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ANNULLAMENTO

Paul McCartney non sarà a Napoli nemmeno nel 2021. La furia dei fans

Musica, Spettacolo | 21 Maggio 2020

Com’era facilmente prevedibile, a causa dell’emergenza sanitaria, il mega concerto di Paul McCartney in programma a Napoli nel mese di giugno è stato definitivamente annullato. Il COVID-19, come un ciclone, ha spazzato via tutti gli eventi in programma in città, compreso l’appuntamento più atteso dell’anno, con l’ex Beatles che a 77 anni suonati si sarebbe calato nella magnifica cornice di Largo di Palazzo con i suoi brani leggendari e la sua carica rock.

La notizia dell’annullamento definitivo del concerto (nessun rinvio, per adesso) ha scatenato l’inevitabile corsa al rimborso da parte dei fans di McCartney che erano già in possesso dei preziosi (almeno fino a qualche mese fa) biglietti. Peccato però che in base alle disposizioni contenute nel “decreto Cura Italia” (prorogate poi dal successivo dpcm del 18 maggio), per gli eventi annullati a causa dell’emergenza sanitaria è previsto il solo rimborso attraverso un voucher di pari importo al titolo acquisito da utilizzare entro 18 mesi. In sostanza,  secondo il legislatore, l’emissione dei voucher assolve l’organizzatore dell’evento da ogni obbligo di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario.

La furia dei fans

Una disposizione che ha fatto infuriare non poco i fans di tutto il mondo, che, in molti casi, avevano prenotato da mesi il soggiorno nella capitale del Mezzogiorno per il grande evento di giugno. A dare credito al legislatore è l’Unione Consumatori Italiani che, chiamata in causa, risponde a una delle tante class action nate sul web in questi giorni:

“Ci rendiamo perfettamente conto del disappunto ma, purtroppo, il provvedimento del Governo prevede la possibilità di rimborso in voucher senza condizionarlo all’accettazione da parte del consumatore, anche come rimedio all’enorme crisi del turismo e dei trasporti così da consentire a consumatori e operatori del turismo di limitare i danni. Non è purtroppo possibile pretendere ai sensi di legge il rimborso in denaro qualora la controparte intenda pagare in voucher.”

La replica degli organizzatori

Non si è fatta attendere neanche la replica di Mimmo D’Alessandro, promoter italiano di McCartney: “Quella del pubblico non è una richiesta assurda, ma la scelta di rimborsare con un voucher non l’abbiamo né presa né chiesta noi. E’ arrivata dal legislatore. E non è una opzione, come molti dicono erroneamente. Anche noi sia a Lucca che a Napoli avevamo prenotato molte camere di albergo e non è che ci rendono i soldi, ma ci danno un voucher. E io non mi arrabbio per questo, perché è quello che dice la legge. Sottolineo e ribadisco – conclude D’Alessandro, intervenuto mercoledì su Radio 24 – che il decreto varato dal legislatore non è stato chiesto da noi, ma è stato pensato dal Governo per salvare la filiera della musica di cui facciamo parte e che non riceve nessun tipo di aiuti. La D’Alessandro & Galli ad esempio ha 30 dipendenti e quest’estate fatturerà zero euro”.

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 21 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 21 Maggio 2020

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