Categorie: Arte

ALLA SANITA’ / Arriva “Il figlio Velato” di Jago, dedicato alle vittime innocenti: resterà per sempre nel cuore di Napoli

“Il figlio velato”, citando il capolavoro di Sammartino, “Il Cristo velato”, cerca di raccontare una storia diversa. La storia di milioni di innocenti che il nostro tempo consapevolmente sacrifica. Questo è “Il figlio Velato”, un bambino simbolo di un’enorme sofferenza, ma anche una speranza perché tutto ciò non si ripeta. La verità è che l’arte non potrà cambiare gli eventi, non potrà fermare le atrocità ma può schierarsi dalla parte della bellezza, può evocare una fratellanza, tutto qui. Io sono Jago e vi aspetto per iniziare l’opera”. Con queste parole in un video per promozionare un crowdfunding, l’artista Jago aveva parlato per la prima volta di quest’opera che avrebbe voluto donare così a un museo, raccogliendo fondi dai suoi estimatori.

Ora quel progetto è realtà e la scultura è stata realizzata a New York, impegnando l’artista 10 ore al giorno per 4 mesi in un laboratorio di Long Island come rilettura del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, custodito nella Cappella Sansevero di Napoli. Anche il Figlio Velato di Jago, dal prossimo 21 dicembre, sarà esposto – e per sempre- a Napoli, nella Cappella della chiesa di San Severo fuori le Mura al rione Sanità.

Jago, Jacopo Cardillo, è un artista italiano nato il 18 aprile 1987 a Frosinone. Ha acquisito notorietà grazie ad un documentario dedicatogli da FanPage che ha superato le oltre 13 milioni di visualizzazioni. Nel 2009 ha realizzato un busto in marmo di Sua Santità Benedetto XVI, poi spogliato e trasformato in Habemus Hominem in seguito alle dimissioni del Pontefice, per il quale nel 2012 ha ricevuto l’Onorificenza della Santa Sede “Medaglia Pontificia”, consegnatagli dal Cardinal Ravasi e dal Segretario di Stato Cardinal Bertone, presso la sede del Pontificio Consiglio per la Cultura in Roma.

Nei mesi scorsi aveva anticipato all’Ansa il suo progetto: “La mia è una citazione ma non ha niente a che vedere con l’idea cristiana del sacro. Siamo bombardati di immagini di bambini vittime di violenze, abusi, guerre e carestie. Una scultura non la puoi ‘switchare’ come le immagini, nella memoria diventa indelebile. Il Figlio Velato è un monumento. L’ associazione con l’immagine iconica del Cristo Velato è automatica, ma ho scelto di fare una citazione. Come altri artisti del passato, non invento nulla. E’ il modo in cui lo fai che può renderlo geniale. Un lavoro certosino per tracciare ogni singola riga del morbido tessuto che copre il bambino. Per portarla a termine ho cambiato vita. Mi sono trasferito a New York lo scorso settembre. Ho trovato mecenati americani innamorati del mio lavoro che mi sostengono e mi lasciano totale libertà”.

E dalle immagini pubblicate sulla sua pagina fb, siamo certi che quest’opera farà discutere e emozionare anche qui, dove resterà per sempre.

“È stato un viaggio lunghissimo, un’avventura iniziata a novembre 2017, un’idea per la quale ho dovuto cambiare vita, ma finalmente il Figlio Velato è a Napoli, alla Sanitá, dove rimarrà per sempre. Mancano pochissimi giorni all’inaugurazione e io non vedo l’ora di abbracciarvi tutti e conoscere le vostre impressioni. Stringere la mano a voi che avete creduto in me e che mi avete seguito fin dall’altra parte de mondo. Vi aspetto Sabato 21 dicembre alle 17:00 a Napoli, nella Chiesa di San Severo fuori le mura” scrive proprio oggi Jago sulla sua pagina fb.

Napoli si prepara a dare il benvenuto a un nuovo capolavoro.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 21 Dicembre 2019
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