martedì 2 marzo 2021
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ATALANTA VS NAPOLI

1-1 del Pipita che sbaglia un rigore al 91′

Sport | 30 Ottobre 2014
foto Saso Arts Design
foto Saso Arts Design

Vittoria gettata alle ortiche per il Napoli, ospite dell’Atalanta a Bergamo, nel segno del Pipita Higuain, nel bene e nel male.

Nel bene perché è una sua magia a regalare il pari agli azzurri all’85’;e nel male perché purtroppo è sempre lui a fallire il rigore(fischiato per fallo su Zapata) della probabile vittoria, al 91′.

I rigori, si sa, molto spesso si segnano, a volte si sbagliano e altre volte si parano addirittura… fa parte del gioco. Una nota canzone di De Gregori dice che non è da questi particolari che si giudica un giocatore, né tanto meno una prestazione, aggiungiamo noi.

Sì, la prestazione: questa sconosciuta. Molti infatti, avviliti da un pari modesto, hanno forse perso di vista la qualità ritrovata del gioco del Napoli, un Napoli che nelle ultime due gare ha avuto un possesso palla schiacciante rispetto all’avversario, un predominio territoriale, una gestione del gioco e una mole di palle gol prodotte da far impressione soprattutto se paragoniamo tutti questi elementi alle prestazioni quasi imbarazzanti viste in precedenza.

A dirla tutta poi, per come si era messa, in altri tempi questa partita l’avremmo addirittura persa, anche avendo subito un solo schifosissimo tiro in porta, e invece oggi abbiamo quasi “rischiato” di vincere…

Di certo nel calcio non si vince con le statistiche e né con le percentuali a favore, per ottenere i tre punti devi buttarla dentro almeno una volta in più del tuo avversario, ma non possiamo lasciare che sia sempre e solo il risultato a definire la qualità del gioco espresso, non può essere un rigore segnato o parato a modificare il giudizio complessivo su una partita, né tanto meno su un campione.

Il Napoli la vittoria l’avrebbe meritata tutta stasera, forse fa bene sottolinearlo. Non si possono leggere certi commenti sul rigore sbagliato (ma anche parato, in verità) da Higuain, dimenticando che razza di gol lo stesso Pipita aveva segnato pochi minuti prima salvandoci il culo da una sconfitta ormai quasi certa, e soprattutto dimenticando che, anche stasera, il migliore in campo tra gli avversari è stato il portiere, come spesso, troppo spesso, ci accade.

Sarà che con alle porte la super sfida contro la Roma al S.Paolo chi scrive vuol vedere il bicchiere mezzo pieno, ma noi preferiamo parlare di un ritrovato Hamsik, che conferma una buona prestazione dopo quella suggellata dalla doppietta contro il Verona, di un centrocampo magari non velocissimo nello smistamento delle centinaia di palle gestite ma sicuramente più tenace e volitivo, di un ottimo lavoro sulla catena di sinistra e tutto sommato anche su quella di destra, di un reparto difensivo quasi mai in affanno, con un gol beccato sostanzialmente per colpa di un singolo, Albiol, che salta contro tempo lasciando gioco facile a Denis, il solito ex, che segna un immeritatissimo vantaggio a due passi dalla porta.

Insomma, a noi questo Napoli è piaciuto e fa rabbia dover ammettere di essere ancora tanto in credito con la fortuna: non è possibile che ogni portiere contro di noi divenga una specie di supereroe, un muro insormontabile pronto a franare poi per il primo alito di vento alla partita successiva, fateci caso.

Intanto anche stasera abbiamo sentito i tifosi bergamaschi ricordare al mondo- inutilmente- di non essere napoletani: forse vi piacerebbe, cari atalantini, ma napoletani non lo siete, non lo sarete mai… e lo sappiamo, tutti lo sanno, non serve che lo cantiate in coro.

Ci pensano sugli spalti dello stadio “atleti azzurri d’italia”- e sarebbe strano il contrario, visto che lì eravamo in campo-  ma pare che ci abbiano pensato pure da quelli dell’Olimpico di Roma: i cori sul solito, vecchio Vesuvio, dicono, e quegli “odio Napoli” che rischiano di surriscaldare anzitempo l’ambiente- manco ce ne fosse bisogno- in vista della sfida di sabato prossimo.

Dal canto nostro, speriamo che sabato venga ristabilita la dovuta parità nel conto aperto che  gli azzurri hanno con la fortuna, con la quale ,anzi, ci indebiteremmo pure volentieri. Per il conto aperto invece con i romanisti, purtroppo, non c’è niente da fare: noi non andiamo allo stadio con le pistole, e ci mancherebbe pure, noi siamo napoletani… noi!

Floriana Tortora

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 30 Ottobre 2014

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