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ANALISI DI LABORATORIO

L’istituto zooprofilattico sbugiarda Report: analisi su più pizze, nessun rischio

Agroalimentare, Identità, Made in Sud, NapoliCapitale | 7 Ottobre 2014

cottura pizza

Non sono fuori norma le sostanze contenute nella pizza napoletana. Lo riferisce l’agenzia Ansa, secondo cui l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno ha esaminato tre pizze e, dalle analisi effettuate nei laboratori di Portici, la quantità di benzoapirene rilevata è ”inferiore a 0,5 nanogrammi per grammo”, a fronte dell’1,51 indicato ieri dalla trasmissione Report.

”Hanno analizzato soltanto la parte bruciata sotto la pizza. Considerando l’intero prodotto i risultati sono quelli ottenuti nei nostri laboratori”.

“Non è che si mangia solo il bruciato sottostante”, dice Antonio Limone, commissario dell’Istituto. Limone ha mostrato, in un incontro organizzato dall’Associazione verace pizza napoletana, che la quantità rilevata di benzoapirene, sostanza cancerogena, è ”inferiore a 0,5 nanogrammi per grammo”, a fronte dell’1,51 indicato ieri da Report. ”Analizzando l’intero prodotto, e non solo la parte nera, dopo averlo ‘frullato’ – afferma – i risultati sono quelli ottenuti nei nostri laboratori”. Come per il benzoapirene, lo stesso vale per le altre sostanze cancerogene i cui valori, sommati, ”non arrivano al limite massimo previsto” che, in base al regolamento europeo (n.835/2011 sui tenori massimi di idrocarburi policiclici aromatici nei prodotti alimentari) è di 30 nanogrammi per grammo

Insomma chiaro cosa ha fatto Report? Il solito maledetto Sputtanapoli. Per fortuna più si va avanti e piu’ si reagisce. E anche stavolta Napoli e i napoletani sono scesi in campo sui social (e anche nella realtà vista le decisione dell’Istituto zooprofilattico di ripetere gli esami) per difendere un proprio prodotto tipico che non conosce – ne conoscerà – crisi.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 8 Ottobre 2015

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