martedì 2 marzo 2021
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Il Napoli saluta la Coppa Italia: Azzurri eliminati in semifinale dall’Atalanta

Coppa Italia, un momento della gara di ritorno delle semifinali tra Atalanta e Napoli
Sport | 10 Febbraio 2021

Il Napoli fallisce il primo obiettivo della sua stagione, mancando l’accesso alla finale di Coppa Italia.

Dopo lo 0-0 della gara d’andata di sette giorni fa, gli Azzurri escono sconfitti 3-1 dal return match di Bergamo, contro l’Atalanta, che a maggio contenderà alla Juventus la conquista della coccarda tricolore.

Nel computo dei 180 minuti, la squadra di Gattuso ha affrontato a viso aperto il suo avversario per appena un tempo. O poco meno. E lo ha fatto solo quando l’Atalanta, dopo appena un quarto d’ora di gioco, era già avanti di due gol.

Insomma, il Napoli ha reagito solo quando non ha avuto altra strada da percorrere. Con questi presupposti, le probabilità di disputare la seconda finale consecutiva di Coppa Italia in due anni si sono drasticamente e decisamente ridotte.

Un’eutanasia annunciata

Le principali novità di formazione in casa partenopea sono tre. Osimhen torna titolare dopo oltre tre mesi dall’ultima volta. Bakayoko viene preferito a Demme nel ruolo di play basso del 4-3-3 azzurro, mentre Rrahmani viene scelto per affiancare Maksimovic nel cuore della difesa.

La prestazione, individuale e in tandem dei due centrali difensivi, passerà alla storia come tra le cose peggiori viste durante una partita del Napoli (almeno) nell’ultimo lustro. E non solo per colpe proprie.

D’altronde Manolas e Koulibaly, insieme, sono due assenze troppo pesanti a cui dover sopperire senza un adeguato rodaggio delle loro alternative.

Così, la testimonianza principale di questo scenario da eutanasia calcistica indotta si concentra già nei primi quindici giri di lancette, in cui Zapata e Pessina bullizzano letteralmente la retroguardia napoletana e indirizzano verso Nord la rotta che porta all’atto finale della Coppa Italia.

Un timido, forzato risveglio

Nel Napoli, a salvarsi, è sempre e soltanto il solito: Hirving Lozano. Il messicano, con le sue accelerazioni, è l’unico realmente in grado di impensierire la difesa di Gasperini.

Osimhen fatica a carburare, ma non si tira indietro. L’Atalanta, forse credendosi già con la vittoria in tasca, indietreggia e cala la soglia dell’attenzione. Gattuso, che è sempre stato di buon naso, annusa la possibilità di tornare in partita e di salvare il posto di lavoro.

Hysaj dà forfait. Va dentro Mario Rui. All’intervallo entra anche Politano per Elmas, col Napoli che assume le sembianze di un 4-2-3-1, in cui Insigne funge da trequartista.

Gli Azzurri si destano dal torpore e costringono l’Atalanta all’angolo. La reazione porta al gol del 2-1 di Lozano, che corregge in rete un suo precedente tentativo schermato da Gollini.

Talvolta ci capita di chiudere gli occhi, immaginando cosa sarebbe stata la stagione del nostro Napoli se si fosse dato via quel pacco di Lozano.

Ecco, crediamo di avervi appena dato un buon suggerimento qualora abbiate voglia d’imbattervi in un incubo notturno.

La dura legge del gol

Il forcing partenopeo si mantiene su buoni livelli. L’occasione che spalancherebbe al Napoli le porte della finale capita sui piedi di Osimhen, ma il nigeriano fallisce il tap in vincente, su assist di Demme, e si lascia ipnotizzare da Gollini.

È il preludio al più classico dei motti che, da sempre, animano il calcio. Gol sbagliato, gol subito. Scampato il pericolo, infatti, l’Atalanta trova il terzo gol in una delle sue sortite offensive di alleggerimento.

È ancora di Pessina, alla sua seconda rete della serata, la firma che fa male al Napoli. E che, forse, chiude in maniera definitiva l’esperienza sulla panchina azzurra di Gennaro Gattuso.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 10 Febbraio 2021 e modificato l'ultima volta il 17 Febbraio 2021

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