lunedì 20 maggio 2019
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BASKIN

Basket e Inclusione. Lo Sport che dà una possibilità a tutti

Sport | 15 Maggio 2019

Si chiama Baskin la disciplina che coniuga Basket e Inclusione.

Cos’è il Baskin

Il Baskin nasce a Cremona nel 2003 da un’idea dell’ingegnere Antonio Bodini ed il docente di Educazione Fisica Fausto Capellini.

Come precedentemente detto, le occasioni di mettersi in gioco nello Sport per i portatori di handicap sono davvero poche e limitanti.

Pertanto, il primo scopo del Baskin è proprio quello di offrire a tutti le stesse possibilità, indipendentemente dal grado di disabilità fisica o mentale, superando pietismi di sorta, consci del fatto che la vera integrazione si ottiene abbattendo le barriere culturali prima di quelle fisiche.

L’atleta con disabilità, differentemente da altri Sport, non solo entra a far parte di una squadra pienamente ma ne diventa addirittura elemento di punta, grazie ad un rimaneggiamento del classico regolamento del Basket dilettantistico.

L’agonismo spinge l’atleta a superare i suoi limiti, a mettersi in luce e brillare con le sue vulnerabilità, che sono punti di forza in questo Sport e non ostacoli insormontabili.

Sebbene nasca in contesti scolastici, ben presto si diffonde anche al di fuori della Scuola, prendendo piede rapidamente in tutta Italia e persino in Europa.

Il MIUR, impegnandosi per la promozione e la diffusione del baskin nelle scuole, firma un protocollo d’intesa con l’Associazione Baskin ONLUS.

Ad oggi, il Baskin fa parte delle Associazioni Benemerite riconosciute dal Comitato Italiano Paraolimpico.

Il concetto di abilità nel Baskin

In ogni Regione d’Italia è ormai possibile praticare il Baskin, Sport che ha come base il Basket ma con qualcosa in più.

Le squadre sono composte da giocatori normotipici e diversamente abili, e bisogna fare più punti possibili centrando il canestro come nel Basket ma, diversamente da questo, che è uno Sport elitario, ogni giocatore, nella sua specificità, è spinto a mettersi in gioco al massimo delle sue possibilità, senza pietismi né agevolazioni.

Le disabilità possono essere fisiche o mentali, non ha importanza. Ciò che conta è dare il meglio di sé e lavorare con lo spirito di squadra proprio della Pallacanestro.

Nessuna barriera di età, di genere sessuale né di alcun tipo, dunque.

Il Baskin a Napoli

Siamo andati a parlarne con Vittorio Scotto di Carlo, referente in Campania di questo meraviglioso progetto, presso la palestra dell’Istituto Salesiano in Via Don Bosco 8.

Vittorio è un insegnante di sostegno di area motoria che ha lavorato per un periodo in Toscana, rendendosi conto che per i ragazzi disabili le possibilità di praticare Sport sono realmente pochissime.

Un giorno, si trova ad assistere ad un allenamento di Baskin e ne resta folgorato. Decide che deve tornare a Napoli e portarsi dietro questa bellissima esperienza.

Quindi,  nel 2018 fonda, insieme al Coach Stefano Argento e il professore Mauro Rotunno, la prima ASD di Baskin in Campania.

In Campania, l’Associaione Baskin Napoli vede il sostegno di vari gruppi, tra cui i Charlatans.

Gli allenamenti si tengono in sabato, presso la palestra dell’Istituto Salesiano in Via Don Bosco 8.

MISSION

Dal sito ufficiale dell’associazione:

L’Associazione intende perseguire le seguenti finalità:
– diffondere una cultura dello sport orientata all’integrazione tra persone normodotate e persone “diversamente abili”;
– promuovere e diffondere il Baskin (basket inclusivo o generalizzato);
– attivare iniziative sportive (soprattutto nella disciplina del basket) che permettano l’integrazione fra normodotati e diversamente abili, ponendo particolare cura alle dinamiche relazionali e psicomotorie;
– organizzare attività di spostamento tramite accompagnatori dei diversamente abili per l’attività del Baskin;
– favorire una fruibilità dello sport promuovendo l’abbattimento di barriere e rendendo accessibili i luoghi.

Inoltre, sempre dal sito, è possibile visionare il regolamento di gioco.

Uno Sport per tutti

Ciò che ci ha colpito particolarmente, a parte l’incredibile affluenza, è stato notare un canestro posto più in basso rispetto a quello “regolamentare”.

Vittorio ci ha spiegato che quello è un canestro per soggetti paraplegici, che in questo modo hanno la possibilità di cimentarsi esattamente come tutti gli altri.

La cosa che più ci è piaciuta è il sovvertimento del paradigma sportivo della performance legata all’eccellenza fisica.

L’agonista entra in campo, nel Baskin, col suo bagaglio umano che non è zavorra, ma peculiarità.

UN PROGETTO OLTRE LO SPORT

Ad ottobre, a Napoli partirà il terzo corso di formazione per docenti ed il secondo corso per allenatori, questo perché IL Baskin trova il suo habitat naturale sia in ambito scolastico che in quello sportivo.

Invitiamo tutti i lettori a sostenere le iniziative del Napoli Baskin -che ha anche una pagina Facebook- ed a recarsi personalmente al centro per assistere e, perché no, provare un allenamento di questa meravigliosa disciplina, di cui sentiremo sempre più parlare.
Drusiana Vetrano
Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 15 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 15 Maggio 2019

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