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ASSURDITÁ TARGATE LEGA

Turisti impiegati in scavi archeologici mentre al sud mancano gli archeologi di sorveglianza

Beni Culturali | 29 Novembre 2018

Non c’è limite al peggio e questo ormai lo sappiamo.

Nei giorni scorsi la lega ha presentato un emendamento alla legge di bilancio nel quale propone di dare la possibilità ai turisti di partecipare a scavi archeologici.

Nel dettaglio la proposta consiste nel permettere a quegli imprenditori agrituristici che hanno in cura o di proprietà terreni dove insistono evidenze archeologiche, di portare avanti attività di scavo ad uso e consumo di ospiti e turisti.

Per procedere l’imprenditore dovrà ottenere (menomale) regolare concessione e avrà un supervisore dello scavo.

La nuova figura inventata dalla Lega: il turista – archeologo

Cioè, per chi non avesse colto bene la questione la lega propone proprio che i turisti invece di andarsene in giro per musei, piazze, ristoranti e cantine si armino di trowel e si improvvisino archeologi.

Se non fosse che di per sè la proposta è abbastanza comica forse inizieremo a pensare di essere in una di quelle commedie pirandelliane dove nulla è come sembra.

Eppure il testo dell’emendamento è abbastanza chiaro e in un passo afferma:

“L’imprenditore agricolo concessionario può consentire agli ospiti della struttura agrituristica la partecipazione, senza fini di lucro, alle attività di ricerca archeologica e scavo eseguite sui terreni su cui insiste la propria attività, sotto la direzione, il controllo e la supervisione del direttore dello scavo indicato”.

Quindi sia ben chiaro ci sarà la supervisione di un direttore dello scavo, e i turisti lo faranno gratis.

Il caso di Muro Leccese

Nel frattempo un paio di giorni fa degli operai impegnati nei lavori di interramento di alcune tubazioni fognarie a Muro leccese fanno una scoperta incredibile.

Una tomba contenente i resti di molti individui, tutti infanti,viene alla luce durante i lavori.

La tomba ha un corredo notevole e quasi del tutto integro formato da giochi, biberon e un grosso cratere in bronzo, sembra possa essere datata all’età ellenistica, dunque tra il IV e il III secolo a.C .

Questa è di per se una notizia, soprattutto qualora si confermasse l’appartenenza della tomba alla cultura Messapica e la sua attinenza ad una necropoli vicina, dove l’università del Salento sta già conducendo delle ricerche.

Sembra, però che al momento della scoperta non ci fosse l’archeologo di sorveglianza, tanto che gli operai hanno proceduto ad una segnalazione alla soprintendenza.

Solo dopo l’interessamento della soprintendenza sono arrivati sul sito due ricercatori dell’università salentina.

La norme sull’archeologia preventiva

La normativa italiana sull’archeologia preventiva, (inizialmente Legge 109/2005  Art. 2ter – 2quater, oggi temporaneamente inserita nel Codice dei Contratti come Art. 95-96 Decreto Legislativo 163/2006) certamente di difficile applicazione nella sua interezza, prevede la presenza di un archeologo in quei siti dove sia chiaro il “pericolo” di incontrare evidenze archeologiche.

Inutile dire che Muro Leccese è certamente un luogo ad alta densità archeologica e dunque dove qualsiasi opera pubblica deve essere sorvegliata in maniera attenta affinché ci possa essere un intervento tempestivo nel caso affiorino reperti.

Eppure come è accaduto in questo caso e come purtroppo accade spesso nel nostro sud, i lavori vengono condotti senza scavi e saggi preventivi e addirittura senza un archeologo che soprintenda allo scavo.

Questo perché, al contrario di quanto accade in Francia e Spagna per esempio, i costi relativi al professionista sono a carico di chi esegue i lavori.

Le aziende appaltatrici per risparmiare non assumono un archeologo e nessuno controlla.

Questo al sud è una vera e propria tragedia vista l’incredibile vastità del nostro patrimonio ancora non portato alla luce e per cui forse andrebbe istituito un fondo ad hoc.

Il discorso è lungo, e forse avrebbe bisogno di approfondimento.

Ciò che è certo, però, è che archeologi non ci si improvvisa, politici sì.

Simona Sieno

Simona Sieno

Simona Sieno 38 anni, laureata in conservazione dei beni culturali con una tesi sperimentale in archeometria, numerosi corsi di perfezionamento come addetto al rilievo topografico e alle prospezioni geofisiche che le sono serviti per fare l’accompagnatore e la guida turistica e quasi niente altro nel campo dei beni culturali e dell’archeologia. In realtà anche quasi 10 anni di campagne di scavo ovunque in Italia, ma quasi tutte per la gloria! Per 5 anni responsabile dell’ufficio stampa di una piccola azienda napoletana di formazione è approdata da poco all’insegnamento.
Dal 2013, vicepresidente di una cooperativa che si occupa di commercio equo e solidale è convinta che l’acquisto sia una scelta politica che non ci lasciano liberi di fare perché potrebbe davvero innescare una rivoluzione. Indegna “Insorgente”!

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