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Angela Luce, quando al Festival di Sanremo cantava Napoli

Ciento 'e sti juorne | 27 Gennaio 2019

Già rombano i motori della più grande manifestazione canora italiana, il Festival di Sanremo che comincerà da martedì 5 febbraio e che vede quest’anno come unico rappresentante della musica partenopea Nino D’Angelo, in coppia con il giovane rapper napoletano Livio Cori.

Per la rubrica “Ciente e sti juorne”, oggi 27 gennaio, nel giorno in cui si festeggia Sant’Angela Merici, vogliamo fare gli auguri a una grande artista napoletana, Angela Luce, che fu protagonista dell’edizione del 1975 del Festival sanremese con il brano “Ipocrisia”, diventato poi uno dei suoi cavalli di battaglia.

La storia del Festival della canzone italiana, dalle sue origini per circa vent’anni si è intrecciata con quella del Festival di Napoli, con una continua osmosi di cantanti fra le due manifestazioni canore. Dal dopoguerra fino agli anni ’70, infatti, la musica napoletana ha occupato un posto di rilievo nel panorama musicale nazionale quasi da rendere impossibile la distinzione fra l’una e l’altra.

Angela Luce, l’Amalia Rodrigues della musica napoletana

Angela Luce, nome d’arte di Angela Savino, nel corso della sua lunga carriera – da un anno ha superato gli 80 anni –  è stata un’artista a tutto tondo, spaziando dalla canzone al cinema, dal teatro alla scrittura, come spesso accadeva in passato quando si era artisti a 360°.

La sua voce suadente e inconfondibile è stata la voce di quella Napoli popolare che che viveva di sentimenti e di passioni forti, la Napoli dei vicoli con i bassi e i panni stesi che risuonavano per tutto il giorno di canzoni napoletane, come in una filodiffusione a cielo aperto.

Una voce, quella di Angela Luce, che vibrava di sentimento, di nostalgia e di pathos, una Amalia Rodrigues della canzone napoletana.

Fra le sue interpretazioni più celebri “So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e quartiere”, del poeta, scrittore e commediografo napoletano Raffaele Viviani, che descrive la vita di strada di una giovane e bella prostituta dei Quartieri spagnoli. Il brano era inserito nello spettacolo diretto nel 1967 da Giuseppe Patroni Griffi “Napoli notte e giorno”, presentato al Festival di Due mondi di Spoleto.

Con questa canzone Angela Luce detiene un record, ovvero è l’unica artista ad essere presente nell’Archivio Storico della Canzone napoletana con due esecuzioni diverse dello stesso brano, incise una negli anni ’60 e l’altra nel 2004.

Il secondo posto a Sanremo con “Ipocrisia” nel 1975

Al suo debutto assoluto al Festival di Sanremo, Angela Luce si piazzò al secondo posto nell’edizione del 1975, con la canzone “Ipocrisia”, che in seguito è diventata uno dei suoi cavalli di battaglia e che pur essendo in italiano è considerato un classico della canzone napoletana.

Quell’edizione, la 25 esima della storia del festival, fu condotta al Casinò di Sanremo da Mike Bongiorno che portò con sé la sua valletta del quiz televisivo “Rischiatutto”, Sabina Ciuffini. Già si era passati alla nuova era del festival, quella in cui ogni cantante partecipava con una sola canzone e non come accadeva in precedenza quando ogni cantante poteva presentare anche più canzoni.

Quell’anno vide per la prima volta un podio tutto al femminile, infatti al primo posto arrivò Gilda con “Ragazza del sud” e al terzo Rosanna Fratello con “Va’ speranza va”. Ma come succede spesso al festival, il brano vincitore viene presto dimenticato, mentre ha avuto una sorte ben diversa “Ipocrisia” che è diventato uno dei brani napoletani più popolari, un classico reinterpretato da tanti altri cantanti napoletani come Maria Nazionale, e che, pure avendo più di 40 anni, su youtube ha più di un milione di visualizzazioni.

Qualche anno prima, nel 1970, Angela Luce aveva conquistato il secondo posto con il brano “’O divorzio” in quella che sarà l’ultima edizione del Festival di Napoli delle origini.

Dagli esordi in teatro con il maestro Eduardo De Filippo fino al David di Donatello

La sua carriera, però, non è iniziata come cantante, ma nelle vesti di attrice affianco al maestro del teatro napoletano, Eduardo De Filippo, che la scritturò ancora ventenne, affidandole prima piccoli ruoli fino a diventare protagonista nella versione girata per la tv della commedia “Il Contratto”.

In seguito ha recitato a teatro per molti anni,  fra gli altri nelle compagnie di Peppino De Filippo e di Nino Taranto, fino poi a mettersi alla prova con il teatro in prosa, partecipando ai più importanti festival internazionali.

Tantissime le partecipazioni ai film, circa 80, a partire dal 1956, accanto ai più grandi attori dell’epoca, Totò, Mastroianni, Gassman, Manfredi, Sordi, De Sica.

I riconoscimenti per la sue doti di attrice, però, sono arrivati dopo molti anni. La prima per la sua interpretazione nel film di Pupi Avati “La seconda notte di nozze”, per la quale ha ricevuto la nomination per il Nastro d’Argento.

La consacrazione della sua carriera di attrice è arrivata con il David di Donatello come migliore attrice non protagonista, grazie al ruolo affidatole dal regista Mario Martone nel film “L’amore molesto”, che nel 1995 partecipò al Festival di Cannes ricevendo la nomination per la Palma d’oro.

Sabrina Cozzolino

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 27 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 27 Gennaio 2019

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