sabato 15 dicembre 2018
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BANDI ALL’ITALIANA

Cinema, professionisti-selezionatori “a gratis”: così il Ministero sceglierà i film da finanziare

Cinema, Cultura | 10 Ottobre 2018

Con un bando a cui dovranno rispondere inviando le loro candidature, il Ministero per i beni e le attività culturali (Direzione Generale Cinema) recluta la squadra di professionisti che dovranno compilare le schede di valutazione per l’assegnazione dei contributi selettivi per la scrittura, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione nazionale ed internazionale di opere cinematografiche ed audiovisive.

Si tratterà, per i candidati, di compilare delle schede, facendo sostanzialmente l’analisi delle sceneggiature, dei soggetti e dell’altro materiale che i produttori, i cineasti e i documentaristi hanno inviato al Ministero per ottenere il finanziamento pubblico, ravvisando, lì dove siano presenti, elementi di artisticità e d’interesse culturale.

Su queste schede la successiva commissione di esperti (in numero di 5) di “chiara fama”, nominati direttamente dal Ministero, dovrà cominciare ad orientarsi per poi stabilire a quali progetti attribuire i fondi.

Un lavoro particolarmente importante (perché spesso unica strada per un film, un documentario o un cortometraggio, d’essere sviluppato ed eventualmente portato alla realizzazione), che il Ministero, così recita il bando, ed è questa la notizia che lascia sgomenti, ha deciso incredibilmente di non pagare.

Sì, al momento non è previsto alcun emolumento o gettone per chi dovrà studiare e analizzare i vari materiali e alla fine redigere le schede (si pensi che una sceneggiatura in media può andare dalle 80 alle 130 pagine).

 

Ma si può pensare oggi di assegnare un lavoro di consulenza così impegnativo e qualificato a persone che opereranno a titolo gratuito? Ci si chiede perché dovrebbero farlo? Saranno sufficientemente motivati per operare con la dovuta attenzione e serietà? Accettando di non ricevere compenso, i candidati scelti saranno veramente in grado di svolgere questo lavoro? Se non lo saranno, le loro schede come condizioneranno gli esperti di “chiara fama”?

In sostanza, siamo sicuri che questa fase propedeutica venga correttamente espletata? Sono queste solo alcune delle domande che questa miope strategia ministeriale solleva.

Domande alle quali andrebbe data una risposta, sia perché appare francamente incredibile che lo Stato chieda per un impegno così importante una prestazione gratuita (qui siamo oltre il lavoro nero, il lavoro a cottimo, oltre la prestazione occasionale, siamo al puro sfruttamento delle competenze), sia perché, e mi sembra forse questo l’aspetto più importante e dirimente, non appare rispettoso di tutti quei professionisti che hanno investito il loro tempo, le loro energie, la loro professionalità, la loro passione, in molti casi mesi e mesi di lavoro, per elaborare i loro manufatti artistici. Crediamo sia a loro che si debba innanzitutto una risposta. E crediamo che vada data a stretto giro, perché la giostra sta per mettersi in moto.

Argo

 

In allegato: Avviso pubblico per la realizzazione di schede sulla qualità artistica e il potenziale di diffusione dei progetti presentati

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