Pace di Cuneo, la Cooperativa Sociale “Oltre l’Arte” di Matera e il “Soroptimist Internazionale”.

Presso la Sovrintendenza del Massimo Partenopeo, la conferenza stampa di presentazione della prossima messa in scena, ha visto come protagonisti, oltre gli interpreti internazionali e il direttore Donato Renzetti, il regista Edoardo De Angelis e lo scenografo Mimmo Paladino. Dopo il consueto saluto introduttivo della Sovrintendente Rosanna Purchia e la presentazione del Direttore Artistico Paolo Pinamonti, la parola è passata al regista, che ha raccontato della sfida raccolta per affrontare un ambiente a lui nuovo, quello appunto del Teatro Lirico: sfida da lui sostenuta con soddisfazione, grazie al supporto di tutto il cast e soprattutto del Maestro Renzetti, in un riuscito sodalizio con Mimmo Paladino che è riuscito a realizzare, con questa messa in scena, una Tosca collocata in un tempo e un luogo così precisi, da poter essere validi in ogni luogo ed ogni tempo, in una capitale come in una periferia: in tale realtà si muovono i personaggi, in una contrapposizione tra “un uomo che per smania di potere distrugge tutto e tutti, compreso sé stesso”, e un “gigante creativo, la cui opera è così vera da riuscire a vivere”. Tra i due, si staglia l’eroina protagonista che ha costruito sé stessa da zero con conquiste realizzate con fatica, ma cui ella è disposta a rinunciare per l’unica cosa che per lei è più importante di tutte: l’amore. Una donna che genera, che può morire ma non perdere. Una storia destinata a ripetersi all’infinito in una realtà bruciata e corrotta. De Angelis, abituato a lavorare dietro la telecamera, ha lasciato alla descrizione della musica la riuscita di quei primi piani che egli sa normalmente ottenere con l’uso sapiente dell’obiettivo.

Mimmo Paladino, non nuovo in fatto di collaborazioni per regie d’Opera presso il San Carlo, dopo aver introdotto il suo intervento parlando della piacevole collaborazione con De Angelis, ha sottolineato come questa sia l’opera degli inganni, dove tutto è diverso da come sembra: ciò che provocherà la gelosia di Tosca è in realtà una forzatura di un tranello che la porterà ad essere una donna di chiesa e d’arte in un’assassina, e un ulteriore tranello di Scarpia la porterà infine alla scelta del suicidio. L’ultima parola è toccata, per giusta chiosa, al Direttore, Maestro Renzetti, giunto in ritardo all’incontro perché impegnato con una sezione dell’orchestra: il bravissimo Maestro ha affrontato un discorso specifico sulla necessità di affrontare questa partitura e il relativo libretto con rispetto, evitando trasposizioni cronologiche che poco hanno a che fare con l’idea del compositore e ancor prima di Victorien Sardou, dal cui dramma Puccini diede vita all’Opera grazie alla pluriennale collaborazione con i librettisti Illica e Giacosa. Ha esplorato alcuni parallelismi tra la musica pucciniana e le assimilazioni coi compositori coevi più intraprendenti d’Oltralpe, scegliendo anche di sfruttare dinamiche e indicazioni temporali azzardate per la musica italiana fin lì composta. E qui che si compie l’unicità della Tosca, nel saper dosare e fondere le varie tecniche compositive dell’epoca, fino a creare un vero capolavoro che unisce allo stile italiano le scuole musicali coeve. E Tosca è sempre un’opera nuova, e con l’orchestra occorre fare sempre un lavoro nuovo, perché c’è sempre un dettaglio, un colore, un tratto che si rivela, all’improvviso. È musica bella quanto difficilissima, le maggiori insidie sono nelle arie famose, nella passione dei duetti; la parte complicata è tra le pieghe dei declamati drammatici, nel perseguire la perfetta adesione tra testo e musica, e in questo, come ha sottolineato Carmen Giannattasio che veste i panni della protagonista nel primo cast, sta nella sensibilità dei solisti e nel loro rispetto nei confronti del compositore come del direttore.
Un in bocca al lupo a tutti i partecipanti a questa nuova, entusiasmante avventura, della quale chi scrive fa parte in qualità di Artista del Coro.
___

Giacomo Puccini
TOSCA
Direttore: Donato Renzetti
Regia: Edoardo De Angelis
Scene: Mimmo Palladino
Costumi: Massimo Cantini Parrini
Luci: Cesare Accetta

Floria Tosca: Carmen Giannattasio /Monica Zanettin
Mario Cavaradossi: Fabio Sartori / Arsen Soghomonian
Il Barone Scarpia: Enkhbart Amartuvshin / George Gagnidze
Cesare Angelotti: Renzo Ran
Il Sagrestano: Matteo Pierone
Spoletta: Francesco Pittari
Sciarrone: Donato Di Gioia

Orchestra, Coro, Coro delle Voci Bianche del Teatro di San Carlo
Direttore del Coro: Gea Garatti Ansini
Direttore del Coro di Voci Bianche: Stefania Rinaldi

NUOVA PRODUZIONE DEL TEATRO DI SAN CARLO

mercoledì 22 gennaio 2020, ore 20,00
giovedì 23 gennaio 2020, ore 20,00
venerdì 24 gennaio 2020, ore 18,00
sabato 25 gennaio 2020, ore 19,00
domenica 26 gennaio 2020, ore 17
martedì 28 gennaio 2020, ore 20,00
mercoledì 29 gennaio 2020, 18,00

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 19 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 28 Gennaio 2020

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