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ALLARME CAMPANIA

De Luca invoca il lockdown: “Il coprifuoco non basta, situazione drammatica”

Attualità | 23 Ottobre 2020

Prima lo ha scritto sui suoi canali social: “I dati attuali sul contagio rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). È indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate. In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo”. Poi nel consueto live del venerdì il governatore della Campania Vincenzo De Luca, ha insistito.

“Non c’è tempo da perdere. Siamo chiamati oggi a prendere decisioni forti e definitive per una situazione che è diventata pesante. Ogni giorno che passa rischia di diventare insostenibile la situazione: non c’è un’ora di tempo da perdere. Anche l’ordinanza che va in vigore oggi è superata se si guarda ai dati del contagio di queste ore. Dobbiamo decidere oggi, non domani e non tra una settimana. Non abbiamo più tempo da perdere. Comunicherò la mia richiesta di lockdown su tutta Italia ma per la Campania procederemo alla chiusura di tutto. La chiusura parziale non basta più. Dobbiamo decidere di chiudere tutto. Propongo dunque il lockdown per l’Italia, ma per la Campania faremo quello che è giusto per noi. Chiudere tutto tranne le attività essenziali e produttive, per quanto possibile. Dobbiamo bloccare anche la mobilità interregionale.  Oggi siamo ancora in tempo. Abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia. Siamo a un passo dalla tragedia. Non voglio trovarmi qui da noi a vedere i camion che portano centinaia di bare di persone decedute. Non siamo garantiti da nessuno che questo non avvenga, altrimenti quelle immagini sono destinate a riprodursi e a entrare nella nostra vita in maniera drammatica. Io chiedo ai nostri concittadini di sentirsi soltanto esseri umani, senza distinzioni idologiche, economiche, politiche. Siate soltanto esseri umani: impegnatevi a difendere la vita dei vostri cari, delle vostre famiglie. Tutto il resto non conta nulla”.

Poi i dati quotidiani: “Solo oggi abbiamo 2280 positivi su 15mila 800 tamponi, il 14, 5 per cento di contagi rispetto al 12, 8 di ieri. In Campania dobbiamo difendere con i denti un dato straordinario, un miracolo grazie soprattutto al nostro personale medico e sanitario. Questo miracolo è costituito da un numero mai richiamato: ed è il numero di persone decedute ogni 100mila abitanti. In Lombardia 169 morti ogni 100mila abitanti… 9 ogni 100mila abitanti in Campania”.

De Luca mostra una tac di uomo di 37 anni affetto da covid, un’immagine terrorizzante, per dire che “nessuno può scherzare più” e le immagini di una festa a Bagnoli con una massa di idioti senza mascherine.

“Sono queste le situazioni che hanno portato a una diffusione enorme del contagio e rispetto alle quali dobbiamo prendere decisioni oggi per bloccare esplosione contagio: chiudere tutto per un mese, quaranta giorni. Come stanno facendo in Germania”.

Poi ha fatto un bilancio della situazione della Campania in termini di posti letto: “Rispetto a febbraio-marzo-aprile, abbiamo due elementi in più: aperture delle scuole e stagione influenzale. Andiamo verso l’inverno e dunque oltre ad avere numeri più elevati rispetto al periodo di marzo aprile abbiamo queste altre due variabili, quindi è sicuro che avremo un aggravamento della situazione per ragioni aggiuntive. Con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Rischiamo di avere le terapie intensive intasate. Dobbiamo mandare a casa anche i pazienti positivi che non hanno sintomi gravi perchè significa non dare i posti letti a chi ne ha bisogno. Dovremo coinvolgere le cliniche private, dobbiamo spostare i pazienti dalle pubbliche alle strutture private, con convenzioni aggiuntive ad hoc. Per quanto riguarda i  tamponi, siamo arrivati a cifre importanti, i 3\4 dei tamponi li fanni i laboratori pubblici e abbiamo avuto aiuto anche da privati. per quanto riguarda i tamponi abbiamo una situazione di questo tipo, perdiamo troppo tempo per comunicare i risultati, nel corso della prossima settimana avremo altre 5 macchine che aumenteranno numeri dei tamponi. la cosa più importante è dare ai cittadini in tempi rapidi il risultato dei tamponi. l’obiettivo a cui stiamo lavorando è quello di trasmettere in 12 ore il risultato del tampone. Quali sono i problemi: tutti i cittadini devono lasciare il proprio numero di cellulare, ci è capitato di chiamare al numero rilasciato ed era completamente sballato. Facciamo i responsabili, diamo i numeri giusti per consentirci di raggiungere in tempi celeri le persone e dare i risultati in 12 ore. Nei giorni scorsi abbiamo inviato 4700 sms a persone che avevano fatto il tampone. In alcune realtà ci vuole ancora una settimana per fare tampone: bisogna dare l’anima per entrare a regime. se abbiamo fatto i tamponi 10 giorni fa, rifacciamoli perchè non sono più affidabili”.

Poi, su Arzano zona rossa: “Abbiamo messo in quaratena Arzano con un positivo ogni 300 abitanti. Abbiamo fatto tamponi a tutti gli abitanti”. E ancora, tornando alla vicenda dei tampni, aggiunge ancora: “Abbiamo registrato in queste ore un aiuto importante del 90% dei laboratori che lavorando in maniera corretta hanno segnalato celermente tutto sulla piattaforma digitale della regione consentendo di avvisare il cittadino. Dobbiamo rivolgerci ai laboratori privati accreditati, l’elenco è sul sito internet della regione campania: ci sono laboratori privati autorizzati a fare tamponi molecolari. Abbiamo registrato in qualche caso due comportamenti scorrett:  i laboratori hanno obbligo all’asl i casi positivi ,perchè i positivi devono essere in quarantena. Ci è stato segnalato che alcuni laboratori su richiesta di privati cittadini chiedono che non sia comunicato all’asl il contagio. Seconda anomalia: per fare presto qualche laboratorio privato, invece del molecolare fa tamponi rapidi antigenici che non sono affidabili. Altri invece di processare un solo tampone ne processano 10 assieme e non va bene. Anche in questo caso abbiamo chiesto accertamenti ai carabinieri. Nella prossima settimana dobbiamo entrare a regime, con la piattaforma della Regione Campania “Sinfonia”. Quando abbiamo questi numeri lo screening e il tracciamento dei contatti cioè l’indagine che si fa sui contratti stretti che si fa con chi ha visto il contagiato – ha aggiunto poi De Luca –  diventa impossibile. Quando hai migliaia di contagiati al giorno diventa impossibile ricostruire la rete. Dobbiamo essere ancora di più responsabili e corretti”.

Quanto alla chiusura delle scuole, dice De Luca, “ho ascoltato in questi giorni alcune delle affermazioni più stupide e irresponsabili”.

“Le priorità – aggiunge – sono dettate dai contagiati, ma non dagli ideologismi. i dati che ci vengono, esempio da Napoli 2. Negli ultimi giorni abbiamo fatto 1321 tamponi nel programma scuola sicura, i dati sono questi: 50 positivi, 5 positivi nella fascia 0-5 anni, 17 positivi da 0-10 anni 12 positivi 11-13 anni, 9 positivi 14-19. 7 positivi fra operatori scolastici. Il totale dei dati che registra Asl Napoli 2 nelle scuole del suo terriotrio è di 160 positivi fra docenti e studenti, di tutte le fasce di età e tenendo conto dei contagi correlati ma sempre in ambito scolastivo parliamo di 380 positivi nella scuola della Napoli 2. Davanti a questo dato, che riguarda docenti, studenti e non, qual è la risposta che la ragione ci dice di dare? La risposta credo sia altra, evitiamo che si diffonda in modo incontrollato nel mondo della scuola e poi nelle famiglie, cercando di potenziare la didattica a distanza. Voi sapete che abbiamo non chiuso le scuole, noi chiudiamo mobilità e assembramenti. Come ci ha riconosciuto il tar, che qualche buontempone ha convocato. Volevo dire qualcosa di pesante contro alcune mamme: non ho incontrato nessuna mamma che voleva mandare i figli a scuola in questa situazione, lasciamo perdere, dovremmo dire cose pesanti. Dunque si aprono le elementari se ci sono le condizioni di tutela per la salute dei bambini, sennò si chiudono. Nella fascia da 0 a 5 anni prima del 24 settembre avevamo 88 positivi, le due settimane dopo abbiamo avuto 402 positivi. Da 6 a 10 anni prima 57 contagi, dopo l’apertura 476 contagi. Nella fascia 11 e 14 anni prima dell’apertura 49 contagi, le due settimane dopo 479 contagi. Fascia 15-18 anni, 82 contagi prima, 558 dopo l’apertura. Questa è solo la fotografia oggettiva degli epidemiologi. Dobbiamo sapere che le fasce d’età che hanno aumentato il contagio di 9 volte hanno avuto la stessa incidenza. Per quello che mi riguarda se i dati sono questo non si apre alla mobilità e sarà inevitabile mantenere la didattica a distanza. So bene quanti sacrifici e problemi determina questa decione. La domanda che pongo ai genitori: l’alternativa qual è?  Credo che nessuna mamma o papà si sente di prendere decisioni del genere. Domani mattina comunque ci sarà una riunione sull’unità di crisi sulle scuole per valutare tutta la situazione, sulla basa di quello che ci diranno gli epidemiologi decideremo”.

Infine i problemi sui settori economici della regione. “Industria, agricoltura, edilizia, trasporti connessi all’agroalimentare, tutte le cose che già sappiamo, vanno salvaguardate. Ma è chiaro che ci sarà una ricaduta su ristorazione e altri settori. Ormai si deve chiudere, e lo dico al governo. L’unica discussione da fare è un piano di misure socioeconomiche di aiuto alle categorie colpite, come ha già fatto la Campania in occasione della prima ondata di epidemia. Bene, propongo formalmente al governo, che si apra in sede di conferenza Stato- Regioni rapidamente le misure economiche di sostegno alle categorie che saranno colpite, ormai il problema all’ordine del giorno è questo e va messo in piedi entro due settimane con i fondi europei, aiuti e sospensione di tasse, contributi e iva, sospensione delle utenze e cosi via”.

Infine De Luca ha concluso sostenendo di aver anticipato tutti i provvedimenti del governo centrale in questi momenti. Come sul lockdown, sul quale dentro l’esecutivo si continua a discutere in queste ore, purtroppo. “Meglio chiudere oggi – conclude – che poi, per magari pensare a riaperture parziali nel periodo di Natale. Non abbiamo alternative”.

 

 

A cura di Aniello Napolano – Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 23 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Ottobre 2020

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