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SUL MESSAGGERO VENETO

“Niente bambolotti neri al nido”. A Codroipo, in Friuli, l’amministrazione cancella “altre culture” dal regolamento

Italia, Razzismo | 2 Dicembre 2018

E’ nato nu criaturo niro, niro
e ‘a mamma ‘o chiamma Ciro,
sissignore, ‘o chiamma Ciro
Seh! gira e vota, seh
Seh! vota e gira, seh
Ca tu ‘o chiamme Ciccio o ‘Ntuono,
ca tu ‘o chiamme Peppe o Ciro,
chillo, o fatto, è niro, niro,
niro, niro comm’a che!

(Tammurriata nera, Nicolardi-E.A.Mario (1944)

 

A Codroipo, paesino di 16mila anime in provincia di Udine, in Friuli, l’amministrazione di destra, secondo il Messaggero Veneto, “toglie i bambolotti di pelle scura e gli strumenti musicali stranieri dal nido” per “non influenzare l’educazione dei bambini”.

Il regolamento vecchio e quello mai passato in consiglio

Secondo quanto racconta il giornale, nel consiglio comunale del 29 novembre scorso la giunta di destra avrebbe levato il riferimento alle possibilità, per i bambini di diverse culture, di accogliere bimbi anche con bambole dalla pelle scura nel nido comunale “Mondo dei Piccoli”. Cosa che, per giunta, avrebbe arricchito l’unico riferimento all’integrazione, contenuto nel vecchio regolamento, all’articolo 1, Finalità. quando si parla del Comune che aiuterà le famiglie e la scuola “a integrare le differenze ambientali e socio-culturali dei piccoli”.( Qui il regolamento vecchio. )

L’emendamento correttivo della maggioranza di Destra

Nel nuovo si prevedeva, infatti, che il nido potesse avere ad accogliere i piccoli anche giocattoli “che facessero riferimento alle diverse culture e alla cultura di provenienza”. Invece, racconta il Messaggero Veneto, ben 4 capogruppi di maggioranza (di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Viviamo Codroipo per il Centrodestra) hanno presentato un “emendamento correttivo” per cancellare questo passaggio”.

Ora il nuovo regolamento sul sito del comune di Cordoipo non c’è. L’unica cosa sul nido che abbiamo trovato era l’ultimo punto all’ordine del giorno  del consiglio del 29 novembre: “Modifiche al Regolamento del nido d’infanzia comunale per adeguamento alle disposizioni di legge riguardanti l’istituto dell’accreditamento dei servizi per l’infanzia”. Cioé le norme per accedere, entrare al nido, rivolte ai genitori.

E ci piacerebbe comunque leggere cosa ne è uscito.

Il Pd di Udine si sveglia

Una storia che ha dato il là al Pd di Udine con Vincenzo Martines, consigliere comunale di Udine, addirittura a chiamare in causa la civiltà friulana…: “Tutta la civiltà friulana – tuona infatti – viene ridotta a spazzatura dalla “bravata” della destra codroipese. Non si capisce perché con una capriola cultural-sociale la Destra abbia voluto inibire l’uso di giocattoli che rimandino alle altre culture. Il colore della pelle, per i bambini che crescono fino da piccoli in comunità, non è un problema. Condividono la quotidianità con la massima naturalezza indipendentemente da chi hanno di fronte. A meno che qualcuno (un adulto) non glielo faccia notare. I facinorosi amministratori di Codroipo pensano forse, che la differenza di colore non si veda. Se c’è nei bambolotti allora emerge in modo troppo evidente e intanto i bambini veri, quelli in carne e ossa, sanno gestir le differenze tra di loro molto meglio degli adulti di cultura destrorsa. Ormai la deriva della Destra da tempo ha preso una china pericolosa negli equilibri della nostra società, ma sorprende che la comunità friulana possa accettare che una scrittura dal linguaggio burocratico, sotterri la natura civile della nostra terra. C’è oramai davvero da preoccuparsi”.

La difesa del sindaco: “Copiato dalla Lega”

Per una volta ci verrebbe voglia di dare ragione al Pd, se non fosse co-responsabile di questa deriva…. Marchetti, il sindaco, dal canto suo si difende. Dice che non è compito del sindaco occuparsi di discriminazioni nè di doverlo fare attraverso il regolamento del nido. Poi confessa di aver copiato il regolamento dell’asilo comunale di Monfalcone…

(Ps: Ricordandoci che nella vita ci è passato tra le mani parecchi decenni fa anche un Cicciobello nero, noi da qui giù, che è pure tempo di Natale, sorridiamo. Perché le statuine dei piccoli mori e di quei Re Magi dalla pelle scura, i riferimenti a altre culture insomma, i nostri bambini li vedono normalmente a casa propria, sul presepe, da quando sono neonati. Da diversi secoli..).

Lucilla Parlato

 

Lucilla Parlato

Giornalista da sempre, ho iniziato a Napoli per poi emigrare a Roma, dove ho lavorato nella carta stampata, in tv a Mediaset e sul web a Sherpa-Tv (web tv di area Pd) oltre ad aver svolto negli ultimi anni capitolini ruoli di capo ufficio stampa in diverse istituzioni. Poi sono tornata a casa, a Napoli, cinque anni fa per fondare Identità Insorgenti, con un gruppo di amici, uniti dalla volontà di offrire un’altra narrazione del Sud.

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