giovedì 22 agosto 2019
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ALTRO CHE “PARANZA”

Anna, 12 anni, premiata da Mattarella per l’impegno su Napoli Est

Attualità | 13 Marzo 2019

“Presidente Mattarella, aiutami a combattere per portare l’istruzione nel mio quartiere a San Giovanni a Teduccio, vedo tanti ragazzini della mia età che non vanno a scuola. Dobbiamo impegnarci tutti per le periferie di Napoli”. Così aveva scritto nei mesi scorsi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella una dodicenne di Napoli Est, Anna Balbi.

Oggi Mattarella ha voluto premiarla insieme a altri 28 giovani promesse dello Stivale. Gli altri ragazzi del Sud ve li abbiamo raccontati nei giorni scorsi. 

Sono sette in tutto.

La motivazione per Anna, la più piccola di tutti, nemmeno 13 anni, è stata questa: “Frequenta la scuola in un quartiere impegnativo di Napoli e partecipa attivamente alle attività di carattere sociale e civile. Presta servizio presso la mensa per gli anziani e i poveri, servendo loro il pranzo. Ha preso parte ad operazioni di pulizia dai rifiuti del territorio e della spiaggia, organizzate da Libera e Wwf. Si è distinta dando aiuto ai coetanei in difficoltà e mostrando attenzione alle persone più svantaggiate. Ha svolto attività di tutoraggio per suoi coetanei, descrivendo i possibili rischi provenienti dalla rete”.

Alla vigilia del riconoscimento la piccina ha raccontato: “”Voglio fare il medico per i più piccoli e le famiglie di chi non ce la fa – spiega- e a chi non potrà pagare, nel mio studio, offrirò cure gratis. La salute non è solo un diritto del cittadino come dice la Costituzione, io lo sento proprio come un dovere della collettività verso gli altri. Non voglio lasciare la città, come fanno tutti. Qui a Napoli siamo sottovalutati, è difficile che medici o ingegneri bravi e giovani scelgano di rimanere qui, si trasferiscono: così il Sud diventa più brutto. Della mia città mi piace la storia, la Napoli angioina, aragonese, i monumenti, ma non mi piace la mancanza di voglia delle persone di migliorare, la sporcizia nelle strade e le persone che scelgono una vita criminale, pericolosa, che poi sono quasi sempre non istruite e quindi non si sono potute scegliere il futuro. Dirò anche questo al Capo dello Stato”

E ancora ha ammesso di venir criticata dai suoi coetanei perché non sta mai zitta: “Non posso vedere le ingiustizie. Mi hanno criticato anche quando ho difeso un bambino con difficoltà che veniva preso in giro. I bulli alla fine sono ragazzi più deboli perché non comprendendo il loro dolore e lo trasformano solo in rabbia. Invece il dolore è un’emozione da condividere con gli altri e non da accumulare”.

Figlia di una casalinga e di un panettiere, Anna, che ha due fratelli di 25 e 21 anni, frequenta la seconda media nella II A all’istituto comprensivo scuola Sarria – Monti, legge Giuseppe Parini e Niccolò Machiavelli, ascolta le canzoni di Ultimo, vede le serie tv fantasy ed è fan del duo di Youtuber Valespo. Da oggi non è solo un Alfiere ma anche una speranza ulteriore per il nostro Sud, la risposta vivente alle “paranze” di suoi coetanei

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 13 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Marzo 2019

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