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ANNIVERSARI

Ha 40 anni ma non li dimostra: La Gatta Cenerentola di De Simone è eterna

Identità, Musica, NapoliCapitale, Storia, Teatro | 7 Luglio 2016
 gatta cenerentola e de simone

Il 7 di luglio di 40 anni fa ,debuttava al Teatro Nuovo di Spoleto al Festival dei due mondi, “La Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone.

 Il lavoro si ispira alla fiaba omonima contenuta ne Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile, mescolando quest’ultima con altre versioni, scritte e orali, della stessa fiaba. Alla base di quest’opera c’è il lavoro di ricerca operato dall’autore e dal suo gruppo, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, nelle tradizioni orali e musicali del Sud Italia. Da un punto di vista musicale l’opera è un sapiente impasto di musica popolare (villanelle, moresche, tammurriate) e musica colta; il testo è in lingua napoletana, un napoletano quasi senza tempo, una lingua che in certi strati della popolazione è rimasta immutata nei secoli.

La grande protagonista della gatta Cenerentola è la città di Napoli, città figliastra, vittima del potere di una matrigna perversa e di occupanti stranieri.

Sull’opera De Simone disse: «Quando cominciai a pensare alla gatta Cenerentola pensai spontaneamente ad un melodramma: un melodramma nuovo e antico nello stesso tempo come nuove e antiche sono le favole nel momento in cui si raccontano. Un melodramma come favola dove si canta per parlare e si parla per cantare o come favola di un melodramma dove tutti capiscono anche ciò che non si capisce solo a parole. E allora quali parole da rivestire di suoni o suoni da rivestire di parole magari senza parole? Quelle di un modo di parlare diverso da quello usato per vendere carne in scatola e perciò quelle di un mondo diverso dove tutte le lingue sono una e le parole e le frasi sono le esperienze di una storia di paure, di amore e di odio, di violenze fatte e subite allo stesso modo da tutti. Quelle di un altro modo di parlare, non con la grammatica e il vocabolario, ma con gli oggetti del lavoro di tutti i giorni, con i gesti ripetuti dalle stesse persone per mille anni così come nascere, fare l’amore, morire, nel senso di una gioia, di una paura, di una maledizione, di una fatica o di un gioco come il sole e la luna fanno, hanno fatto e faranno».

La prima versione si avvaleva della presenza di attori e cantanti come Peppe Barra, Isa Danieli, Patrizio Trampetti, Virgilio Villani, Concetta Barra, Giovanni Mauriello, Fausta Vetere, Antonella D’Agostino, Antonella Morea, Francesco Tiano, Franco Iavarone, Annamaria Vaglio, Mauro Carosi. Questa edizione è stata pubblicata in LP, e successivamente in CD (l’album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 83[2]). Video di questa edizione non sono mai stati pubblicati, alcuni frammenti circolano in internet.

Negli anni seguenti ‘La Gatta’ è stata riproposta più volte, con un cast rinnovato (tra gli altri anche il soprano Maria Grazia Schiavo e l’attore Rino Marcelli nel ruolo della matrigna) e qualche variante al testo. Nel 1989 va in scena nello Sferisterio di Macerata con la Morea, Mauriello, la D’Agostino e Marcelli. L’edizione curata dalla compagnia Media Aetas, diretta dal maestro Domenico Virgili è stata proposta nel 1997, ed è stata pubblicata in video.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Luglio 2016 e modificato l'ultima volta il 7 Luglio 2016

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