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Biennale di Venezia, il napoletano Eugenio Viola curerà il Padiglione Italia

Arte | 15 Maggio 2021

Biennale Arte, Franceschini: sarà Eugenio Viola il curatore del Padiglione Italia a Venezia nel 2022

Dal Capo Curatore del MAMBO di Bogotà una proposta innovativa e coraggiosa

Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha scelto il curatore del Padiglione Italia della 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Fondazione La Biennale di Venezia, che verrà realizzata da Cecilia Alemani.

Al termine della selezione a inviti, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, il Ministro, nella terna sottopostagli dal direttore generale, Onofrio Cutaia, ha infatti individuato nel progetto di Eugenio Viola la proposta che rappresenterà il nostro Paese dal 23 aprile al 27 novembre 2022 alle Tese delle Vergini dell’Arsenale, dove da quindici anni ha sede il Padiglione Italia. L’esposizione proporrà una riflessione sulle urgenze dell’Italia di oggi, suggerendo chiavi di lettura e soprattutto di risoluzione e riscatto alla situazione attuale attraverso la creazione di un percorso.

“Per una Biennale d’arte curata per la prima volta da una donna italiana – ha dichiarato il Ministro Franceschini – il Padiglione Italia non può che essere portatore di una visione creativa, ambiziosa e innovativa come quella di Eugenio Viola, capace di indagare a fondo i profondi mutamenti innescati dalla pandemia nella nostra società”.

“Accolgo la nomina a curatore del Padiglione Italia 2022 alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – ha dichiarato Eugenio Viola – come un grande onore e privilegio. Ringrazio il Ministro della cultura Dario Franceschini e la Direzione Generale Creatività Contemporanea per la fiducia accordatami. Lavorerò al massimo dell’impegno, eticamente, consapevole della responsabilità per il prestigioso incarico che mi è stato affidato”.

Eugenio Viola è l’attuale Capo Curatore del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotà, in Colombia; è stato Senior Curator del PICA- The Perth Institute of Contemporary Arts a Perth in Australia, nonché curatore del Museo MADRE di Napoli, dal 2009 al 2016. Qui ha co-curato le prime grandi mostre istituzionali in Italia dedicate a Boris Mikhailov e a Francis Alӱs, un progetto di Daniel Buren e le retrospettive di Vettor Pisani e Giulia Piscitelli. Come guest curator ha collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali, curando, tra le altre, antologiche dedicate a Regina José Galindo (Frankfurter Kunstverein, Francoforte, 2016); Karol Radziszewski (CoCA- Centre of Contemporary Art Torun, 2014); Mark Raidpere (EKKM- The Contemporary Art Museum of Tallinn, 2013); Marina Abramović (PAC, Milano, 2012); Francesco Jodice (MSU-The Museum of Contemporary Art, Zagabria, 2011); ORLAN (MAMC-Musée d’art moderne et contemporain, Saint-Étienne, 2007); Nel 2015 ha curato il Padiglione dell’Estonia alla 56. Biennale di Venezia.

Complessivamente ha curato oltre 70 mostre in Italia e nel mondo.

Viola ha al suo attivo più di 50 pubblicazioni, tra libri e cataloghi.

La Direzione Generale Creatività Contemporanea, che ha gestito la selezione, ha chiesto espressamente ai dieci curatori invitati di affrontare i temi attuali e urgenti della società di oggi, esplorandoli attraverso la trasversalità e l’interdisciplinarietà propri dei linguaggi del contemporaneo, al fine di creare mondi e immaginari in grado di dialogare in maniera costruttiva con gli spazi del Padiglione Italia – dal 2006 alle Tese delle Vergini in Arsenale – che occupa 1200 mq, a cui si aggiungono 900 mq di spazio in esterno.
La selezione dei curatori è stata eseguita tenendo conto delle esperienze maturate in campo nazionale e internazionale di alcuni dei principali rappresentanti italiani della curatela d’arte contemporanea, valutando le loro ricerche critiche e le esperienze curatoriali, oltre alla loro attività scientifica, garantendo equa ed equilibrata distribuzione di genere, nonché la presenza di giovani generazioni, al fianco di più affermati professionisti.

Chi è Eugenio Viola

Eugenio Viola (Napoli 1975) è un critico e curatore d’arte italiano. È stato votato miglior curatore italiano per il 2016 e il 2019 dalla rivista d’arte italiana Artribune e nel 2014, la rivista d’arte britannica ‘Apollo’ ha definito Viola come “uno dei giovani più talentuosi e stimolanti che stanno guidando il mondo dell’arte oggi”. Ha conseguito il dottorato di ricerca in “Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica” presso l’Università di Salerno, ed è specializzato nelle esperienze e teorie relative alla performance e alla poetica del corpo. Su questo argomento Viola ha curato soprattutto le monografie dedicate a Marina Abramović, Sole 24 Ore Cultura, Milano), Regina Jose Galindo (Skira, Milano, 2014) e ORLAN (Ed. Charta, Milano- New York, 2007) tra gli altri, e ha pubblicato numerosi saggi per pubblicazioni internazionali.

Viola è l’attuale curatore capo del Museo di arte moderna di Bogotà, Colombia (MAMBO) . Il suo primo progetto al MAMBO è stata la prima mostra personale istituzionale di opere di Teresa Margolles in Colombia, inaugurata a marzo 2019.

Il 2017-2019 ha visto Viola come Senior Curator presso il Perth Institute of Contemporary Arts, nell’Australia occidentale, dove la sua pratica curatoriale si è concentrata sulla coltivazione e il rafforzamento del rapporto dell’istituzione con la regione Asia-Pacifico. Ha presentato la prima mostra personale australiana di Kimsooja ( Zone of Nowhere , 2018), in cui il lavoro si estendeva oltre le mura di PICA e nelle strade di Perth, dove le iterazioni di To Breathe – The Flags (2012-2018) si sono materializzate come dimensioni installazioni specifiche in giro per la città. Viola è stata anche determinante in una promettente partnership tra PICA e Taipei Fine Arts Museum come parte del City of Perth and Taipei Residency Exchange Program.

Dal 2009 al 2016 Viola ha ricoperto incarichi di curatore presso MADRE, il Museo d’Arte Contemporanea di Napoli. Dal 2013 al 2016, come Curator at Large, è stato responsabile della ricerca e sviluppo della collezione del Museo MADRE ( Performing a collection project) e ha co-curato le prime grandi mostre italiane di Boris Mikhailov e Francis Alÿs , e un complesso Daniel Il progetto site specific di Buren.

Dal 2009 al 2012 è stato Curatore della Project Room, uno spazio dedicato ai giovani artisti sperimentali che organizza una residenza in rete e un programma espositivo in collaborazione con istituzioni e organizzazioni artistiche del Medio Oriente ( progetto Transit ), e una performance annuale festival chiamato Corpus. Arte in azione (2009-2012).

In qualità di curatrice ospite, Viola ha lavorato a lungo. Ha curato il Padiglione dell’Estonia alla 56esima Biennale di Venezia (Jaanus Samma, Not Adatto per il Lavoro. A Chairman’s Tale, Palazzo Malipiero, Venezia), la cui iterazione al Museum of the Occupations di Tallinn è stata inserita dall’American Hyperallergic tra le prime 15 mostre intorno al mondo nel 2016. Altri grandi progetti includono: Regina José Galindo, Mechanisms of Power (Frankfurter Kunstverein, Francoforte, Germania, 2016); The Prince and Queens di Karol Radziszewski (CoCA. Center of Contemporary Art, Torun, Polonia, 2014); The Damage di Mark Raidpere ( EKKM- Museo d’arte contemporanea dell’Estonia, Tallinn, 2013); Il metodo Abramović di Marina Abramović(PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, Italia, 2012); e la retrospettiva di ORLAN più completa fino ad oggi, Le Récit (Musée d’art moderne e contemporain de Saint Etienne Métropole, Francia, 2007).

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Maggio 2021 e modificato l'ultima volta il 15 Maggio 2021

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