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BASILICATA

Il governatore del Pd Pittella ai domiciliari: avrebbe favorito assunzione nei concorsi all’Asm e al Crob

Basilicata | 7 Luglio 2018

Bufera sulla Regione Basilicata e sul Pd con due arresti in carcere, quello di Maria Benedetto, dirigente amministrativa e Pietro Quinto commissario dell’Asl Materana; 28 indagate ed agli arresti domiciliari,fra cui, Marcello Pittella, governatore della Basilicata, più altri 8 con l’obbligo di dimora.

Questo il risultato dell’indagine coordinata dalla procura provinciale di Matera e condotta dalla Guardia di Finanza del capoluogo lucano.

Secondo l’ANSA nell’ordinanza di arresto firmata dal gip di Matera Angela Rosa Nettis è scritto: «Il “deus ex machina’ della “distorsione istituzionale” che si è verificata nella sanità lucana è il presidente della regione Marcello Pittella. Lo scrive il Gip di Matera Angela Rosa Nettis nell’ordinanza d’arresto per il governatore della Basilicata sottolineando che Pittella “non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza” della sanità regionale, “ma influenza anche le scelte gestionali” delle Asl “interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali” tutti da lui nominati»

Nel corso della conferenza stampa il procuratore capo di Matera, Pietro Argentino, ha detto che il sistema sanitario della regione è stato usato per «interessi privatistici e logiche clientelari». Pittella, in particolare, è stato accusato di aver raccomandato l’assunzione di persone nella sanità regionale, facendo richieste ai dirigenti da lui nominati in quanto presidente di regione. Le raccomandanzioni, hanno specificato i magistrati, provenivano tra gli altri da ambiti “religiosi”.

Le misure di applicazione di misure cautelari sono state richieste per numerosi episodi contro la pubblica amministrazione, fra cui abuso, rivelazione aggravata di segreti d’ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso ideologico in atti pubblici, truffa aggravata e continuata in danno dell’Asl di Matera, turbata libertà degli incarichi.

L’indagine della Guardia di finanza, sostiene il giudice, ha portato alla luce «un sistema di corruzione e asservimento della funzione pubblica a interessi di parte di singoli malversatori» su richiesta di una «moltitudine di questuanti» che sono l’espressione di «pubblici poteri apicali». Questuanti che si «interfacciano tra loro in uno scambio reciproco di richieste illegittime e promesse o dazioni indebite». La ratio che muove ed è al centro di questo sistema, scrive ancora il giudice, è «sempre la stessa»: vale a dire «la politica nella sua sempre più fraintesa accezione negativa e distorta, non più a servizio della realizzazione del bene collettivo ma a soddisfacimento dei propri bisogni di locupletazione e di sciacallaggio di potere e condizionamento sociale». È la politica infatti «che condiziona pesantemente» la gestione delle Asl lucane «ed in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità». E questo «non solo al fine di ampliare il consenso elettorale ma anche allo scopo di `scambiare´ favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania». E se questo è il quadro, conclude il gip, il «deus ex machina di questa distorsione istituzionale» è proprio il governatore Marcello Pittella.

Nell’inchiesta della Procura di Matera che ha ad oggetto «la mercificazione della funzione pubblica, la spartizione partitocratica degli incarichi e dei posti messi a concorso nel settore attenzionato della sanità pubblica, che offre uno squallido e disarmante spaccato i cui protagonisti con disinvolta facilità di muovono con un malinteso senso di impunità», spicca, a parere del gip Angela Rosa Nettis, la figura del governatore Marcello Pittella «che detta le sue regole partitocratiche, trasmette i suoi elenchi, le sue liste `verdi´, le sue direttive; non si sente molto nelle intercettazioni perché è accorto, le sue direttive sono sempre mediate, ma nulla si muove senza i suoi diktat, senza il suo suggello».

Pittella, 57 anni, è medico ed è il fratello del senatore del PD Gianni Pittella. È presidente della Basilicata dal 2013, una regione di cui è consigliere dal 2005, dopo esserne stato assessore alle attività produttive per circa due anni, tra 2012 e 2013. In precedenza era stato sindaco di Lauria, in provincia di Potenza. Pittella è stato iscritto ai Democratici di sinistra e successivamente al Partito Democratico.

L’indagine è partita nel 2016 su denuncia di un ex dipendente della Cooperativa “Croce Verde Matera”. Gli investigatori sono convinti di aver svelato, già nelle intercettazioni telefoniche ed ambientali nell’ambito di questo primo filone, un sistema di corruzione nei concorsi pubblici all’Asm e al Crob, nel quale sarebbe coinvolta anche l’Azienda sanitaria pugliese, per l’inserimento di un raccomandato di Vito Montanaro, direttore generale dell’Asl di Bari, anch’egli indagato ed ai domiciliari.

Non mancano i nomi di suggeritori di raccomandazioni: politici e alti religiosi, nessuno dei quali, però, è indagato perché, al di là del caldeggiare assunzioni di persone, non hanno alcuna complicità nel sistema.

Infine la presunta corruzione a carico di Pietro Quinto, per incarichi a una ditta edile e gli intrecci con un professore di Diritto amministrativo di Bari, dove il figlio del commissario Asm si è recentemente laureato.

I capi d’accusa in totale sono 32, tutti suffragati da importanti indizi di reato. Intanto l’avvocato Vincenzo Montagna, difensore di fiducia di Pietro Quinto, ha annunciato le dimissioni del suo assistito dall’incarico di direttore generale dell’Asm mentre, i poteri del governatore sono passati all’assessore regionale Flavia Franconi, sua vice, che ha esordito nell’incarico presiedendo la riunione che era stata già convocata ieri mattina, con all’ordine del giorno vari provvedimenti.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Luglio 2018 e modificato l'ultima volta il 7 Luglio 2018

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