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BINARI MORTI

In Calabria chiuse le stazioni di Crotone e Rossano. Sabato sit in cittadino

Infrastrutture e trasporti | 22 Ottobre 2015

stazione rossano

Con la soppressione dei treni a lunga percorrenza, una parte della Calabria (la “jonica”) ha fatto un balzo indietro nel tempo di quasi quarant’anni.

Sono un ricordo i tempi in cui per raggiungere in treno città come Bologna o Milano si prendeva l’interegionale dalle stazioni della parte ionica e si doveva cambiare a Bari, prendendo l’Espresso che ti portava a destinazione.

Ecco: questo territorio, così come per altri settori (giustizia, sanità in primis), ha fatto un bel balzo. All’indietro, però.

Sabato prossimo 24 ottobre è dunque prevista una manifestazione organizzata da Ciufer ed altre associazioni di cittadini, con i sit-in al mattino alla stazione di Crotone e nel pomeriggio in quella di Rossano per le quali si spera una forte adesione se davvero si ha a cuore il ripristino dei treni diretti di collegamento Sud-Nord.

A Rossano ci si ritroverà alla stazione (ormai diventata fantasma) dalle 17 alle 19. Ognuno si potrà informare sulle azioni che associazioni e cittadini stanno mettendo in campo per riavere i treni.

Ed ognuno potrà dire la sua. Sarebbe bello se anche il Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, partecipasse. Al di là se sia stato invitato o meno. E non fare come quando nel settembre 2012 l’associazione di Rossano “Terra e Popolo” organizzò un sit-in di protesta contro il taglio dei treni avvenuto nel dicembre 2011 ed il Sindaco non c’era solo perché non era stato invitato.

Ad ogni modo, l’auspicio è che questa volta partecipi e sposi in pieno la battaglia dei cittadini. Anche perché Antoniotti ha dimostrato, durante questi anni di mandato, di saper battere i pugni forte sui tavoli. Al di là dei risultati raggiunti (per il Tribunale la battaglia non è ancora chiusa).

Quindi sabato la speranza è che Rossano risponda “Io ci sono”. Perché non è possibile che si siano tagliati i treni solo ed unicamente per favorire il trasporto su gomma. Da quando è iniziato il depauperamento (studiato a tavolino) del trasporto ferroviario, sono aumentati i servizi delle compagnie degli autobus di linea. Ma una cosa è il privato, l’altra il pubblico: i servizi potevano e dovevano benissimo coesistere lasciando ai cittadini la libertà di scegliere.

Chi ha intrapreso quella scellerata decisione di sopprimere i treni forse non ha mai fatto un viaggio da Cariati a Milano su un pullman. Di notte. Un viaggio massacrante. Nonostante le due soste di qualche minuto. Stare seduti per dodici ore. Mentre nel treno c’era la possibilità di alzarsi, camminare. O prendere la cuccetta. Suggeriamo ai dirigenti ministeriali e regionali di provare a viaggiare in autobus. Magari si renderanno conto sulla propria pelle di cosa vuol dire non avere alternative.

Serafino Caruso

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 22 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 22 Ottobre 2015

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