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AZIONI SOLIDALI

La tombola a distanza di Vico Pazzariello, da Napoli all’Irpinia per sostenere gli artisti in difficoltà

Eventi | 31 Dicembre 2020

Angelo Picone – ‘O Capitano – e Pina Andelora – Perzechella – condividono l’arte e la vita. Sono l’anima delle associazioni Vico Pazzariello e Perzechella che hanno sede nel cuore di Napoli, nel centro antico. Artisti di strada e artigiani, la loro vita è stata travolta e stravolta dalla pandemia.

Con l’impossibilità di fare spettacoli e sostenersi economicamente col proprio lavoro, per i due artisti – subito dopo la fine del lockdown – è arrivato l’ordine di sfratto, le spese da sostenere si accumulavano e le bollette da pagare pure. Angelo comincia così uno sciopero della fame, ma il popolo di Napoli si mobilita per salvare Vico Pazzariello e il teatrino di Perzechella. Tre settimane di azioni, umane e artistiche, per scongiurare la chiusura delle associazioni – potete leggere la storia su Identità Insorgenti – e in nome di quel Panaro Solidale che hanno deciso di calare dal loro balcone per offrire umanità a chi viveva un momento particolarmente difficile.

Il panaro per la prima volta è comparso sotto il campanile di Santa Chiara con una frase: Chi può metta, chi non può prenda . Le parole di San Giuseppe Moscati hanno accompagnato una solidarietà di quartiere, nata dai balconi, quella di chi allunga il suo pasto a un vicino, un piatto di pasta a chi non riesce più a metterlo a tavola. La maniera più semplice per combattere la crisi causata da Covid.

Quell’esperienza si è interrotta il 10 maggio, quando Capitano & Perzechella hanno abbassato nel loro Panaro Solidale l’ultimo pasto caldo, ritenendo giusto spostare l’attenzione – nella Fase 2 – sulle loro Associazioni, continuando di fatto la loro azione di sostegno, offrendo cibo ed ospitalità agli artisticome loro e a tante altre persone che hanno trovato nelle loro sedi associative una casa.

Ebbene oggi questi due Gioiellini della Napoletanità continuano a soffrire, perché quello che doveva essere solo un periodo complesso, si è dimostrato un percorso lungo e doloroso, soprattutto per l’arte e la cultura, duramente penalizzate dalle restrizioni.

Eppure Angelo ‘O Capitano non ha nessuna intenzione di arrendersi a questo stato di cose e così ha realizzato la Tombola a Distanza, quella che di norma si sarebbe tenuta negli spazi di Santa Chiara – a Spaccanapoli – è arrivata invece a Capocastello, per essere condivisa in diretta su Zoom: «L’onda emotiva del Panaro Solidale e il grande abbraccio che ci è arrivato attraverso quella iniziativa, ci hanno consentito di resistere fino ad ora – grazie ai proventi della raccolta fondi – mantenendo un atteggiamento positivo. Nulla però è cambiato, gli spettacoli dal vivo sono ancora vietati, le strade sono vuote e così abbiamo cominciato ad immaginare un evento per le feste. Facciamo la tombola da tanti anni, è la nostra tradizione, il Gioco della Napoletanità».

Si chiama TAD ed è il modo in cui Capitano & Perzechella portano avanti la loro raccolta fondi per sostenere le associazioni e le loro attività: «Ogni diretta su Zoom dura tra i 90 e i 120 minuti, è praticamente un evento privato e per accedere bisogna acquistare pacchetto di 50 cartelle, il minimo. E’ rivolto alle famiglie, ma lo abbiamo allargato anche ai comuni, alle Proloco, ad altre associazioni, alle aziende, agli Enti. Si prenota il giorno e l’ora della diretta, si distribuiscono le cartelle e ci si ritrova insieme anche se distanti. Noi dallo studio conduciamo la tombola, con gli interventi musicali, le performance artistiche, i racconti della smorfia. I premi sono tutti di artigianato artistico, manufatti creati da altri artisti di strada che non stanno lavorando e che intendiamo aiutare. E’ un’azione solidale e allo stesso tempo un momento di convivialità».

Ospite nello studio del Tg Mercurio, l’artista di Vico Pazzariello ha scelto di fare ritorno alle origini, a quelle primissime edizioni di Castellarte che lo hanno visto protagonista – insieme a Pina – sulle salite e in mezzo ai vicoli del borgo: «Abbiamo un legame storico e molto particolare con l’Irpinia, sono stato il primo artista di strada presente all’edizione del 1988 della rassegna e da lì non mi sono più fermato, girando vari paesi. Sono legato a questa terra a filo doppio, sono tanti i progetti per il futuro che vogliamo portare avanti, tra questi c’è la Casa della Cultura Popolare a Roccabascerana. Avremo in comodato d’uso una villa del ‘700 dove far nascere una sede distaccata delle nostre associazioni che sono sempre state in città e si spostano adesso verso l’interno. Mi piace l’idea di contribuire alla crescita della provincia, il centro di Napoli sarà una vetrina anche per l’Irpinia, il nostro vuole essere un contribuito alla valorizzazione dei cosiddetti margini che ci impegniamo a far rivivere con l’arte. Qui si può approfondire meglio la tradizione, si possono conoscere storie che si tramandano solo oralmente, incontrare persone che si occupano di artigianato artistico, mettiamo in comune i valori. Sarà entusiasmante ricominciare da qui».

 

 

 

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 31 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Dicembre 2020

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