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ANNIVERSARI

Berlino, 30 anni fa cadeva il muro: ricordi di un passato troppo presente

Altri Sud | 10 Novembre 2019

9/11/83, Napoli

Un sole fantastico baciava il Golfo di Napoli illuminando d’argento vivo tutti i suoi attori. Insieme al viso di mia mamma e mio padre credo che le sinuose linee del Golfo furono tra le prime ombre che i miei occhi riuscirono a intravedere.

Il 9 Novembre però fatta eccezione per me e la mia famiglia, era un giorno come un altro, a cavallo tra l’autunno (a Napoli l’autunno arriva sempre un pò in ritardo) e l’inverno.

Ogni anno quel giorno qualunque per un bambino timido come me assumeva però un importanza immensa, era tutto per me, in quel giorno potevo scegliere persino la cena per tutta la famiglia.

Fino al 9 Novembre 1989. Quel giorno andai a scuola come sempre, il giorno di compleanno si portava una torta e i giocattoli preferiti. Non vedevo l’ora. Mi tornò a prendere mia madre dopo il lavoro e, dopo aver fatto qualche commissione, tornammo a casa. Il pomeriggio stava facendo posto alla sera.

Sulla strada verso casa mi resi conto che in giro c’era una strana frenesia: al bar, nel negozio di giocattoli e anche nelle altre case. C’era un fermento che ammiravo con stupore tenendo le mani e il naso attaccate al finestrino della Citroen di mia mamma mentre la radio strillava, come quando il Napoli faceva gol, frasi del tipo :

Il Muro di Berlino è stato abbattuto! Da questo momento è consentito viaggiare verso l’Ovest per motivi privati senza alcun tipo di restrizione

Senza distogliere lo sguardo dal finestrino chiesi: “mamma, perchè oggi tutti festeggiano?? Il Napoli che ha vinto stavolta?” e mia madre, assolta dalla radio, rispose: “oggi è successa una cosa molto più importante”.

A casa la TV rimase accesa tutta la notte e mio padre continuò a guardare i notiziari in una coltre di fumo di sigarette fino a notte fonda. In TV si abbracciavano tutti. Non feci più domande.

La caduta del muro di Berlino

Da quel giorno sono passati 30 anni e, se potessi parlare al me bambino, non saprei davvero cosa dirgli. Forse fino a qualche anno fa gli avrei parlato di libertà e di quanto tutti noi abbiamo imparato da quel giorno.

Ma oggi come glielo spiego che dopo quel muro ne sono stati costruiti altri 150 ?

Forse il motivo di tutti i muri che ci sono nel mondo è dovuto proprio al fatto che nessuno abbia mai spiegato a quel bambino e a tutti gli altri bambini cosa ha significato davvero la “Caduta del muro di Berlino”.

Gli direi che dopo la Seconda guerra mondiale la Germania era controllata da molte potenze troppo diverse tra loro, talmente diverse che a un certo punto “i grandi” decisero di dividerla in due metà: una povera e una meno povera.

Tutti quelli che vivevano nella parte povera non se la passavano affatto bene: non avevano lo zucchero, il riscaldamento e l’olio d’oliva potevano comprarlo solo in farmacia su prescrizione medica. Poi tutti erano sempre seguiti da spie e non avevano la libertà nemmeno di telefonare a un amico.

Qualcuno allora ogni tanto si avventurava e provava a scavalcare il muro ma spesso non ci riusciva. Morirono più di 600 persone e ogni volta che moriva qualcuno tutta la Germania era triste sia a est che a ovest anzi, tutto il mondo era triste.

Quindi a un certo punto comunicarono l’apertura delle frontiere, nemmeno il tempo di fare l’annuncio che tutti iniziarono a prendere quel muro a picconate.

La gente di Berlino ascoltava la radio proprio come la ascoltavo io da bambino nella Citroen di mia madre e anche le persone di Berlino ovest fecero lo stesso. A un certo punto tutti i berlinesi avevano un solo obiettivo e, pieni di gioia, si misero a correre verso la “porta” di quella che aveva rappresentato per loro una prigione per 28 lunghi anni.

Erano finalmente liberi, liberi di scegliere cosa fare, cosa mangiare, dove andare e con chi, senza essere spiati, seguiti o uccisi. Fu la più grande esplosione di libertà della storia.

Da quel giorno nacquero correnti artistiche, generi musicali, balli e cambiò anche il rock, riversandosi completamente sul muro come una grossa colata di vernice. Tutto il mondo ringraziò quel muro quasi quanto l’aveva odiato fino al giorno prima.

Fu proprio un giorno indimenticabile, eppure l’abbiamo dimenticato. Fino ad oggi però.

Oggi 9/11/2019 ricorre il trentesimo anniversario di quel giorno e come ogni anno abbiamo il dovere di ricordare quanto possa valere la Libertà di ogni singolo uomo.

Oggi per molte persone nel mondo il Muro di Berlino è ancora in piedi ed è molto più alto di prima, a quelle persone vogliamo gridare ancora più forte quello che Bruce Springsteen gridò in Germania Est qualche mese prima che il muro venne finalmente distrutto:

È bello essere a Berlino est. Voglio dirvi che non sono qui a favore o contro alcun governo, sono venuto a suonare rock’n’roll per i berlinesi dell’est, nella speranza che un giorno tutte le barriere vengano abbattute.

Con la speranza che tutto il mondo capisca che non importa chi governa il tuo paese, non importa se sei rosso o blu, di destra o di sinistra, bello o brutto.

L’unica cosa che conta è che “un giorno tutte le barriere vengano abbattute…”.

Antonino Del Giudice

Un articolo di Antonino Del Giudice pubblicato il 10 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Novembre 2019

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