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Siamo scesi alla Gaiola che riapre il 3 luglio: bagnanti divisi per fasce orarie, prenotazioni obbligatorie on line

Ambiente | 30 Giugno 2020

Maurizio Simeone è stanco di caldo e di fatica. Oltre ad essere il direttore, è uno dei soli tre elementi del personale addetto alla CSI Gaiola Onlus, l’area marina protetta della Gaiola, e in questi giorni, insieme ai colleghi, non sa più come dividersi, sempre su e giù per organizzare e programmare la riapertura della zona al pubblico, prevista per il 3 luglio. La riorganizzazione è stata complessa: solo 75 persone potranno entrare nel sito, per ognuna delle fasce orarie previste (9-13 e 14-18). E la prenotazione sarà obbligatoria sul sito della Gaiola.

Dopo innumerevoli sopralluoghi, incontri, disposizioni e delibere insieme all’assessore comunale con delega alla salute, Francesca Menna, ad esponenti della Prima Municipalità e ai membri incaricati dell’autorità portuale, era stata prevista la riapertura della zona per il primo luglio, data fatta poi slittare proprio ieri al giorno 3 per completare le opere di sanificazione, come specificato in un post sulla pagina Facebook dell’area marina: “Solo oggi ci è stato comunicato dall’Autorità Portuale di Napoli che domani inizieranno le operazioni di bonifica della spiaggia della Gaiola finalizzate a rimuovere vecchi natanti abbandonati e altri oggetti vari che occupano l’area demaniale, al fine di liberare spazio utile per la balneazione.”

E così, quando tutto sembrava ormai pronto, il direttore ed i colleghi hanno dovuto ricominciare a darsi da fare per affiancare l’autorità portuale nell’opera di bonifica. E il caldo non aiuta.

Dopo le disposizioni del DPCM di marzo che definiva l’obbligo di chiusura per musei, siti archeologici ed aree protette, solo da maggio è potuto iniziare un interminabile lavoro che ha visto congiunte le energie di ogni ente preposto per ottemperare alle successive disposizioni in merito alla riapertura, come raccontavano gli stessi addetti all’area protetta in un altro post datato 7 giugno:

“Si comunica che il Comune di Napoli e il Parco Sommerso di Gaiola stanno lavorando attivamente per riaprire quanto prima al pubblico il Parco sommerso. Come noto il Parco Sommerso di Gaiola è una Riserva marina dello Stato, istituita con Decreto Interministeriale 7 agosto 2002, nonché un “Luogo della cultura”, di cui all’art. 101 del Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” al pari degli altri musei e parchi archeologici italiani. Al fine di poter riaprire al pubblico un Luogo della cultura, dopo la chiusura imposta delle misure governative per l’Emergenza CoVID-19, il soggetto gestore deve predisporre un piano di sicurezza che garantisca l’osservanza di tutte le prescrizioni anti-contagio contenute nel DPCM 17 Maggio e nelle varie linee guida e circolari Ministeriali.

Tuttavia dato che il Parco Sommerso di Gaiola ospita al suo interno, in zona B di Riserva Generale, un’area di balneazione pubblica, tra l’altro già nota per problematiche relative al sovraffollamento esasperato estivo, l’apertura al pubblico del Parco sommerso è anche condizionata al rispetto delle normative Nazionali e Regionali di prevenzione del contagio prescritte per le spiagge pubbliche, mediante predisposizione di apposito piano di sicurezza da parte dei Comuni.

In definitiva, quindi, il Parco sommerso di Gaiola per la sua conformazione e natura giuridica, per riaprire al pubblico, dovrà rispettare contemporaneamente in un unico Piano di sicurezza, le prescrizioni normative anti-contagio valide per l’apertura al pubblico dei Siti Culturali, delle Aree Naturali protette e delle spiagge di balneazione pubblica, oltre, ovviamente, a quelle per la sicurezza dei lavoratori.

Alla luce di tale complessità legislativa, al fine di agevolare il percorso di riapertura del Parco, nell’intento comune di restituire alla cittadinanza un’area di estremo valore naturalistico e culturale ma anche un luogo sicuro dove poter svolgere attività di balneazione, l’Ente gestore ha fatto realizzare un Protocollo Tecnico di Sicurezza che contemplasse anche le normative di sicurezza previste per l’area di balneazione pubblica ospitata all’interno del Parco, che ha trasmesso ai Ministeri di riferimento, all’Amministrazione cittadina ed agli altri Enti territoriali competenti in data 18 maggio 2020.”

E a tre giorni dalla definitiva riapertura, l’impegno di energie è ancora massiccio. Intanto, ancora la Municipalità non ha ottemperato all’obbligo di risistemare e mettere in sicurezza la parete tufacea della pedamentina, abbattuta dal crollo di alcuni alberi durante i violenti temporali del mese di dicembre. E se ogni misura di sicurezza è già definita, si stanno ultimando gli interventi per rendere il più possibile libera e disponibile la spiaggia, tra percorsi da lasciare liberi ed aree in cui poter consentire la distribuzione dei bagnanti.

Stamattina, nonostante gli impegni, Simeone è stato ben felice di accoglierci per un breve sopralluogo, per permetterci di raccontare quanto si sta facendo e quali sono le disposizioni definite per accogliere il pubblico in uno degli angoli più suggestivi ed amati di Napoli.

E chi scrive, nell’attraversare nuovamente il sentiero ad ampi gradini che scende verso il mare, ha provato un senso di immensa emozione e di gioia indescrivibile, amando profondamente questi luoghi per ciò che sanno offrire al cuore e all’anima.

“Innanzitutto” ha tenuto a specificare Maurizio Simeone “occorre dire che già normalmente la gestione dell’area non è mai stata semplice, sia per i costi che per le difficoltà logistiche: la quota che viene stanziata dallo stato per l’area protetta viene immediatamente investita nella necessaria vigilanza e negli ordinari costi di gestione; i restanti tre quarti ci arrivano dai proventi di quanto ricavato dalla fruizione dei servizi a pagamento in loco. In questo periodo di chiusura forzata, ovviamente, gli introiti sono stati pari a zero, e noi stessi ci stiamo impegnando unicamente per amore di quest’area protetta, con enorme dispendio di energie e senza alcun tornaconto economico”.

Tra l’altro, il fatto che all’interno dell’area marina insista una spiaggia di fruizione pubblica rende la gestione decisamente anomala rispetto alle normali procedure in merito, aggiunge il direttore “e non ci è possibile poter avere i dovuti controlli sulle migliaia di bagnanti che in estate affluiscono quotidianamente, un numero che va in genere da una media di 1200 persone con picchi che raggiungono, nei periodi di massima, anche i duemila là dove lo spazio è ristretto e la calca rende spesso insostenibile la necessità di creare varchi di sicurezza. Ovvio che a questo punto le disposizioni in merito al distanziamento impongono ora un controllo sul numero degli avventori: si è dunque disposta una divisione in due fasce orarie quotidiane, la prima dalle 9 alle 13 e la seconda dalle 14 alle 18, con un massimo di 75 unità per ogni fascia oraria; le prenotazioni andranno effettuate sul sito, saranno quotidiane, e non si potrà prenotare oltre il tetto massimo, nel quale sono inclusi anche coloro che accederanno dal mare e che hanno anch’essi l’obbligo di prenotazione sul sito.

La vigilanza sarà ferrea, e gli incaricati dei controlli nominali saranno disposti già all’ingresso della pedamentina, la cui fruizione sarà vincolata all’apertura del cancello di accesso. Tra le 13 e le 14, e poi dalle 18 alle 19, ora di chiusura, ci occuperemo della sanificazione e ripulitura dell’area, ma vige comunque il divieto a introdurre materiali come plastica e alluminio, ond’evitare di accumulare eccessivo materiale di scarto in una zona non servita dai servizi Asia, essendo impossibile per i mezzi e gli addetti raggiungere la spiaggia e la zona protetta. Il numero ristretto di pubblico consentirà un maggiore controllo e una più tranquilla fruizione degli spazi, ma non possiamo prescindere dall’affidarci al buon senso ed al rispetto di chi verrà a usufruire della zona che resta comunque un’area protetta e non un semplice stabilimento balneare o una spiaggia libera”.

Salutiamo Maurizio Simeone che immediatamente sparisce per tornare alle sue faccende: si prosegue laboriosamente a fare spazio per i bagnanti, liberando la spiaggia dalle barche lasciate da anni in giacenza senza alcuna autorizzazione (tranne tre, opportunamente coperte e ben sistemante),  divenute ricettacolo di materiali vari e di avanzi da parte di vacanzieri fai-da-te che ora dovranno imparare cosa voglia dire il rispetto per un territorio speciale e per il lavoro di pochi elementi che possono contare solo sul volontariato di coloro che si offrono di dare una mano per amore della propria terra e soprattutto del nostro mare.

Sergio Valentino

 

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 30 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 30 Giugno 2020

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