giovedì 13 dicembre 2018
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BACOLI

Chiusura improvvisa per il Parco Vanvitelliano, impossibile anche visitare la Casina

Attualità, Beni Culturali, Periferie | 10 Set 2018

Una brutta sorpresa quella che ha accolto, questa mattina, gli abitanti di Bacoli, in particolare quelli della già martoriata frazione del Fusaro.

Da stamattina infatti il Parco Borbonico, appartenente al Centro Ittico Campano (società partecipata la cui proprietà è, al 100%, del comune di Bacoli) è stato chiuso senza alcun preavviso. La ragione è una generica “assenza di sicurezza”, e dei lavori di manutenzione e messa in sicurezza della rete elettrica da effettuarsi, sebbene non si sappia ancora quando. La chiusura è a tempo indeterminato nel senso che all’utenza non è dato sapere quando il parco riaprirà, in una totale mancanza di informazioni certe da parte dell’amministrazione.

Il Parco Borbonico, fino ad ora, è stato una meta importantissima per i turisti che visitano i Campi Flegrei: ospita al suo interno, infatti, la Casina Vanvitelliana, il famoso casino di caccia settecentesco dei Borbone. Si tratta, inoltre, di un’importantissima area anche per gli stessi cittadini: il Parco rimaneva infatti l’unico spazio verde di aggregazione presente al Fusaro. Nella stessa zona, negli ultimi anni, era infatti già stato chiuso il Frutteto adiacente al parco che, nonostante proteste, interrogazioni consiliari e mozioni che ne chiedevano la riapertura, rimane sbarrato – anche qui senza ragione reale – da due anni, in stato di sempre maggiore abbandono. Al suo interno, e dunque chiusi e inaccessibili da due anni, ci sono anche il primo (e unico) parco giochi pubblico della città e l’ingresso alla pista ciclabile del Fusaro.

Tra i cittadini e sui social, sono già scoppiate polemiche e proteste per l’improvvisa chiusura, e non si esclude che nei prossimi giorni possano essere organizzate delle iniziative per chiedere la riapertura e la messa in sicurezza del Parco.

Marica Mazzella

Marica Mazzella

Bacolese, classe 1989, laureata in lingue straniere e appassionata di scrittura, attivista da sempre in una terra ardente baciata dagli dei e torturata dagli uomini, collaboro con Identità Insorgenti da anni per raccontare di un sud diverso ma, soprattutto, della mia città.

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