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BENI DA SALVARE

Edenlandia: “montagne russe” sulla pelle dei lavoratori

Battaglie, Infrastrutture e trasporti, Lavoro, NapoliCapitale | 3 Agosto 2015

edenlandia anni settanta

Edenlandia di Napoli è il parco di divertimenti a tema più antico d’Europa.

Intere generazioni, dal 1965, sono cresciute con le emozioni regalate dalle sue atmosfere magiche, i giochi, le mitiche “graffe”.

Dopo il boom degli anni ’70 e ’80, nel 2011 il fallimento e due anni dopo la chiusura. Una doccia fredda per la città. Soprattutto per quei 54 dipendenti che, da allora, aspettano di sapere quale sarà il loro destino.

Non sono bastati, infatti, i grandi sforzi da parte dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco de Magistris, ad appianare le cose.

La cordata di imprenditori che fa capo a New Edenlandia, infatti, continua a non tenere fede a nessuno degli impegni presi finora. Il parco doveva riaprire il 21 aprile di quest’anno ma, a tutt’oggi, non si sa quando realmente riapriranno i cancelli di viale Kennedy. Gli investimenti non sono quelli concordati ma, cosa che ci sta maggiormente a cuore, non intende salvaguardare i livelli occupazionali. Vale a dire che, in barba agli accordi col Comune, i lavoratori rischiano il posto. Le autorizzazioni ricevute dal Comune-e che la cordata sostiene di non aver ricevuto- sono state concesse in tempi record proprio per scongiurare i licenziamenti, pur in assenza di un progetto chiaro.

Ancora una volta, si goca a scaricabarile sulla pelle dei lavoratori che, va detto, non sono mai stati abbandonati nè dal sindaco nè dall’assessore Enrico Panini ed il consigliere Gaetano Troncone. Assolutamente illegittimi, dunque, i licenziamenti, nonostante la New Edenlandia sbandieri l’intenzione di riassumere, pur con un occhio agli esuberi.

Continueremo a seguire la vicenda e ve ne daremo notizie in seguito: il 5 agosto dovrebbero esserci novità dal punto di vista amministrativo. Edenlandia non deve morire. E’ un bene troppo prezioso per la città e quei licenziamenti, in un’area che ha livelli di disoccupazione tra i più alti d’Europa, non si può permettere la perdita di quei posti di lavoro. Sostegno massimo ai lavoratori, quindi. E speriamo che gli imprenditori di New Edenlandia decidano di rispettare gli accordi, come si conviene ad imprenditori degni di questo nome.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 3 Agosto 2015 e modificato l'ultima volta il 3 Agosto 2015

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