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BILBAO

In 70.000 in marcia contro le dispersioni dei prigionieri politici Baschi

Altri Sud, Mondo | 14 Gennaio 2019

Decine di migliaia di persone, 70.000 secondo il governo, hanno inondato la città di Bilbao per denunciare le continue dispersioni di prigionieri dell’ETA (Ex organizzazione armata basco-nazionalista separatista attiva dal 1958 al 2018) e di prigionieri politici baschi, nonostante la parola del governo Spagnolo che, secondo lo Statuto, dovrebbe garantire il diritto dei prigionieri di scontare la pena vicino ai loro luoghi di origine.

La marea umana ha invaso il capoluogo di Biscaglia esponendo i simboli della protesta e le foto dei parenti incriminati chiedendone a grande voce il rimpatrio dalle carceri dove sono attualmente detenuti, principalmente a Madrid e Parigi.

Non è la prima volta che la marcia, organizzata dalla rete cittadina SARE, si muove nella città con lo slogan “Orain Presoak” (“Adesso i prigionieri”) e ogni anno si rinforza attirando a sé sempre più consensi sia nel mondo politico separatista che tra la gente comune.

Quest’anno hanno aderito alla manifestazione molte coalizioni di indipendentisti della comunità tra cui Euskal Herria Bildu (Paesi Baschi uniti), Podem Euskadi e Ezker Anitza-IU con il supporto di gruppi analoghi catalani tra cui il CUP (Candidatura di unità politica) e l’ ERC (Sinistra Repubblicana de Catalogna).

Proprio la Sinistra Repubblicana de Catalogna si è espressa contro il Governo in toni particolarmente aspri e provocatori sottolineando, tramite il proprio portavoce al Congresso, Joan Tardà, come la dispersione sia “un mero atto di vendetta”.

 L’evento però non ha avuto come unico obiettivo l’avvicinamento dei prigionieri baschi, i cosiddetti “presos”, ma anche il rispetto dei loro diritti umani che, secondo i portavoce del SARE, Joseba Azkarraga e Arantza Aldezabal, non sarebbe garantito.

Azkerraga, ha poi affermato, in maniera più conciliatoria dei cugini Catalani, che l’auspicio non sia quello di “dimenticare” ma di tenere da parte l’odio nel rispetto delle normative:

“Non chiediamo che la giustizia debba essere smemorata, auspichiamo che non sia vendicativa”

Al tempo stesso ritiene che, nonostante siano stati fatti passi in avanti in questi ultimi anni, i messaggi di speranza sul cambiamento delle politiche penitenziarie, annunciati dal governo spagnolo di Pedro Sànchez, sono rimasti solo parole.

Concetto ribadito anche dai leader dei partiti baschi presenti al corteo; In particolare, il coordinatore dell’EH Bildu, Arnaldo Otegi, ha affermato che “la convivenza democratica e la pace passano attraverso il ritorno a casa e il miglioramento delle condizioni di tutti i presos”

Al momento i Governi di Francia e Spagna non si sono ancora espressi ma probabilmente è un bene dal momento che, nel 2018, i rispettivi Ministeri della Giustizia ci misero solo pochi giorni per fare promesse di intervento caso per caso, senza però dargli seguito.

Antonino Del Giudice

Un articolo di Antonino Del Giudice pubblicato il 14 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 14 Gennaio 2019
#Baschi   #Bilbao  

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