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ANNIVERSARI

Nasceva oggi Agnese De Donato, pugliese, fotografa e donna di cultura

Fotografia, Storia | 7 Gennaio 2020

Agnese De Donato è stata una grande intellettuale del Sud, oggi quasi dimenticata. Nata a Bari (dove ha studiato Giurisprudenza con Aldo Moro), ha vissuto e lavorato a Roma, nel 1957, con Gina Severini (figlia del pittore Gino Severini e moglie dello scultore Nino Franchina), aprì in Via Ripetta la libreria “Al ferro di cavallo”, dove si incontravano i maggiori poeti, artisti e giornalisti dell’epoca e che sfoggiava con disinvolta allegria le opere di autori diversi: la pop art italiana e americana, i Novissimi, il Gruppo 63, ma anche i vecchi grandi poeti, (Giuseppe Ungaretti, Leonardo Sinisgalli, Tristan Tzara, Ezra Pound, Jorge Guillén, Libero De Libero, Augusto Frassineti, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini) e gli artisti visivi come Alberto Burri, Afro, Giuseppe Capogrossi, Gastone Novelli, Achille Perilli.

30 anni di storia in fotografia

Dopo questa esperienza (rievocata nel volume “Via Ripetta 67”, edito da Dedalo nel 2005), nel 1968 ha iniziato a lavorare come giornalista e fotografa.

Ha collaborato a lungo con i quotidiani “Paese Sera” e “La Gazzetta del Mezzogiorno” e con molti periodici, fra cui “L’Espresso”, “Cosmopolitan”, “Panorama” e “Video”, con inchieste e interviste a personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo.

Agnese De Donato, Donne non si nasce si diventa, 1970

Negli anni ’70 ha curato i rapporti con la stampa per varie compagnie teatrali d’avanguardia – tra cui il Teatro La Piramide di Memè Perlini e il Laboratorio di Camion di Carlo Quartucci e Carla Tatò – e per la rivista Documento Arte.

Nel 1973 ha fondato con altre giornaliste “Effe”, la prima rivista femminista in Italia, a cui ha collaborato come redattrice e fotografa. Sue molte delle copertine della rivista e la foto simbolo del femminismo, adottata dal Movimento di liberazione delle donne, “Donne non si nasce, si diventa”.

Nel 2008 ha pubblicato “Cosa fa stasera?”, un volume che raccoglie una selezione delle interviste realizzate negli anni ’70 e ‘80 a personaggi illustri dell’epoca sul quotidiano “Paese Sera” (da Giorgio Gaber a Nanni Moretti, da Mariangela Melato a Fernanda Pivano, da Ugo Tognazzi a Carlo Verdone a Renato Nicolini).

Simbolo del femminismo

Nel 2014 è stata invitata al Museo Arte Orientale di Torino a un incontro con il pubblico per parlare della sua amicizia con Fosco Maraini. In occasione della grande mostra fotografica di Maraini. Nello stesso anno, a Montemurro, piccolo paese della Lucania che ha dato i natali a Leonardo Sinisgalli, la Fondazione del grande poeta ha dedicato due sale permanenti ai testi, alle lettere d’amore, ai ritratti e agli acquerelli che Sinisgalli indirizzava alla De Donato, sua musa ispiratrice.

Nel 2015 ha partecipato al documentario “Swinging Roma” del regista Andrea Bettinetti  come testimone della scena artistica degli anni Sessanta a Roma.

Dagli anni ’60 e fino al 2016, Agnese De Donato ha svolto attività di ufficio stampa, collaborando con prestigiose istituzioni, fra le quali l’Accademia Filarmonica Romana e il Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Nazionale di Danza e importanti Festival Nazionali e Internazionali.

Nel febbraio 2017 ha vinto il Premio al valore “EUROPAinDANZA” per anni di divulgazione e promozione della danza attraverso il ruolo di ufficio stampa..

A maggio 2017, i tre figli, Francesco, Giovanni e Michele Pogliani, hanno presentato la mostra fotografica: “Anni ’70… io c’ero”, presso la Galleria De Crescenzo&Viesti di Roma: una raccolta di più di cento foto storiche degli anni Settanta, stampate all’epoca direttamente dall’autrice.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Gennaio 2020

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