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ARGENTINA VS SVIZZERA

Un immenso Di Maria, dopo ben 118′,fa 1-0 e stacca il biglietto per i quarti di Brasilia

Identità, Sport | 24 Luglio 2014

 

di maria

Sarà l’ Albiceleste a giocarsi i quarti di finale contro il Belgio (che batte gli Usa per 2-1) sabato prossimo alle 18, allo Estadio Nacional di Brasilia, grazie al diagonale vincente di un immenso Angel Di Maria, che si conferma migliore in campo per i suoi anche stavolta, gol a prescindere; e che a 2′ dalla fine manda al macero le liste già pronte dei rigoristi di turno.

 

Sabella schiera il solito 4-3-3 con l’innesto in formazione titolare del pocho Lavezzi al posto di un Aguero non in perfette condizioni; eppure con un tridente formato da Messi, Higuain e dal pocho appunto, l’Argentina impiega ben 118′ per trovare la rete decisiva, sconfiggere gli svizzeri e passare il turno di un mondiale che definire anomalo è puro eufemismo: nessuna partita facile fin qui per le “grandi”, quelle indicate come le principali aspiranti alla vittoria finale che hanno dovuto sudare, e tanto, contro avversarie di tutto rispetto, sempre ben messe in campo e mai dome nell’atteggiamento, a dispetto di ogni pronostico.

 

E’ come se in questo mondiale, oltre alla forma fisica, oltre alla tecnica e all’eccellenza tattica, contasse la fame di vittoria, e sin qui sembra davvero evidente che siano le cosiddette “piccole” ad averne di più, a sfidare il caldo e l’umidità sudando letteralmente fino all’ultimo secondo la maglia in campo, maglia che onorano mostrando grande senso di appartenenza. Entusiasmo,voglia di lottare in nome della propria gente, voglia di vincere e  di correre fino allo sfinimento: quello che per molti signori del calcio, per quelli già “arrivati”, forse non sembra più così imprescindibile, qui, invece, pare stia facendo la differenza.

 

Nessun timore reverenziale nemmeno oggi per la Svizzera dei “nostri” Inler, Behrami e Dzemaili: sebbene sulla carta non vi fossero molte speranze per la nazionale di Hitzfeld, la Svizzera ha dato filo da torcere a Messi e compagni per tutta la gara, creando molto in contropiede, difendendo in maniera ordinata e sfiorando addirittura il pareggio negli ultimi, concitatissimi minuti finali che dopo il gol di Di Maria ci hanno regalato un palo di Dzemaili e tanti brividi, interrotti soli dal fischio finale dell’arbitro.

 

Partita vivace e divertente che vede la Svizzera uscire a testa altissima dal mondiale mentre l’Argentina prosegue il suo tango verso l’ambitissima finale, trascinata dal talento di Messi, dall’onnipresenza di Di Maria e dall’ esperienza di Mascherano nell’attesa- speriamo breve- di mostrarci il suo gioco più spumeggiante e farci davvero sognare.

 

Per ora ci bastano gli ultimi 5 minuti dei tempi supplementari di oggi per convincerci- qualora ve ne fosse bisogno- che il calcio è davvero forse la metafora della vita: bisogna lottare sempre, su tutte le palle e fino al fischio finale… tutto può cambiare in una frazione di secondo. Pensate se fosse entrata la palla di Dzemaili, quella palla che, quasi per dispetto, dopo aver centrato il palo gli è pure carambolata addosso per poi finire fuori, pensateci!

 

Anzi no, pensiamo alla prossima aspettando di sapere chi ci ritroveremo di fronte sabato a Brasilia e prepariamoci ad un’ennesima battaglia.

 

VAMOS, ARGENTINA!

 

P.S.

Per Rafa (Benitez): ma siamo proprio sicuri di voler cedere un guerriero come Behrami, mister?

Floriana Tortora

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Luglio 2014 e modificato l'ultima volta il 24 Luglio 2014

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