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ANNIVERSARI

94 anni fa nasceva Giacomo Furia: indimenticabile con la Loren nell’Oro di Napoli

Cinema | 2 Gennaio 2019

Novantaquattro anni fa nasce Giacomo Furia (Arienzo 02/01/1925 – Roma 05/06/2015), uno dei più bravi “caratteristi” italiani.

Furia, matematico mancato

Appena diplomato ragioniere, all’Istituto Armando Diaz di Napoli, Giacomo si iscrive alla Federico II; poco dopo gli viene offerto un lavoro di doposcuola come insegnante di matematica. Il giovane studente al quale dà ripetizioni, alquanto recalcitrante nei confronti delle materie scientifiche, è Luigi De Filippo, figlio di Peppino, nonché nipote di Eduardo e Titina. Il laureando Furia comincia così a frequentare casa De Filippo, in via Vittoria Colonna. Eduardo apprezzerà presto le sue qualità di attore e lo vorrà nella sua compagnia.

Il debutto nella compagnia di Eduardo

Lasciata l’università, il giovane Giacomo debutta il 7 dicembre 1945 con la compagnia di Eduardo De Filippo, al teatro napoletano Santa Lucia, con la commedia Napoli milionaria, interpretando il ruolo di “Peppe ‘o cricco”.Nel 1950 Giacomo passa da un De Filippo all’altro. È la volta di Peppino, con il quale collaborerà per un solo anno. Negli anni a venire sarà scritturato in altre compagnie teatrali, il che gli offrirà l’opportunità di confrontarsi sempre con mirabili registi e interpreti: tanto per fare dei nomi, Armando Curcio, Walter Chiari, Turi Ferro.

I ruoli storici a fianco alla Loren e Totò

Molto prolifico anche in campo cinematografico, Furia esordisce nel cinema nel 1947 sotto la regia di Mario Mattoli con Assunta Spina. Si impone nel ruolo di “Tifariello” al fianco di una passionale ed indomita Anna Magnani che interpreta la protagonista. I film in cui Furia si è particolarmente distinto sono due: L’oro di Napoli di Vittorio De Sica (1954) dove, nel secondo episodio, interpreta il ruolo di un “pizzaiuolo” ingenuo ed innamorato di una procace e sensuale Sofia Loren (moglie infedele), e La banda degli onesti di Camillo Mastrocinque (1956) dove, al fianco di Totò e Peppino De Filippo, si cimenta nel ruolo di Cardone, un imbianchino squattrinato e succube della madre.
Artista poliedrico e oltremodo collaborativo, Giacomo Furia si distingue anche per la sua umiltà, come si evince da una dichiarazione dello stesso riportata da Alberto Anile, in un volume dedicato a Totò, in merito al film La banda degli onesti: “Mi sono trovato con due grandi, però agevolato nel mio lavoro, nel senso che erano due persone che cercavano di farmi fare le cose nella maniera giusta. Non erano tanto egoisti da pensare solo a se stessi: Totò pensava a Peppino, Peppino pensava a Totò e tutti e due pensavano a Giacomo Furia”. Ed è – secondo Furia – questa collaborazione a decretare il successo del film. Una ricetta vincente, “perché – conclude l’artista – quando si lavora in questo modo i risultati si vedono, se c’è affiatamento tutto funziona meglio”.

Ciro Borrelli

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 2 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Gennaio 2019

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