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ARRESTATO DALLA POLIZIA ISRAELIANA

Jorit Agoch in carcere a Betlemme: disegnava un murales di Ahed Tamimi, rilasciata oggi dopo 8 mesi di carcere

Mondo | 29 Luglio 2018

«Siamo stati arrestati a Betlemme dall’esercito israeliano. Chi può aiutarci per favore lo faccia». Lo scrive sul suo profilo Facebook lo street artist napoletano, Jorit Agoch. Da una settimana sta lavorando a quel volto alto quanto il muro grigio che corre lungo le strade di Betlemme e separa gli israeliani dai palestinesi. Jorit Agoch è un graffitaro napoletano di origini olandesi, nella sua città ha ricoperto le facciate dei palazzi con Maradona e San Gennaro. A Betlemme ha scelto di raffigurare Ahed Tamimi, la ragazza palestinese condannata a otto mesi di carcere per aver schiaffeggiato due soldati e che viene rilasciata oggi.

E il consolato generale a Gerusalemme e l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv, in stretto raccordo con la Farnesina, seguono con la massima attenzione il caso dei due italiani fermati a Betlemme ai quali stanno fin d’ora prestando ogni possibile assistenza, in contatto con le autorità locali e le famiglie.

È sospettato, assieme ad un altro cittadino italiano e ad un palestinese, di aver «danneggiato ed imbrattato la Barriera di difesa nella zona di Betlemme», spiega la polizia israeliana. I tre sono stati arrestati «mentre avevano il volto coperto e disegnavano illegalmente sul muro. Quando agenti della Guardia di frontiera hanno agito per fermarli, hanno tentato la fuga con un veicolo che è stato bloccato dai militari».

«Jorit deve tornare subito a Napoli. La sua libertà è questione di democrazia, riguarda tutti. Lo aspetto anche perché abbiamo del lavoro programmato da portare a termine a San Giovanni a Teduccio»: è l’appello del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, perché sia liberato l’artista partenopeo arrestato a Betlemme.

Il muro che separa la Cisgiordania da Israele è ricoperto di graffiti che sostengono la causa palestinese. Accanto all’immagine di Ahed, c’è il volto di un’altra donna, la giovane dottoressa con il velo rosso uccisa a giugno dall’esercito israeliano durante gli ultimi giorni di proteste della Marcia del ritorno. Tamimi, 17 anni, rilasciata proprio oggi allo scadere degli otto mesi di carcerazione, è diventata il simbolo della protesta anti-israeliana dei palestinesi quando a dicembre era stata filmata dalla madre mentre prendeva a calci e pugni, insieme a sua cugina, due soldati israeliani per allontanarli dalla sua abitazione. Il video era diventato virale. Tamimi era stata arrestata il 19 dicembre 2017 e condannata a otto mesi di reclusione da una Corte militare israeliana. Per il suo rilascio, si sono battute associazioni e difensori dei diritti umani.

Oggi Napoli è in piazza per chiedere la liberazione di Jorit. La mamma Jean racconta che sa solo che è trattenuto in carcere, ma di non sapere altro. In giornata sarà raggiunto da un avvocato e si sapranno gli sviluppi, nella speranza che venga rilasciato subito.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 29 Luglio 2018 e modificato l'ultima volta il 29 Luglio 2018

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