fbpx
venerdì 27 novembre 2020
Logo Identità Insorgenti

ANNIVERSARI

Per i 40 anni dal terremoto, nuovo allestimento di “Terrae Motus” alla Reggia di Caserta

Arte | 21 Novembre 2020

Inizia il percorso di riallestimento alla Reggia di Caserta della collezione Terrae Motus, in occasione del quarantennale del terremoto in Irpinia.

Il 23 novembre 1980 fu un giorno che segnò profondamente la storia dei nostri territori. La distruzione fu occasione di un’operazione culturale straordinaria del gallerista napoletano Lucio Amelio che chiamò a raccolta i più grandi artisti dell’epoca per trasformare la catastrofe del sisma in forza creativa. A quarant’anni del drammatico evento, la Reggia di Caserta riapre il dialogo iniziato a suo tempo tra il linguaggio contemporaneo e gli ambienti reali.

I capolavori di molti dei più grandi artisti contemporanei verranno collocati lungo il percorso museale tradizionale negli Appartamenti Reali. Il progetto, avviato da Tiziana Maffei con la collaborazione di Angela Tecce, storico dell’arte già dirigente MiBACT e curatore di mostre di rilievo internazionale, parte da una rilettura della raccolta che Amelio volle lasciare alla Reggia di Caserta.

Ventuno delle 72 opere, tra le quali alcune tra le più iconiche della collezione, sperimentano la relazione diretta con il quarto del Re, l’Appartamento Nuovo e oggi definito dell’Ottocento dopo le trasformazioni napoleoniche, e con il quarto dei Principi ereditari, curati da Carolina e Ferdinando IV. Successivamente verranno collocate tutte la altre.

“Terrae Motus è il sogno visionario di un grande uomo che coltivava l’amore, che ispirava, sosteneva e dava vita all’arte – afferma il direttore della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei – C’è una stretta analogia tra lui e Carlo di Borbone, il re che riuscì a guardare lontano per la nascita della capitale di un regno. La collocazione delle opere di questa preziosa collezione negli Appartamenti Reali, lungo il percorso museale del Palazzo Reale, è l’inizio di un processo di valorizzazione che ci porterà entro l’anno a restituire con forza il messaggio di Lucio Amelio. Un dialogo costante tra passato, presente e futuro per ricostruire una relazione imperitura con l’arte internazionale”.

Le opere hanno trovato negli Appartamenti Reali una naturale collocazione. La mostra si aprirà con “Terremoto in Palazzo” di Joseph Beuys. E’ nella prima Sala, quella degli Alabardieri, per ricordare, riprendendo il suo testo-proclama, che “ogni uomo possiede il Palazzo più prezioso nella sua testa, nel suo sentimento, nella sua volontà…”. Il percorso proseguirà nella narrazione con il Vesuvius Circle di Richard Long nella Sala del Trono e, tra gli altri, con le opere di Luigi Ontani e Gianni Pisani negli ambienti dei corridoi solo di recente riscoperti, di Giulio Paolini nelle stanze decorate del Settecento, di Julian Opie nella Biblioteca Palatina, di Mimmo Paladino nella sala delle battaglie della collezione Farnese, di Nino Longobardi nella sala Filippo V, di Robert Rauschenberg nella Sala delle Allegorie per segnare la direzione esatta nel disorientante Palazzo Reale. Si concluderà con Andy Warhol e il suo monito alle istituzioni “Fate presto”, questa volta rivolto al visitatore, quale urgenza a destarsi e a esercitare  il pensiero critico individuale per contribuire personalmente e socialmente ad uscire dalla calamità contemporanea. L’inizio e la fine di un cammino inedito e rivoluzionario è segnato da due artisti per diversi motivi agli antipodi.

In attesa di poter riaprire le sue porte al pubblico e di fruire di Terrae Motus dal vivo, la Reggia di Caserta dedicherà il week end e l’intera settimana successiva alla mostra per svelarne, giorno dopo giorno, i dettagli. Le opere, il loro riallestimento e alcune personalità del mondo dell’arte e della cultura che hanno negli anni contribuito alla lettura, alla conoscenza e alla storia di questo patrimonio, saranno protagonisti di un’intensa attività sui social e sul sito internet istituzionale. Le iniziative sul web, che si apriranno con un videomessaggio del direttore generale della Reggia di Caserta, sono state presentate stamattina suRadio3 nella trasmissione “A3 Il formato dell’Arte” da un dialogo a più voci con Tiziana Maffei, Angela Tecce e l’artista americano formatosi nella galleria di Amelio, Tomas Arana.

Il 23 novembre, alla programmazione social, si aggiungerà la condivisione congiunta di post con il MANN: alle 13, la Reggia di Caserta presenterà gli scatti dell’Archivio Fotografico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che per la ricorrenza presenta on line la mostra “19.34/ Quaranta anni dopo/La storia in presa diretta”. Il MANN proporrà sui suoi canali social alcune immagini del nuovo allestimento di Terrae Motus. La tragedia del terremoto diventa, così, occasione di vicinanza e compartecipazione tra luoghi della cultura.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 21 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 21 Novembre 2020

Articoli correlati

Arte | 13 Novembre 2020

NEAPOLITAN REPUBLIC

Il “panaro solidale” ispira la nuova opera dello street artist napoletano Iabo

Arte | 31 Ottobre 2020

L’INCIDENTE

In vita e in morte di Michele Silenti, giovane artista ucciso da un pirata della strada

Arte | 25 Ottobre 2020

NEAPOLITAN REPUBLIC

Il San Gennaro di Gabriele Rollin: “Ora sono io che prego voi”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi