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ANGELI DEL BELLO NAPOLI

Tabula lusoria: arriva ok della sovrintendenza per la ripulitura

Beni Culturali | 21 Giugno 2019

Arriva l’ok della sovrintendenza per l’intervento di pulizia a laser sulla tabula lusoria alla Pietrasanta proposto da Angeli del Bello Napoli, il coordinamento di associazioni che riunisce associazione Agorà, associazione Atlantide Ritrovata, associazione Ancos Confartigianato Onlus, Comitato Portosalvo, Associazione Il Vaporetto-Identità Insorgenti, Associazione i Sedili di Napoli Onlus, Associazione Locus Iste, Associazione No Comment, Associazione Progetto Napoli, Associazione siti reali e che si richiama all’analogo gruppo fiorentino.

Non è ancora definita la data dell’intervento, ma probabilmente si interverrà sulla tabula dopo l’estate.

L’intervento di pulitura sarà condotto con l’utilizzo del laser Blaster da un restauratore abilitato ai sensi della vigente normativa e sarà condotto sotto l’Alta Sorveglìanza della Soprintendenza per concordane tutte le fasi.

La storia della Tabula lusoria

Scriveva il nostro Enzo di Paoli su queste pagine più di un anno fa per denunciare un restauro maldestro fatto da dilettanti, che la tabula lusoria, il “ludus latrunculorum” era un passatempo molto in voga nei primi secoli dell’impero. “Una sorta di scacchiera quadrata composta da sessantaquattro caselle, otto per lato. Per giocarci occorrevano sedici pedine per giocatore che venivano mosse dopo il lancio dei dadi dal “fritillus”, un piccolo bicchiere di legno. Lo scopo era imporre all’avversario l’impossibilità di muoversi, uno scacco matto ante litteram. Il gioco era disegnato di solito su una relativamente piccola tavoletta di legno pieghevole che era chiamata “tabula lusoria”, talvolta lo troviamo inciso su antichi pezzi di basolato o gradini come nel caso del claustro dell’abbazia del Goleto in Irpinia, nella cattedrale di Brescia, a Benevento nella Rocca dei Rettori (qui in realtà si tratta del “filetto”, altro gioco) e a Napoli, murato nel campanile ducale di S.Maria della Pietrasanta ai Tribunali.

Il reperto napoletano, un cordolo di marciapiede calcareo, è di straordinaria importanza. Anzitutto è un raro esempio del gioco stesso inserito come reperto in un contesto religioso di epoca più recente; quasi un monito, un invito ad abbandonare tali antichi giochi peccaminosi. Una “damnatio memoriae” di un “luxuria ludi”. Rappresenta poi una preziosa testimonianza delle attività di svago che si svolgevano nelle antiche città tra il I e il IV secolo d.C. , all’ombra dei porticati prospicienti il foro.

La vita della “scacchiera” napoletana è stata ed è fra le più tormentate: dopo essere stato un gioco è finita sepolta per centinaia d’anni, tirata fuori è salita nella parete di un campanile in posizione verticale. Divenuta quindi un monito religioso scivolò pian piano nell’oblio, rappresentando solo un pezzo di pietra bianca esposto alle intemperie e alle ingiurie del tempo.

Negli ultimi anni alle ingiurie del tempo si sono aggiunte le ingiurie degli uomini. Schiere di graffitari hanno fatto a gara nel vandalizzarla e deturparla, tanto da rendere illeggibile l’antico gioco inciso, coperto da più strati di scarabocchi multicolori. Si è tentato di tutto per poterla restaurare e ripulire, dalla raccolta fondi alle manifestazioni mondane, tanta solidarietà soldi nulla”. Oggi grazie all’operazione di Angeli del Bello Napoli la tabula sarà restituita in brevissimo tempo alla città.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 21 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 21 Giugno 2019

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