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BAGNOLI

In centinaia all’assemblea popolare: le proposte dei cittadini per l’area

Ambiente, Battaglie, Cultura, Economia, Lavoro, NapoliCapitale, Periferie | 11 Ottobre 2015

bagnoli libera assemblea popolare

Come preannunciato il 30 settembre durante l’occupazione della X Municipalità, il ‘commissariamento popolare’ di Bagnoli ha avuto inizio ieri, e non senza essere ostacolato: la sede concordata in quell’ occasione, ossia gli stessi locali della X Municipalità, è stata con scarso preavviso dichiarata inagibile al pubblico a causa di lavori di cui, da quanto verificato, non è stato reso noto neanche alle forze dell’ordine.

Spostare repentinamente la sede dell’incontro a Villa Medusa Occupata non ha però costituito un deterrente: grande e variegata è stata la partecipazione da parte della cittadinanza, che – chi in qualità di aderente a comitati, chi di membro di spazi sociali, chi al livello individuale – ha cominciato a progettare un programma concreto e costruttivo per ostacolare il commissariamento di Bagnoli e il piano di bonifica previsto dal Governo.

“Con l’articolo 33 dello SbloccaItalia, in sostanza, rientrano dalla finestra tutti i responsabili dell’inquinamento – esordisce Annamaria dell’Assise Bagnoli – Renzi ha commissariato il territorio e così facendo ha fornito una copertura politica alla Fintecna e alla Cementir, aziende legate agli interessi di Lettieri, ma anche ad aziende locali di Faraone Mennella, spianando loro la strada verso una nuova speculazione”.

 

Una speculazione inaccettabile cui fanno, invece, fronte le molte proposte da avanzare: dalla bonifica completa di terreni e fondali a spese degli inquinatori al parco verde e alla spiaggia pubblica prevista da un piano regolatore mai attuato; dalla risoluzione dei problemi di isolamento patiti dagli abitanti dell’area flegrea a causa dell’inefficienza dei trasporti alla piena ripresa di servizi pubblici di primaria importanza, quali la scuola e la sanità, condannati in questo momento più che mai all’abbandono, fino all’istituzione di reali parametri di vivibilità che impediscano ai ‘signori della selvaggia movida notturna’ di bloccare ogni volta un intero quartiere.

 

Ciascun tema è stato poi sviscerato in tavoli specifici. Il tavolo Servizi ha visto la sentita adesione di insegnanti e studenti, così come di membri delle organizzazioni sindacali di aziende di trasporto regionali e locali e di personale ospedaliero del San Paolo. Le criticità emerse sono legate soprattutto all’ipotesi sempre più imminente della privatizzazione e della messa a reddito di strutture pubbliche, una fra tutte l’Istituto d’arte Boccioni, nonché, per quanto paradossale in un quartiere che sconta in incidenza tumorale l’inquinamento subito da oltre vent’anni, alla carenza di servizi sanitari o addirittura alla negazione dell’assistenza stessa, senza tralasciare l’incostanza (se non la totale assenza) dei treni dell’EAV che dovrebbero servire quest’area.

E se, da un lato, alcuni hanno già cominciato ad attivarsi in determinate direzioni, come ha fatto il Consiglio d’Istituto del liceo Labriola redigendo un provvedimento contro lo SbloccaItalia da diffondere e fare approvare anche da altre scuole, o come hanno fatto gli stessi comitati studenteschi individuando nei locali della ex-NATO una possibile soluzione alla problematica dell’edilizia scolastica, dall’altro, c’è anche chi esige  risposte immediate per situazioni emergenziali in caso di terremoto, il cui recente episodio – si ricorda – non ha fatto che confermare le ragioni del comitato NoTriv flegreo.

Sul tema Lavoro, ancora, andrebbe imposto un nuovo modello di sviluppo basato su interessi pubblici: ma, in un panorama privo di prospettive come quello bagnolese, continuano a regnare gli interessi di chi, tra inquinamento acustico, traffico e dubbia ubicazione lungo la linea di costa, fa del lavoro un ricatto, e non qualcosa di utile e dignitoso.

E le attività di bar e discoteche disseminate sulla lunga strada da Coroglio al Dazio, del tutto incompatibili rispetto al tenore di vita a cui ogni quartiere normale dovrebbe avere diritto, non sopperiscono di certo alla mancanza di spazi di aggregazione reale, che, come messo in luce dal tavolo Ambiente/Vivibilità/Urbanistica, può trovare e, in parte, trova già una soluzione nella riappropriazione di spazi abbandonati e disuso, dove poter portare avanti iniziative a carattere sociale: basti pensare, in questo senso, alla riuscita esperienza di sport popolare della squadra di calcio della Lokomotiv Flegrea, ormai presente sul territorio da due anni.

 

Un nuovo processo di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali che li riguardano sta, insomma, prendendo vita: “Il grosso del lavoro, però, – conclude Lorenzo del Lido Pola – starà nel dare continuità e costanza a quanto comitati e cittadinanza hanno avviato oggi”.

Il prossimo appuntamento con la costituente di Bagnoli Libera è fissato per sabato 24 ottobre nei locali della X Municipalità, e questa volta non ci sarà inagibilità che possa tenerne i partecipanti fuori: dopo un’affluenza di oltre 200 persone, è palese che la decisionalità sul futuro di quest’area spetti di diritto a chi ne conosce i bisogni reali, a chi “Bagnoli la vive e la soffre”.

Francesca Fichera

Tratto da Natacittà.org

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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