martedì 11 maggio 2021
Logo Identità Insorgenti

Annalisa Durante, a Forcella non finisce la Primavera

Annalisa Durante Copertina
Nun te scurdà | 27 Marzo 2021

«Una cosa è certa, dolce Annalisa. Anche se quella è stata l’ultima volta che i nostri sguardi si sono incrociati, nella mia mente e nel mio cuore resterai per sempre. Splendida e piena di voglia di vivere. Non ti dimenticherò mai, mia dolce Annalisa.»

Queste sono le commosse parole che Francesco dedicò alla sua fidanzatina nel giorno del suo funerale. Era il 30 Marzo del 2004, e il quartiere Forcella salutava tra lacrime e fiori bianchi la sua ultima vittima innocente della Camorra, Annalisa Durante.

Annalisa Durante, ‘a bellissima di Forcella

Quella di Annalisa, però, non è solamente una storia di dolore. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla, e chi non ha potuto ma ogni giorno ne mantiene vivo il ricordo, porta con sé l’amore di una ragazzina che continuerà ad avere per sempre quattordici anni. Annalisa era conosciuta ed amata da tutti a Forcella: occhi verdi, capelli d’oro e un grande sorriso. Non a caso era soprannominata ‘a bellissima. Frequentava la parrocchia del suo quartiere, ed era anche molto brava a scuola. Era una ragazza solare, Annalisa.

Un giorno, la sua vita si scontrò con quella dei ‘disonesti’. Così li definiva Annalisa nel suo diario, una raccolta di pensieri da cui traspare la tenerezza e l’intelligenza di una ragazzina che sta per aprirsi al mondo ma vive in un quartiere tanto difficile. Il 27 Marzo del 2004 era un sabato sera, e i vicoli di Forcella erano deserti perché c’era la partita del Napoli.

D’improvviso si scatenò l’inferno: dei killer del clan rivale ai Giuliano decisero di ucciderne il boss, Salvatore. Ma nel fuoco venne colpita anche lei, Annalisa, che divenne uno scudo umano per i killer. La sua vita svanì così. Un colpo al cuore di tutti. Nel giorno del suo funerale, tra i vicoli del quartiere capeggiava uno striscione: “Annalisa, l’angelo più bello del Paradiso.”

Funerali Annalisa Durante

Ma Annalisa, rispetto a come dicono alcuni, non si trovava ‘al momento sbagliato nel posto sbagliato’. Annalisa si trovava nel posto giusto nel momento giusto. Erano invece i camorristi ad essere sbagliati. Lo sottolinea Pino Perna, presidente dell’Associazione Annalisa Durante, che dal 2005 porta avanti il ricordo di Annalisa assieme a suo padre, Giannino.

L’amore e il dolore di un padre per una Forcella diversa

«Quando morì Annalisa ci fu un clamore tale che tutti si sentirono motivati ad occuparsi del tema e a dare una mano, per dare anche una giustizia non solo giudiziaria ma anche sociale in risposta al dolore del padre di Annalisa» racconta Pino: «Il dolore di Giannino è stato il motore dell’associazione e di tante cose che ci sono state nel quartiere. Se lui non si fosse spinto così tanto nel cercare a tutti i costi di non gettare la spugna, di non arrendersi, di non scappare, e valorizzare invece il ricordo della figlia, le istituzioni non sarebbero state stimolate al punto da aprire una scuola intitolata ad Annalisa nel quartiere e ad aprire gli spazi recuperati dall’abbandono.

All’inizio eravamo completamente soli – continua Pino – ma col tempo sono tanti i soggetti che sono arrivati a Forcella per aiutarci con il nostro progetto di educazione alla legalità, che è sempre in corso d’opera.»

Annalisa Durante

Pino rivela poi un desiderio di Giannino Durante: «Il rapporto con Giannino è quotidiano. Non c’è sera che non mi mandi un messaggio che ricordi la figlia. Il mio impegno nasce anche da questo. All’indomani della morte di Annalisa, i suoi organi sono stati donati. È stato un enorme gesto quello della famiglia, che da anni lancia un appello ai riceventi degli organi. È un loro grande desiderio quello di riabbracciare chi ha ricevuto i suoi organi, quasi come se tornassero ad abbracciare Annalisa».

La cultura ucciderà la Camorra

Nel 2015, a Forcella, è nata anche una biblioteca intitolata ad Annalisa Durante. Una biblioteca speciale e ‘a porte aperte’ con più di 7mila libri, un faro di cultura per il quartiere ma non solo. Dato che col tempo si sono unite decine di associazioni da tutta Italia per mantenere vivo il ricordo e l’impegno nella lotta alle mafie. Ma soprattutto nella prevenzione, affinché ciò che è successo ad Annalisa non accada mai più a nessuno.

«Ho conosciuto per caso questo spazio comunale, un’opportunità per il quartiere di Forcella. Mi sono fatto tante domande, ma poi ho deciso di mettermi in gioco per dare una mano» racconta Salvatore Avallone, che per l’associazione Annalisa Durante gestisce la comunicazione: «In quattro anni siamo cresciuti tanto e non ci siamo fermati nemmeno davanti alla pandemia».

Nunzia Pastorini, bibliotecaria dello spazio, ci spiega le varie attività focalizzate principalmente alla formazione dei più piccoli: «Tra le tantissime attività del nostro spazio, uno a cui teniamo tanto è il progetto Baby Reading, nato con l’associazione Nati per Leggere e dei Pediatri Campani. Attraverso il mezzo del libro, proviamo a portare la lettura ai bambini molto piccoli. Abbiamo formato dei lettori per i bambini e aperto tanti punti di lettura nelle scuole».

Così Annalisa Durante non morirà mai

Al fenomeno sociale e mediatico delle baby gang, l’Associazione Annalisa Durante contrappone il Baby Reading, ma anche la Baby Band: un modo per far uscire con la musica i talenti nascosti dei bambini e prepararli a un futuro diverso, che faccia rima con legalità. Progetti che si spingono anche oltre Forcella e oltre Napoli, arrivando fino a Cecina, Livorno, dove è stata aperta una sezione di Libera che ha accolto l’associazione in memoria di Annalisa. Mentre aumentano sempre più le iniziative e i progetti per togliere braccia alla criminalità.

…E guardando i tanti bimbi che la portano nel cuore, viene da pensare che Annalisa Durante non sia mai andata via da qui. Che stia ancora giocando in piazzetta, a leggere un libro in biblioteca, oppure a casa, a scrivere il suo diario. Magari in un quartiere diverso, una Forcella nuova, liberata. Senza Camorra ma con tanta, tanta libertà. Ma questo resta ancora un sogno. Un sogno, però, che ora è di decine di migliaia di bambini, studenti, attivisti, cittadini che lottano affinché diventi realtà.

Cara Annalisa, quel 27 Marzo, non è finita la Primavera. Ma è sbocciato un fiore. Il tuo.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 27 Marzo 2021 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2021

Articoli correlati

Nun te scurdà | 9 Maggio 2021

9 Maggio 1978: la mafia uccideva Peppino Impastato, fiore di campo da qui all’eternità

Nun te scurdà | 30 Aprile 2021

Pio La Torre, il deputato comunista che lottò contro la mafia

Nun te scurdà | 14 Aprile 2021

La storia di Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso da Cutolo