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ANCORA PREGIUDIZI

Quel sentimento anti-meridionale che non va in quarantena

Attualità | 4 Aprile 2020

Anche oggi vi dobbiamo raccontare l’ennesimo pregiudizio sul Sud espresso stavolta sui canali Rai.

In un momento delicatissimo, in cui anche i sistemi storicamente più ricchi e collaudati hanno mostrato tutte le loro fragilità, le narrazioni dei media mainstream non mutano di una virgola.

In realtà, se volessimo realmente raccontarvi tutte le cose intercettate, ascoltate e lette in questi giorni non si finirebbe più. Ci limitiamo a segnalare i fatti più eclatanti, come le uscite dei vari e consueti Mentana, Feltri, D’Urso, Merlino, Annunziata. Ed Agorà.

Il programma che va in onda ogni mattina su Rai Tre condotto da Serena Bortone e che, come ormai tutti i programmi di intrattenimento delle TV italiane, ha come tema centrale l’epidemia da COVID-19.

I collegamenti sono tanti e frenetici. Tra i tanti, ascoltiamo Giorgio Gori che incensa il sistema lombardo. Quel sistema lombardo che ha inaugurato l’ospedalino ricavato dalla fiera di Milano, presentato in pompa magna sulla stampa -peraltro, abbiamo visto tutti le immagini dell’assembramento durante l’inaugurazione, in barba a distanziamenti sociali e misure di sicurezza- che in tutto non apporterà più di 12-24 posti letto.

Marco Travaglio, sul “Fatto”, ha regalato un affresco preciso della questione , che riportiamo integralmente:

“Misera, soprattutto, rispetto al budget (50 milioni e rotti) e agli annunci. Il 12 marzo il geniale “governatore” Attilio Fontana parlava di “un ospedale da campo modello Wuhan da 600 posti letto di terapia intensiva in una settimana”. Il 13 era già sceso a “500 letti”, ma accusava la Protezione civile di “non voler fornire quanto promesso” e s’impegnava a “fare da soli con fornitori internazionali”. Il 16 ingaggiava per la bisogna Guido Bertolaso che – assicurava il garrulo Gallera – “ha una fama internazionale e un nome che ha un peso sulla scena mondiale e può avere accesso a rapporti con aziende e governi”. Intanto Fontana, quello che faceva da solo, tornava a pietire dalla Protezione civile. Il 17 B., dal confino in Costa Azzurra, donava 10 milioni e San Guido, ringraziandolo per il “gesto d’amore”,diceva chela somma bastava per il “reparto da 400 posti di terapia intensiva in Fiera”.I posti scendevano e i fondi crescevano (10 milioni da Caprotti, 10 da Moncler, 10 da Del Vecchio, 2,5 da Giornale e Libero, 1,5 dell’Enel e molte donazioni private anonime) e i respiratori arrivavano”.

Tornando alla trasmissione della Bortone, per rendere più stridente il contrasto tra l’eroico nord ed il cialtronesco sud, si manda in onda il trito e ritrito video del famoso assembramento di Pozzuoli e quello di una donna che gira nuda e starnutisce, in evidente stato alterato, per le vie di Napoli. In collegamento c’era anche Roberto Fico, presidente della Camera, che ha invece sottolineato come, al netto di qualche episodio isolato, al Sud si stia osservando le restrizioni esattamente come nel resto del paese. Anzi, aggiungiamo noi, potrebbe essere proprio questo ad aver impedito al Sud di registrare gli stessi drammatici numeri di alcune regioni del Nord.

Ad un certo punto della trasmissione si è parlato dei parenti delle vittime che non hanno neanche potuto dare l’ultimo saluto ai loro congiunti morti a causa del COVID-19. Tra questi, c’è Fiordaliso, che interviene in studio telefonicamente per parlare della morte di sua madre per colpa del virus.

La cantante – alla quale ci stringiamo rendendoci ben conto di quale tragedia abbia vissuto in queste settimane – parla della sua dolorosa esperienza, di quanto sia duro non poter abbracciare la propria mamma quando se ne sta andando, del fatto che stiamo combattendo una guerra dalla quale ci si può salvare anche se si porterà dietro tante vittime.

Ad un certo punto, però, anche lei scivola nel solito pregiudizio antimeridionale : ” voglio dire a tutta la gente, specialmente a quelli del Sud, che non sono colpiti come noi che abbiamo 50-60 morti al giorno e quindi pensano che questo virus non li interessi, che non è così. Devono stare in casa, devono stare lontani, purtroppo”.

E davvero, di fronte a queste quotidiane stoccate del tutto gratuite nei confronti di popolazioni che non avranno, per fortuna, “50-60 morti al giorno” ma che stanno vivendo il medesimo danno del resto d’Italia in condizioni economiche e sociali spesso davvero drammatiche, pensiamo che sia vergognoso ed inaccettabile tutto questo. Ci dispiace dover notare ancora una volta che il sentimento antimeridionale di gran parte degli italiani non va in vacanza. E nemmeno in quarantena.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 4 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 4 Aprile 2020

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