martedì 21 gennaio 2020
Logo Identità Insorgenti

ARTE E IDENTITA’

Intervista a Mirkò, l’artista vietrese che ha stregato Murdoch, Zemeckis e Dakis Joannou

Arte e artigianato, Cultura, Identità, Imprese | 22 Aprile 2014

Mirko' artista

Mirkò inizia a dipingere all’età di soli 7 anni nella sua Vietri Sul Mare, dove nasce nel 1980, prima perla della Costa D’Amalfi, famosa in tutto il mondo per la ceramica. Diviene poi allievo ed amico di Frans Brugman, ultimo esponente del periodo tedesco della ceramica vietrese, apre un laboratorio-galleria in paese, e da lì inizia un percorso di crescita – personale ed artistica – che lo porterà nell’ Olimpo degli artisti contemporanei nel giro di pochissimi anni.

La svolta arriva il giorno in cui due turisti in visita a Ravello, si innamorano di alcune sue creazioni esposte in un negozio del posto e chiedono di incontrarlo. All’epoca Mirkò aveva soli 25 anni, immaginiamo quindi il suo stupore quando capì che quelli non erano  turisti qualunque bensì il magnate Rupert Murdoch e signora, i quali, stregati dal suo genio creativo, non esitarono a chiedere a Mirkò uno schizzo per un pannello in pietra lavica per la propria residenza di Brisbane, in Australia.

L’opera si chiamò “Parsifal”, e da allora Mirkò fu introdotto nel giro che conta dell’arte contemporanea, grazie anche alle amicizie della coppia, all’interesse del regista Robert Zemeckis (premio Oscar per Forrest Gump e regista di Ritorno al futuro) e alla successiva collaborazione col mercante d’arte newyorkese Rock Walker.

Mirkò ha oggi opere inserite in maniera permanente nelle più importanti gallerie di New York, accanto a quelle di mostri sacri come Dalì, Warhol e Picasso. Stati Uniti, Londra, Hawaii e finalmente nel 2010 anche la prima grande mostra italiana a Roma: “Twelve: l’era astrologica”, tenutasi presso la Camera dei Deputati.

Mirkò, una nuova avventura è iniziata per te mercoledì scorso con l’inaugurazione della ” Mirkò Fine Art Gallery”, nella piazza del Duomo di Amalfi, subito segnata da un altro sconvolgente incontro, dopo quello con Murdoch del 2004, ce ne racconti?

Era il giorno della processione del Cristo morto, e in piazza tutti i cittadini parlavano di un yacht bizzarro e colorato approdato da poco sulla costa d’Amalfi. Alle 16:30 si presentò un signore straniero che ci avvertiva di una visita molto importante prevista per le 23:00 nella nostra Galleria d’Arte, ma solo in seguito abbiamo scoperto che era il comandante della lussuosa imbarcazione. Dopo una lunga attesa  arriva l’ora della svolta: alle 23:50 entra un gruppo di donne, e tra loro ecco il personaggio di spicco, si trattava di Dakis Joannou, magnate cipriota più conosciuto per essere uno dei più importanti collezionisti d’arte contemporanea al mondo! Innamorato e attratto dalle mie ceramiche, resta letteralmente stregato dalla sirena Partenope, opera realizzata nel 2014 e ispirata alla mia amata terra. Il magnate continua la visita attratto dai colori e dalle storie illustrate sui cocci, e le uniche parole che gli ho sentito pronunciare -tra l’altro in un ottimo italiano- erano: “bellissimo, unico, meraviglioso”… Questo incontro è finito dopo aver preso con sé Partenope e un disegno della Duchessa d’Amalfi su carta amalfitana.

La “mia amata terra”…  So che  hai girato praticamente il mondo, ma c’è un angolo del pianeta cui sei legato in maniera viscerale: Napoli. Cosa rappresentano per te, in termini di ispirazione e non solo, la tua Costiera e la città di Partenope?

Ho viaggiato moltissimo nella mia vita, visitando anche i paesi più poveri del  mondo.Ho percorso migliaia di chilometri on the road tra Asia, America ed Europa conoscendo popoli, culture e religioni diverse, ma l’unico e, ripeto, “l’unico posto della Terra” che mi ha ammaliato, e che mi resta dentro ogni volta che ci torno, è Napoli, Città (con la C maiuscola) di misteri, leggende, miracoli e magie, luogo incantato e dal fascino irripetibile. Vivo in costiera amalfitana ed ogni fine settimana mi reco in Città per sentirmi avvolto da quell’aura di mistero: Napoli, con la sua storia millenaria, penso che sia la città più bella e unica del mondo!  Non nascondo che anche qui a Salerno, Paestum e in Costiera ci siano posti molto suggestivi per la mia fonte d’ispirazione… panorami, colori e profumi della nostra terra sono per me spunti irrinunciabili!

In questi giorni al Pan di Napoli c’è una mostra su Andy Warhol, cui spesso vieni accostato. A quando una tua esposizione nella nostra Capitale?

Andy Warhol è il mio idolo, sono orgogliosissimo del fatto che abbia   dipinto qualcosa che ci appartiene, che è un nostro simbolo – il Vesuvio,ovviamente- e poi leggendo la sua biografia ho trovato uno stretto legame con lui. In Warhol vedo la genialità e l’opposizione alle regole. Ricordo nell’anno 1995, quando iniziai ad innovare l’antica tradizione della ceramica vietrese, la gente vedeva in me solo un pazzo, il mio messaggio, il mio modo di fare arte, non arrivava ancora chiaro ai più ed ero sempre criticato perché molti non riuscivano a decifrare il mio lavoro,come mi è capitato di sentire addirittura per il  capolavoro di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”! Solo dopo l’incontro con Murdoch e le prime mostre negli Stati Uniti sono diventato Mirkò. Nel 2010 sono stato invitato dall’ex presidente della Camera dei Deputati ad esporre una personale a palazzo Montecitorio, e, visitando la struttura (in particolare la Sala del Cenacolo) ho elaborato un tema eterno, cui ho dato un titolo emblematico “Twelve: l’era astrologica” che rappresenta le 12 fatiche di Ercole, i 12 segni zodiacali e i 12 Apostoli… Fu un successo unico e irripetibile! Questa resta al momento l’unica mostra in Italia, ma ben presto troverò un nuovo titolo per esporre nella città eterna, la città del mio cuore: Napoli.

 Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Aprile 2014 e modificato l'ultima volta il 26 Settembre 2014

Articoli correlati

Arte e artigianato | 12 Dicembre 2019

IL MURALE

La Capera torna ai Quartieri Spagnoli: opera di Iodice e De Rienzo di “Miniera”

Arte e artigianato | 2 Ottobre 2019

A MATERA

Le galline si fanno opera urbana: l’installazione della lucana Pastore

7arti | 12 Giugno 2019

L’INTERVISTA

Mario Talarico, storico ombrellaio: “Sogno una scuola di artigiani per non perdere le antiche tradizioni”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi