martedì 19 novembre 2019
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ANTINAPOLETANI

Lucarelli e Cruciani, quando Napoli chiama gli odiatori di professione rispondono

Sputtanapoli | 5 Maggio 2018

E’ arrivata! Quando Napoli chiama, Selvaggia risponde.
In realtà risponde prima Cruciani, ma lei segue a ruota.
Stavolta ad essere preso nel mirino della nota blogger è il Sindaco di Napoli, in un articolo sul Fatto Quotidiano da lei poi ripreso sui social.
https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10155429470610983

De Magistris è colpevole di un post su Facebook. Quello da indignato verso la direzione di gara di Inter-Juve.
In realtà per la Lucarelli è colpevole di tutto quello che scrive su facebook.
“i suoi post sono degli autentici, barocchi, deliranti capolavori di retorica mista a propaganda, mista a chiamata alle armi, mista a un buon fumo afghano. Li leggi ed è subito Istituto Luce in salsa partenopea.”.
E dopo averlo preso per il culo per ogni cosa che scrive, la giornalista non si lascia sfuggire i soliti luoghi comuni sui Napoletani, con ironie del tipo “fa bene a fomentare i tifosi così flemmatici e poco partecipi alle vicende calcistiche della città – (De Magistris) cerca di rinvigorire l’orgoglio dei napoletani, effettivamente noti nel resto del paese per l’estrema modestia e, soprattutto, la scarsa autostima”. E via discorrendo.
In pratica ci definisce coglioni interessati solo allo sport e indebitamente presuntuosi e orgogliosi.
Cosa abbiano fatto i napoletani a Selvaggia, non è chiaro.
Una delusione d’amore? una pizza andata storta? Non si sa.

Di certo non è la prima volta, e già ne scrissi.
Ma è il caso di riproporne i passaggi fondamentali, per meglio comprendere la storia d’amore tra Selvaggia e Napoli.
————————
In principio furono le “sceneggiate Napoletane” ai funerali di Pino Daniele.
https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10152658742595983
Selvaggia contestò, nell’ordine:
1)  il selfie con il morto
2) la chiusura della camera ardente anticipata a causa di quel selfie
3) il mancato rispetto della volontà del defunto di avere un funerale a Roma e non a Napoli
4) e ovviamente l’arrogante pretesa di Napoletani di salutare Pino nella propria città.

Peccato che non ne prese una.
La notizia del selfie pubblicato addirittura su Facebook, era piena di “sembrerebbe” – “si dice” ecc.
e infatti di questa foto non c’è mai stata traccia.

Stessa cosa sulla chiusura della camera ardente a causa di quel selfie. Leggenda metropolitana.

Sulla “supposta” volontà di Pino che i funerali avvenissero dove volevano la moglie e i figli e non dove volevano i fratelli (querelle familiare, succede nelle migliori famiglie) si trattò appunto di verità “supposta”. Lo decise lei, insomma.

E la colpa, manco a dirlo, fu dei Napoletani, che crearono un gruppo Facebook dal nome “Vogliamo il funerale di Pino Daniele a Napoli”.
Nessun passaggio invece sui silenziosi 100.000 che si radunarono da soli in Piazza Plebiscito e intonarono all’unisono “Napule è”.

Qualche mese dopo i Napoletani si permisero di offendersi alle dichiarazioni di Giletti, che definiva Napoli indecorosa, con immondizia in ogni vicolo.
I soliti permalosi. Se uno storico documentarista come Giletti dice certe cose non bisogna fiatare.
Ma i Napoletani si offesero e Selvaggia restò “allibita”.

Anche a lei era capitato di osservare il risentimento dei Napoletani e questo, secondo lei “accade solo a Napoli”.
La chiosa finale è poi sempre la stessa: “se volete che le cose cambino dalle vostre parti, i primi a cambiare dovete essere voi. Basta vittimismo, che di cose da risolvere ne avete un bel po’”.

Senza entrare nel merito delle dichiarazioni di Giletti se corrispondessero al vero o meno.
Senza ipotizzare che a critiche non supportate potrebbe esistere il diritto di risentirsi.
No, i Napoletani sanno solo insultare ed offendersi.
“Hanno un campanilismo estremo, talvolta accecante, e una presunta superiorità culturale che li porta spesso a difendere l’indifendibile e il criticabile, da Gigi D’Alessio alla monnezza per strada” (in un commento al post sotto riportato)
https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10153273461130983

E non accusatela di avere pregiudizi su Napoli, mi raccomando.
Pensate, lo dice lei, ha persino un’amica di Avellino.
Ah, allora scusa.

E dopo questo mix di pressapochismo e disinformazione da fare invidia a Salvini, Selvaggia sembra prendersi un po’ di pausa con Napoli.
Fino a Cardiff.
Lì, con il fidanzato juventino che soffre in casa, non riesce a trattenersi e twitta:
“Qualche coglione di Napoli festeggia il k.o. della Juventus”
https://twitter.com/stanzaselvaggia/status/871290848427823104?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.itasportpress.it%2Fchampions-league%2Fselvaggia-lucarelli-tweet-al-veleno-qualche-cogle-di-napoli-festeggia-il-k-o-della-juventus%2F

Ma ovviamente sono i Napoletani ad essere i soliti permalosi.
Cos’avrà mai detto?

Poi fu la cittadinanza a Maradona a sconvolgerla.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10154718150325983&set=a.10150212984905983.313467.712665982&type=3&fref=mentions

Si drogava, è un evasore, sparava ai giornalisti ecc.ecc.
E figuriamoci se ne facevamo buona una.
————————
E adesso è tornata alla carica.
Dello scandalo “Inter – Juventus” ne hanno parlato tutti, ma se ne parlano i napoletani è finita.
Figuriamoci il Sindaco.
Napoli chiama, Selvaggia risponde.
Ah no, l’avevo già scritto, risponde prima Cruciani.
Che poi i due avevano anche avuto una liaison.
In fondo, chi si somiglia si piglia,senza scomodare l’antico adagio napoletano sugli uccelli che si accoppiano in cielo…..

Maurizio Zaccone

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Maggio 2018 e modificato l'ultima volta il 5 Maggio 2018

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