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ANNIVERSARI

Sabato la festa di Zero81: 4 anni di lotte ed ” esperienze ribelli”

Battaglie, Diritti e sociale, Eventi, NapoliCapitale | 15 Gennaio 2015

zero81

4 anni fa nasce a Napoli, in uno dei tanti quartiere “complicati” della città – Santa Chiara – un laboratorio politico fatto di giovani uniti dalla volontà comune di non arrendersi ad un destino di precarietà e  miseria e che perciò decidono, insieme, di lottare e guadagnarsi così il diritto al futuro, per loro e per tanti come loro.

Da allora non si contano le battaglie fatte, i chilometri percorsi in cortei e manifestazioni, le lotte per riappropriarsi dei propri spazi, quelle per rivendicare i propri diritti. Tanti i successi e le conquiste che sabato 17 gennaio Zero81 festeggerà – con quanti vorranno condividerne la gioia – nel giorno del loro 4° anniversario; giornata che si aprirà con un dibattito per poi proseguire tra aperitivo, cena e musica fino a notte.

Di questi 4 anni di lotta e di resistenza, di visi stanchi ma illuminati di speranza dopo un corteo infinito, di messaggi urlati fino a perdere la voce, di diritti invocati fino a rimetterci quasi la pelle; di questi 4 anni vissuti per strada tra la gente della città, ad ascoltare quella gente e a dar voce alle sofferenze dei deboli, degli ultimi, ci racconta la colonna portante di Zero81, Giovanni Pagano.

“Raccontare 4 anni di zero81 non è facile, sono stati 4 anni intensi e pieni di attività, di sperimentazioni, di momenti difficili e soprattutto di sforzi per tenere in vita un’ esperienza che dal primo momento ha scelto la via dell’autonomia e dell’indipendenza in un quartiere difficile della nostra città come Santa Chiara; ed è proprio da lì, dal nostro quartiere, che proviamo ogni giorno a fare il nostro lavoro di base.

Il DopoScuola di Zero81 a nostro avviso rappresenta il punto più avanzato di questa esperienza di lavoro territoriale. Oltre 20 bambini del quartiere Santa Chiara ogni martedi e venerdi animano i locali del nostro spazio occupato. Un progetto, questo, che non punta semplicemente a mettere una pezza alle falle del welfare istituzionale, ma a costruire un vero e proprio laboratorio sui concetti di formazione ed esclusione sociale attraverso la scuola e la formazione.

Il DopoScuola, oltre ad essere un progetto che vive nei nostri spazi praticamente dai primi mesi di occupazione, è anche il motore di altre iniziative come il Carnevale del centro storico, costruito dagli stessi bambini in collaborazione con altri attori del territorio (come il comitato centro storico) oppure la partecipazione al torneo di calcio “Mediterraneo Antirazzista” che insieme alla Stella Rossa ogni anno ci vede impegnati in questo evento di sport e integrazione.

Poi ci sono le occupazioni abitative che sicuramente rappresentano uno dei nostri campi di intervento principali  insieme al lavoro sul quartiere e nelle facoltà: da ormai 3 anni nella città di Napoli, insieme a tanti altri compagni e compagne, abbiamo dato vita a una campagna per il diritto all’abitare che oggi vede ben 6 occupazioni!

Il momento che però per noi ha segnato un punto di svolta è stato il primo approccio con l’emergenza abitativa, quando nel 2011, insieme ad alcune famiglie sfrattate da una scuola a Via Neghelli nel quartiere di Bagnoli, aprimmo una vera e propria battaglia con il comune di Napoli per una risoluzione della questione. Fu un mese duro con una accampata nei giardini di Palazzo San Giacomo con tanto di panni stesi davanti alle porte del Comune della più grande città del Mediterraneo. Battaglia conclusasi con una grandissima vittoria e cioè l’assegnazione di una palazzina per tutte le 16 famiglie che oggi vivono alle spalle di piazza Garibaldi!

Il punto di svolta nelle nostre vite militanti è stato sicuramente la scrittura del libro collettivo “Briganti e Emigranti” e la costruzione della rete Orizzonti Meridiani. Sia il tour per il sud che gli incontri di autoformazione tenutisi negli anni tra le varie esperienze autorganizzate del meridione ci hanno lasciato un segno indelebile. Siamo convinti che questa esperienza abbia cambiato radicalmente il nostro modo di percepirci all’intero delle relazioni di movimento, rompendo alcuni taboo che appartenevano alla nostra storia recente. I giovani militanti delle reti meridiane oggi hanno meno difficoltà ad affrontare i temi del colonialismo italiano al sud, delle singolarità meridionali e del conflitto nord-sud rispetto alle generazioni precedenti.

A mio avviso, però, il momento che più ha caratterizzato i nostri 4 anni di vita è ciò che è accaduto appena 15 giorni dopo l’occupazione del 17 gennaio del 2011: lo sgombero. Lo zero81 è uno dei pochi spazi occupati della città ad essere stato sgomberato e rioccupato nel giro di 24 ore.

La determinazione di noi tutti, la voglia della città di aprire una nuova fase di movimento, il protagonismo di una generazione furono espressi benissimo in quel 31 gennaio. Un corteo di 500 persone convocato in meno di una mattinata, la partecipazione viva dell’intero quartiere, le cariche della polizia fin dentro l’università e i lacrimogeni sparati nei vicoli diedero la chiara sensazione che da lì non ce ne saremo andati facilmente e che quell’esperienza non si potesse sgomberare neanche con il massimo dell’arroganza, perché frutto di una nuova linfa.

E proprio oggi, come allora, possiamo dire alla maniera zapatista “Aqui Estamos”!

Floriana Tortora

 

 

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Gennaio 2015 e modificato l'ultima volta il 16 Novembre 2018

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