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Anfiteatro Campano: tra bellezza e degrado | FOTO

News | 1 Maggio 2019

L’antico Cicerone aveva l’aveva definita “altera Roma” e, in effetti, in questa area della Campania Felix per niente si potevano rimpiangere i fasti e le ricchezze dell’Urbe, cuore pulsante dell’Impero.

Nell’altra Roma, dunque – oggi, in particolare, la cittadina di Santa Maria Capua Vetere – i latini potevano godere della salubre area che ha reso note queste zone e apprezzare spettacoli ed eventi di altissimo livello.

La testimonianza più evidente è certamente caratterizzata dall’anfiteatro che ancora oggi si impone nella città e lascia immaginare i fasti che un tempo ha vissuto e le storie di uomini valorosi che in quel luogo hanno combattuto.

Ancora riecheggiano le urla di vittoria del famoso Spartaco che qui fu venduto come schiavo in seguito al tentativo di abbandonate le file delle milizie romane. Ritenuto, dunque, un disertore, finì nella scuola dei gladiatori di Capua e a combattere contro uomini e bestie per divertire il popolo e gli aristocratici del tempo.

Spartaco ha potuto mostrare la sua forza dinanzi ai sessantamila spettatori che l’anfiteatro campano poteva contenere: per capienza ed importanza era infatti secondo solo al Colosseo.

Ma la gloria di quel tempo resta solo un amaro ricordo se si desidera visitare il sito archeologico. Negli anni l’area in questione, e l’ingresso in particolare, ha subito un notevole miglioramento dal punto di vista dell’accoglienza dei turisti.

Tuttavia, il vero protagonista della visita culturale – l’anfiteatro la cui giurisdizione è passata, nel 2017, al Mibac – ha ancora bisogno di significativi interventi (e dunque finanziamenti) affinché possa riacquistare una certa dignità.

Molte sono le aree interdette al pubblico e le zone rese impraticabili dalle erbacce. Le stesse che, tra l’altro, coprono tutta l’area delle gradinate.
Insomma, che ci sia interesse ad incentivare gli ingressi al sito, lo si intuisce anche dal costo del biglietto (intero €2.50), ma in tal senso crediamo ci sia ancora molto lavoro da fare.

Il sito appare ancora come un’occasione mancata, uno spreco artistico e culturale che sarebbe necessario valorizzare.

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 1 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 1 Maggio 2019

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