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Andrea Sannino, lo “scugnizzo” della musica napoletana, scoperto da Lucio Dalla

andrea sannino
Ciento 'e sti juorne | 30 Novembre 2018

Per la rubrica “Ciente ‘e sti juorne”, “Il Calendario laico napoletano”, vi raccontiamo del santo di oggi, 30 novembre, Sant’Andrea apostolo, Patrono della città di Amalfi, e dello “scugnizzo” che è diventato negli ultimi anni l’astro nascente della musica napoletana: Andrea Sannino.

Il talento di Andrea Sannino scoperto “per caso” da Lucio Dalla

E’ il 2006 quando Antonella Clerici, durante un suo programma su RaiUno, fa entrare in studio un ragazzo per esaudire un suo grande desiderio: duettare con Lucio Dalla.

Ma dopo le prime note di “Caruso”, intonate insieme a quell’artista geniale che è stato Dalla, quel ragazzo impacciato e visibilmente emozionato lascia tutti a bocca aperta. E anche Lucio Dalla resta sbalordito dalla voce potente di Andrea Sannino, all’epoca appena ventunenne, definendolo  “sorprendentemente bravo”.

D’altronde il cantautore bolognese come avrebbe potuto restare indifferente ascoltando una voce dal timbro così “marcatamente napoletano”, visto che più volte aveva dichiarato il suo amore incondizionato per Napoli.

Così appassionato della “napoletanità” Lucio Dalla al punto di prendere per anni lezioni private di lingua napoletana, confessando che avrebbe pagato qualsiasi cifra per un’iniezione che gli consentisse di parlare e ragionare come un vero napoletano e non come un napoletano “d’importazione”.

Da quell’incontro casuale è iniziata una collaborazione durata 6 anni fra Andrea Sannino e quello che ancora adesso chiama il “Maestro Dalla”, duettando con lui sul palco in tanti concerti fino alla prematura morte del cantautore bolognese.

Andrea Sannino protagonista di “Scugnizzi”

Se l’incontro con Lucio Dalla è stato il “big bang” della folgorante carriera di Andrea Sannino, il vero trampolino di lancio è arrivato nel 2010.

Claudio Mattone, infatti, lo sceglie come protagonista della nuova edizione del musical “C’era una volta Scugnizzi”. Il ruolo che gli viene affidato è quello del “prete coraggio”, Don Saverio, che era stato per anni del cantante Sal Da Vinci.

Una sorta di passaggio di testimone fra i due interpreti della canzone napoletana che ha segnato un momento importante per la carriera di Sannino, da allora diventato popolare al grande pubblico grazie alle 100 repliche in tutta Italia in prestigiosi teatri italiani, fra cui il Sistina di Roma e l’Augusteo di Napoli.

Finita l’esperienza con gli “scugnizzi”, Andrea Sannino è stato impegnato nel 2013 nel musical scritto, diretto e interpretato da Gianfranco Gallo,  “Quartieri spagnoli”, e successivamente ha partecipato al musical “Stelle a metà”, scritto e diretto da Alessandro Siani.

Il boom da 21 milioni di visualizzazioni per “Abbracciame”

Insieme a queste importanti esperienze teatrali, Andrea Sannino ha continuato a scrivere ed interpretare le sue canzoni, di cui è anche coautore, incidendo nel 2010 l’album “Senza accordi”.

Ma il successo che lo ha travolto come un’onda in piena, rendendolo alla soglia dei 30 anni uno dei nomi di spicco dell’attuale panorama musicale napoletano, è arrivato con il singolo “Abbracciame”.

Il brano, uscito nel 2015 ed inserito nel suo secondo album, “Uànema”, è stato per oltre un anno nei primi posti della speciale classifica Spotify “Sound of Naples”, che si può considerare la top 100 della musica più ascoltata a Napoli.

Il video ufficiale del brano ha totalizzato un vero e proprio boom di visualizzazioni, attualmente oltre 21 milioni, una cifra da capogiro per questo giovane interprete che finora non ha avuto grande spazio in televisione.

Un altro napoletano “d’importazione”, Dries Mertens, canta “Abbracciame”

Eppure grazie ai passaggi in radio e alla rete la canzone è diventata un “tormentone”, al punto che anche l’idolo dei tifosi napoletani, il calciatore Dries Mertens, ha diffuso un video in cui canta in napoletano il ritornello di “Abbracciame”.

Il video di quest’altro “napoletano d’importazione”, proprio come Dalla, è diventato subito virale, contribuendo ulteriormente a far circolare il brano, di cui Sannino è coautore.

Il successo per questo “scugnizzo” nato a Napoli nel 1985 e cresciuto ad Ercolano, non è arrivato “per caso”, come a volte accade nel mondo della musica, visto che nonostante la sua giovane età Andrea Sannino ha già collezionato importanti collaborazioni nel campo della musica “che conta”.

E soprattutto, come lui stesso ha dichiarato, è frutto di una grande passione per la musica, coltivata sin da bambino, e di grande determinazione, ma senza utilizzare “scorciatoie” come ci ha tenuto a sottolineare, chiamando il suo primo disco, “Senza accordi”.

Il Santo del giorno, Sant’Andrea, Patrono di Amalfi

Il Santo che si festeggia oggi è Sant’Andrea apostolo, patrono della città di Amalfi che lo celebra il 27 giugno e il 30 novembre, giorno della festività sia per la Chiesa cattolica che per quella ortodossa.

La Festa di Sant’Andrea è l’evento più importante dell’anno per gli amalfitani che attendono l’uscita della splendida statua di bronzo del santo dalla maestosa cattedrale. L’effigie del Santo è accompagnata da migliaia di persone in processione per le strade di Amalfi, insieme alla banda musicale. La processione si conclude con una spettacolare corsa su per la scala della cattedrale, con i fedeli che portano la statua del Santo vestiti di rosso, accompagnati dalla marcia del “Mosè in Egitto” di Rossini e incitati dalla folla di fedeli.

Sant’Andrea, fratello di Simon Pietro, fra i dodici apostoli viene considerato il “primo chiamato” da Gesù che, secondo il Vangelo, volle trasformare i due fratelli in “pescatori di uomini”. Nel corso dei secoli attorno alla figura di Sant’Andrea sono nate molte leggende, mentre della sua vita si hanno poche notizie certe. Sant’Andrea svolse il suo apostolato anche in Grecia, diventando vescovo di Patrasso, dove avrebbe subito il martirio il 30 Novembre, legato a una croce a braccia uguali a forma di X , che da lui prese il nome di croce di Sant’Andrea.

Il suo corpo venne trasferito a Costantinopoli dall’imperatore Costanzo, ma nel 1206 durante la quarta crociata il legato pontificio, il cardinale Pietro Capuano di Amalfi, decise di trasferire le reliquie del Santo in Italia.

Nel 1208 gli amalfitani le accolsero solennemente nella cripta del loro Duomo, dove sono rimaste fino ad oggi.

Sabrina Cozzolino  

Sabrina Cozzolino

Napoletana, diplomata in pianoforte al Conservatorio di musica, insegnante di scuola primaria. Grande appassionata del cinema in bianco e nero, in particolare di Totò, naturalmente supertifosa del Napoli.

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