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BANDI INTERNAZIONALI

Partita la procedura per trovare il nuovo Direttore di Pompei

Beni Culturali | 18 Settembre 2020

Una conferenza stampa lampo sulla piattaforma Zoom e in diretta sulla pagina facebook del Mibact per annunciare il bando internazionale che porterà alla scelta del nuovo direttore generale del Parco archeologico di Pompei. Il ministro Dario Franceschini, insieme al nuovo direttore generale dei musei, Massimo Osanna, ha reso noto pubblicamente che il bando aperto il 16 settembre si chiuderà il 3 novembre 2020 e la nuova nomina avverrà entro marzo 2021.

Il bando sul sito Mibact e sull’Economist: si valuta curriculum, competenza, qualità e progetto

“Saranno valutati curricula, competenza, qualità e il progetto che il candidato metterà in campo per candidarsi a fare il direttore e non certo la nazionalità” , tiene a specificarlo Dario Franceschini a causa della polemica sorta in seguito alle prime nomine post riforma di direttori stranieri e non italiani. Il bando è stato già pubblicato sulle pagine dell’Economist e sul sito del MiBACT.

Gli interessati possono presentare domanda fino al prossimo 3 novembre seguendo le istruzioni al link https://www.beniculturali.it/pompeii-selection  . Le candidature verranno esaminate da una commissione di valutazione,  composta da cinque membri di esperti nominati dal ministro. Da una prima decade di candidati ammessi a colloquio verrà selezionata una terna di nominativi da sottoporre al Ministro per la scelta finale. La data di conclusione della procedura e la conseguente nomina del direttore è il 31 marzo 2021.

Al Parco archeologico di Pompei afferiscono l’Antiquarium di Boscoreale, l’area archeologica di Villa Sora a Torre del Greco, l’area archeologica di Pompei, il Castello di Lettere, il parco archeologico di Longola a Poggiomarino, l’ex Real Polverificio borbonico a Scafati, la Reggia del Quisisana e gli scavi archeologici di Stabiae a Castellammare di Stabia, gli scavi archeologici di Oplontis a Torre Annunziata e il sito archeologico di Villa Regina a Boscoreale. Il direttore avrà un incarico a tempo determinato di quattro anni rinnovabile per un ulteriore quadriennio e riceverà un compenso annuo lordo di 148.837,25 euro più un eventuale premio di risultato pari ad un massimo di 40.000 euro.

Una procedura trasparente aperta agli stranieri

“Una procedura aperta e trasparente che non ha eguali nel mondo e che ha portato alla selezione e alla scelta, com’era naturale, di direttori italiani ma anche non italiani” – afferma il Ministro.

I numeri del “grande riscatto Pompei”

Snocciola numeri, Dario Franceschini, mentre risuona la sua frase più nota quando parla di Pompei definendola “storia di grande riscatto” e continua dicendo, come più volte ribadito, che “nel 2014 quando sono arrivato al Mibact [Pompei] era sinonimo di crolli e di scioperi, oggi è un modello”: in questi anni c’è stata la realizzazione di 50 chilometri di colmi murari, 30.000 metri cubi di murature, 10.000 metri quadri di intonaci, 2,7 chilometri di messa in sicurezza dei fronti di scavo e oltre 2000 metri quadri di superficie indagata. E ancora, 781 imprese coinvolte, 30.000 metri cubi di materiale di scavo rimosso nel corso dell’intervento (lapilli, cenere, terreno) e 4 chilometri di itinerario facilitato per persone con difficoltà motorie. Gli edifici restaurati dall’inizio del Grande progetto Pompei sono stati 45.

Visitatori in calo del 70% per il Covid ma in recupero

I visitatori registrano invece un calo del 70% in questo 2020: 130mila visitatori ad agosto 2020, a fronte dei 431mila dell’agosto 2019. Ha pesato molto l’assenza del turismo internazionale ma si registra in ogni caso un segnale importante della voglia di visitare Pompei in numeri che fanno ben sperare: 19mila ingressi a giugno (erano 430mila nel 2019), oltre 56mila a luglio (448mila nel 2019) e 129.321 ad agosto. “Sono numeri che indicano una ripresa”, – dice Franceschini, anche se il totale dei visitatori di questi mesi eguaglia quasi un solo mese di visitatori del 2019.

Il resoconto di Massimo Osanna

“Lascio Pompei in una situazione ben diversa da quella in cui l’ho trovata nel 2014 – dice Massimo Osanna, che resta Direttore ad interim del Parco archeologico –  e non è solo merito del sottoscritto ma di un lavoro di squadra che è avvenuto non solo con i funzionari ma anche con tutte le forze in campo a cominciare dal Governo. Ma c’è stata anche una nuova capacità di dialogare con il territorio, con tutte le forze che lavorano sul territorio, con il pubblico, i visitatori ma anche con le istituzioni come la procura di Torre Annunziata con cui abbiamo attivato un protocollo per contrastare gli scavi clandestini , un problema endemico nel territorio vesuviano già nei secoli passati. Si è fatta rete con i Comuni: dopo 40 anni che se ne parla riusciamo ad aprire il museo di Stabia nella Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia. Quello che spero il mio successore continuerà è una attenzione alla manutenzione programmata, una cosa che a Pompei per decenni è mancata e che noi abbiamo attivato da due anni, la cui mancanza ha creato premesse per la necessità di un Grande Progetto. Con la manutenzione programmata non dovremo più ricorrere tra 10 anni a fondi speciali e a grandi progetti con interventi straordinari. Le basi ci sono anche se c’è ancora tantissimo da fare.

Oltre Pompei: l’attenzione per i siti minori del Parco e l’adeguamento degli scavi ai nuovi flussi di visitatori

“Pompei non è solo Pompei ma una serie di siti straordinari come Oplontis, Stabiae, Boscoreale. – continua Osanna – Da poco abbiamo acquisito il polverificio borbonico di Scafati, tutte aree che meritano attenzione e spero che chi verrà dopo di me prenderà spunto da ciò che è stato fatto, metterà in sicurezza e valorizzerà gli altri siti. C’è tantissimo lavoro ancora da fare sull’adeguamento ai nuovi flussi di visitatori che speriamo torneranno numerosi, bisogna riadeguare gli ingressi – abbiamo solo cominciato durante il lockdown  a ristrutturare accessi, bagni, gli ingressi, visitor center, eccetera – ma bisogna continuare a rendere adeguate strutture nate negli anni ’80 con un flusso totalmente diverso da oggi, ovviamente parliamo di quelli che c’erano fino al 2019 e che speriamo ritornino”.

Durante l’interim di questi pochi mesi, dice Osanna, “Io porterò avanti i restauri con i 5 grandi cantieri aperti: villa di Diomede, Casa delle Nozze d’argento, la casa di Cerere, le fortificazioni. Partirà tra poco con fondi CIPE un progetto enorme di messa in sicurezza dell’insula Meridionalis , cioè tutto il fronte a sud di Pompei che è molto critico che è stato stralciato dal Grande Progetto proprio perché non rientrava per tempistica nei tempi del Grande Progetto, un grande impegno che occuperà chi mi succederà”.

La Buffer zone: lo Spolettificio di Torre Annunziata

Ci saranno investimenti anche sulla cosiddetta buffer zone: “Ci sono all’attenzione del Ministero una serie di finanziamenti che sono destinati alla buffer zone, come lo Spolettificio di Torre Annunziata che è un grandissimo progetto che sarà finanziato e  che significherà una riqualificazione urbana di un settore enorme dell’area vesuviana che è appunto Torre Annunziata ma anche nuove possibilità per la villa di Oplontis che è uno di quei siti che soffre tutt’ora di una situazione urbanistica degradata intorno con una difficoltà di essere raggiunta, difficoltà che derivano dalla mancanza di parcheggi, ecc. ” – conclude Osanna.

La sfida: rendere la zona intorno agli scavi all’altezza del lavoro fatto nel sito

In chiusura di conferenza, Franceschini tiene a specificare che: “La parte scavi è una parte che è impostata. C’è molto da continuare a fare e i lavori sono già finanziati ma la vera sfida sarà intorno a Pompei: le infrastrutture, i punti di accesso, i collegamenti, la mobilità , i trasporti , il tema della hub ferroviaria. Questa è la seconda parte della sfida che durerà nel tempo ma che consentirà davvero di fare un grande lavoro che affianca quello fatto nel sito archeologico”

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 18 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 18 Settembre 2020

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