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BARACCONI ITALICI 2

Salone del libro di Torino: dopo le indagini per peculato, interrogatori secretati

Attualità, Italia, Libri | 26 Maggio 2015

salone libro torino

E se anche la Fiera del Libro di Torino fosse un baraccone italico? Certo è che al momento pende un’accusa di peculato sul presidente della Fondazione per il Libro, Rolando Picchioni, indagato dalla Procura di Torino. Qualche giorno fa la sede della Fondazione è stata perquisita da carabinieri e finanzieri della squadra di polizia giudiziaria del Palazzo di Giustizia, prelevando fatture e altra documentazione. Il procedimento è coordinato dai pm Andrea Beconi e Gianfranco Colace.

Rolando Picchioni è il presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura, che gestisce la parte culturale del Salone Internazionale del Libro di Torino e altre iniziative.

Il sindaco di Torino Piero Fassino, subito si è affettato a sostituirlo con nuove nomine Si tratta di Giovanna Milella, giornalista e conduttrice tv, e Giulia Cogoli, un passato in Mondadori, ideatrice e direttrice per le prime dieci edizioni del Festival della Mente di Sarzana, direttrice del festival di antropologia culturale Pistoia – Dialoghi sull’uomo, da un anno nel Cda della Fondazione per il Libro, a cui è stato affidato il compito di rilanciare e proiettare nel futuro la manifestazione.

Picchioni comunque è accusato di aver fatto emettere false fatture a persone compiacenti che incassavano il denaro dalla fondazione e poi lo giravano a lui trattenendosi una percentuale. False fatture per distrarre fondi dal bilancio del Salone del Libro. L’inchiesta che risale fino ai tre anni passati è coordinata dai pm Gianfranco Colace e Andrea Beconi e condotta dai carabinieri della Procura di Torino. L’avviso di garanzia per Picchioni arriva a soli quattro giorni dalla chiusura della kermesse del Lingotto e in piena fase di successione ai vertici della Fondazione che da oltre quindici anni ormai sono occupati dalla coppia Picchioni-Ferrero.
L’avvocato Gianpaolo Zancan che con la figlia Valentina difende l’onorevole Rolando Picchioni dichiara: “Il mio assistito è del tutto estraneo ai fatti che gli vengono contestati è ovviamente disponibile a rispondere alle domande degli inquirenti, l’avviso di garanzia non dà alcun riscontro sugli elementi probatori da cui è partita l’indagine”.

In questi giorni è prevista l’audizione di Picchioni da parte della procura. Ma intanto l’ombra sul Salone del Libro è scesa e come se non bastasse proprio questa mattina  è stato interrogato per un’ora e mezza come persona informata dei fatti Giuliano Soria, l’ex patron del premio Grinzane Cavour  travolto a sua volta da una vicenda giudiziaria in seguito alla quale è stato condannato in secondo grado a 8 anni e 3 mesi nel marzo scorso.

Ebbene – questo il colpo di scena – l’interrogatorio è stato secretato. Soria uscendo dall’ufficio del pm Colace si è limitato a un commento in fondo perfido: “Mi fa tenerezza, nel senso della solidarietà umana, che un uomo di 79 anni si trovi in un guaio di questo tipo”.

A noi però non fa nessuna tenerezza il fatto che stiamo parlando ancora una volta di soldi pubblici, per una fondazione che vede sì Picchioni presidente del Cda ma vere come presidenti e vicepresidenti Piero Fassino, sindaco di Torino e Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 26 Maggio 2015 e modificato l'ultima volta il 26 Maggio 2015

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