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Almaviva Napoli, 400 esuberi: un disastro sociale

News | 23 Marzo 2016

Vapo

NAPOLI, 23 MARZO – Almaviva Contact, azienda leader in Italia, e non solo, nel settore di outsourcer ha, solo due giorni fa, dichiarato quasi 3000 esuberi su base nazionale, così suddivisi: Palermo 1670; Roma 918; Napoli 400. Insomma, un dato che sconcerta tutti, a partire dalle istituzioni, sindacati e lavoratori, ovviamente. La notizia riguardante Roma e Palermo era già trapelata in anticipo, mentre per quanto concerne la sede partenopea, è arrivata quasi come un fulmine a ciel sereno, tranne qualche rumors degli ultimi giorni, che, come quasi sempre accade, rimangono tali. Non è stato affatto così questa volta. Licenziare 400 persone equivale a perdere il 50% della forza lavoro del sito di Napoli, struttura di ultima generazione e nella quale solo 3 anni fa vi si sono trasferiti i lavoratori.

Non appena la Società ha formalizzato gli esuberi, è stato indetto un massiccio sciopero ad horas, che ha coinvolto tutti gli operatori che, con coraggio, hanno abbandonato le postazioni di lavoro per riversarsi in strada. Ieri l’azione di protesta si è ripetuta. Oggi, alle 17:30, si terrà un incontro con il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e con l’Assessore al lavoro Enrico Panini, insieme ai sindacati. Sono 73 i giorni che restano per trovare una soluzione in grado, realmente, di scongiurare che una bomba sociale di dimensioni astrali possa abbattersi su un territorio, già di suo, martoriato e prostrato: sarebbe una vera debacle, per tutti. C’è chi urla alla strumentalizzazione, di certo l’azienda in questione non è di certo ai primi esordi per la fruizione di finanziamenti pubblici. Da quando è stata istituita, da quasi due decenni, ha utilizzato soldi pubblici, motivo per il quale ha potuto assumere, investire e divenire grande. Numerose sono le volte in cui si è ricorso all’utilizzo di ammortizzatori sociali, infatti, ad oggi, a Napoli è in essere il contratto di solidarietà. Strumento utilizzato per contenere la crisi organica che l’azienda vive: ma pare che ciò sia accaduto con successo, dato che puntualmente viene revocata la solidarietà programmata e richiesto lavoro supplementare. Dalla solidarietà allo straordinario il passo è breve – direbbe qualcuno.  Dal “Lavoriamo di meno, ma tutti” pare si voglia passare al “Non lavorerete più”. A giugno si uscirà dal regime di solidarietà. Coincidenze?

C’è chi urla alla miopia delle scelte aziendali, dato che nessuna politica industriale atta a rilanciare l’azienda è stata messa in atto. Inefficienza o volontà?

Sono tantissimi i giovani che hanno iniziato a lavorare in Almaviva appena dopo gli studi o per mantenersi gli stessi, e dopo poco si sono ritrovati con un contratto a tempo indeterminato, part time, ma anche full time: una vera chimera per le condizioni occupazionali attuali. Quei giovani sono diventati uomini, padri, madri, persone e non numeri. Ognuno con la propria storia che, con non poche difficoltà, cerca di vivere con dignità. Le poche e claudicanti certezze pare stiano franando, e solo una azione forte e di cooperazione tra sindacati ed istituzioni potrà far sì il futuro dei lavoratori sia salvo.

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Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 23 Marzo 2016 e modificato l'ultima volta il 23 Marzo 2016

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