sabato 15 dicembre 2018
Logo Identità Insorgenti

ANNIVERSARI

14 anni fa ci lasciava Mario Scarpetta: mezzo secolo sulle scene con il teatro nel sangue

Teatro | 14 Novembre 2018

Quattordici anni or sono, all’età di 50 anni, a Napoli, ci lasciava l’attore, autore e regista teatrale Mario Scarpetta, una delle figure più rappresentative del panorama artistico napoletano ed italiano contemporaneo. Una carriera, la sua, iniziata nei primissimi anni Settanta e proseguita tra tradizione, sperimentazione e creazione di nuovi linguaggi teatrali fino alla prematura morte avvenuta nel 2004. Nato a Roma il 4 dicembre del 1953, Mario è nipote di Vincenzo Scarpetta, nonché pronipote del più famigerato Eduardo, il capostipite di una delle più importanti famiglie teatrali partenopee.

Gli esordi con Eduardo

Nel 1972 Mario entra nella compagnia di Eduardo De Filippo, suo prozio, e si “fa le ossa”, come si suol dire, interpretando inizialmente piccoli ruoli. Il suo esordio avviene con Le bugie con le gambe lunghe dello stesso Eduardo. Durante la collaborazione con il De Filippo l’artista prende consapevolezza della sua vocazione, difatti abbandona gli studi universitari per dedicarsi anima e corpo al teatro.

Nel 1975 partecipa al ciclo scarpettiano ed Terzo ciclo del teatro di Eduardo per la TV, dove gli vengono assegnati importanti ruoli. Basti citare quello di Pasquale Guerra in Li nepute de lu sinneco, Michele in Lu curaggio de nu pumpiero napulitano, Eugenio Porretti in ‘Na santarella, tutte opere composta da Eduardo Scarpetta, ma anche quello di Mimì in ‘O tuono ‘e Marzo, di Vincenzo Scarpetta, infine quelli del guappo e di Fortunato (il primogenito di Guglielmo Speranza), rispettivamente in Uomo e galantuomo e ne Gli esami non finiscono mai, entrambe di Eduardo De Filippo. La militanza nella compagnia di quest’ultimo, durata circa quattro anni, segna una tappa fondamentale per la carriera di Mario, il quale da abile ed attento osservatore ne farà tesoro negli anni a venire per incantare il suo pubblico.

Viviani con Armando Pugliese

Nel 1977 collabora con Armando Pugliese mettendo in scena Raffaele Viviani con l’opera dal titolo Il Circo Equestre Sgueglia per il Teatro “Argentina” di Roma. Durante questo periodo lavorativo conosce Maria Basile, anch’essa superba interprete; tra i due nascerà in seguito un sodalizio dapprima artistico poi anche sentimentale (si uniranno in matrimonio nel 1989). Dalla loro unione nasceranno Carolina ed Eduardo, quest’ultimo attualmente attore come i genitori e gli suoi avi.

La prima compagnia con Dolores Palumbo e Geppino Anatrelli

Nel 1979 Mario Scarpetta crea una propria compagnia teatrale avvalendosi della collaborazione di autorevoli interpreti tra i quali Dolores Palumbo, Tullio del Matto, Pasquale Esposito, Geppino Anatrelli e Maria Basile. Il repertorio che Mario mette in scena è quello scarpettiano di fine Ottocento-inizi Novecento, che viene riproposto al teatro “Cilea” e ripreso dalla RAI: parliamo di capolavori quali ‘O scarfalietto, Tre pecore viziose e ‘O miedico de’ pazzi, rivisti abilmente dallo stesso Mario, che gli fa acquistare nuova forma e significato, riscuotendo enorme consenso presso il grande pubblico.

In scena con le opere meno note di nonno Eduardo Scarpetta

Sul finire degli anni Ottanta, Mario ottiene successo con Il testamento di Parasacco, un copione giovanile di Eduardo Scarpetta, e con due opere poco conosciute dello stesso bisnonno: L’amico di papà e Felice sposo.

I grandi classici

Artista versatile come pochi, il Nostro inaugura gli anni Novanta collaborando con importanti artisti come Carlo Giuffrè, Lina Vertmuller e Toni Servillo. Si cimenta con le opere di autori classici e internazionali, come Plauto e Marivaux, lavorando con passione infaticabile e destando ogni anno un’immutata simpatia nei panni sia di attore che di regista. Elogiato all’unanimità ed apprezzato da chiunque abbia collaborato con lui, si afferma come una delle “maschere” del teatro più genuino del Novecento.

Il cinema e la tv

Mario Scarpetta è stato protagonista anche nel mondo del cinema e della televisione. Il battesimo sul set avviene nel 1975, nel film Amici miei, il capolavoro di Pietro Germi e Mario Monicelli, dove Mario, giovanissimo e quasi irriconoscibile, veste i panni di un vigile che viene canzonato da Ugo Tognazzi e company dinanzi al bar “Necchi” (il punto di ritrovo dei mattacchioni toscani). Tra gli altri suoi film si ricordano La patata bollente (1979) dove l’artista si cimenta nel ruolo di un operaio dall’accento sardo, fedele amico e collega di Renato Pozzetto, e Banana Joe (1978) al fianco di Bud Spencer (entrambi per la regia di Steno). Negli anni successivi gli vengono assegnati ruoli meno impegnativi: il pubblico lo vedrà nella commedia Ferie d’agosto di Paolo Virzì e in Aitanic, diretto e interpretato da Nino D’Angelo.

Nel 1990 Mario viene chiamato da Lina Wertmuller in Sabato, domenica e lunedì, commedia scritta da Eduardo De Filippo. Il cast è a dir poco stellare perché comprende attori come Sophia Loren, Luca De Filippo, Pupella Maggio, Enzo Cannavale e Luciano De Crescenzo.

Nel 1998 un altro strepitoso e forse inaspettato successo teatrale arriva  con una commedia tratta dal meraviglioso film La banda degli onesti (girato nel 1956 da Camillo Mastrocinque), con Totò e Peppino De Filippo. Mario interpreta Antonio Buonocore, il personaggio che fu di Totò, Gianni Ferreri veste i panni del tipografo Giuseppe Lo Turco, interpretato da Peppino. Un’impresa tutt’altro che semplice, ma positiva e soddisfacente. Tanto è vero che la stessa Liliana De Curtis, figlia del principe, presente alla prima, manifesta parole di apprezzamento per Mario e l’intero cast.

Nel 2000 è diretto da Martone

Nel 2000 è fra i protagonisti de I dieci comandamenti di Raffaele Viviani che Martone allestisce per il Teatro “Argentina” di Roma, mentre l’anno seguente si cimenta in Becket, in Aspettando Godot, con la regia di Luca De Filippo. Il 2003 segna il debutto del figlio, il piccolo Eduardo, nella commedia Feliciello e Feliciella, in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’avo Eduardo Scarpetta. Lo stesso anno, Mario chiude il cerchio dei grandi maestri napoletani cimentandosi con il teatro di Peppino De Filippo, rappresentando le sue due farse più divertenti, cioè Cupido scherza e spazza e Don Raffaele ‘o trombone.

Nella sua non lunghissima (la morte lo coglierà all’età di cinquanta anni) ma prolifica carriera, Mario si dimostra un interprete poliedrico come pochi, capace di spaziare dalle divertenti pochade al teatro d’autore (Plauto e Becket); ma le maggiori soddisfazioni giungono dal teatro dei grandi maestri della sua città, che insistentemente lo reclama, riportandolo indietro ai suoi grandi  amori. La peculiarità più immediata di Mario Scarpetta è quella di suscitare la risata o comunque la reazione del pubblico con i mezzi più sem­plici, a volte semplicemente con un lazzo. Una qualità innata dei grandi comici fino ad arrivare agli antichi Zanni della Commedia dell’Arte.

Ripercorrere le tappe della carriera di Mario Scarpetta vuol dire riannodare gli innumerevoli fili di cui è tessuto il teatro partenopeo per oltre due secoli di storia e ancor più. Mario ha dimostrato di essere un meraviglioso artista legato alla tradizione e di saperla rielaborare alla perfezione. La sua grande abilità è stata quella di operare un processo di analisi e sintesi esemplare del repertorio teatrale napoletano.

Ciro Borrelli

Identità Insorgenti

Identità Insorgenti è un giornale on line che rappresenta un collettivo di scrittori, giornalisti, professionisti, artisti uniti dalla volontà di una contronarrazione del Mezzogiorno.

Articoli correlati

Cinema | 12 Dicembre 2018

AL TRIANON

Torna la sceneggiata. Storia di “Lacrime napulitane” da Bovio al film

Storia | 29 Novembre 2018

ANNIVERSARI

93 anni fa moriva Eduardo Scarpetta. I funerali raccontati dai figli Vincenzino e Maria

Storia | 26 Novembre 2018

L’ANNIVERSARIO

Un ricordo di Luca De Filippo a tre anni dalla scomparsa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi