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BOTTEGHE STORICHE

A Napoli nasce l’albo per tutelare artigiani e negozi alimentari identitari

Agroalimentare, Altri Sud, Arte e artigianato, Attualità, Identità, NapoliCapitale | 5 Ottobre 2015

presepi san gregorio

Tutelare l’identità delle botteghe storiche di Napoli. E’ questo l’intento del Comune guidato da Luigi De Magistris, con la creazione dell’ “Albo degli Esercizi e le Botteghe Storiche della Città di Napoli”presentato stamattina in Sala Giunta. L’idea è di valorizzare il patrimonio culturale e tradizionale di attività che hanno portato nel mondo il nome e l’identità di Napoli.

L’iniziativa è stata presentata alla presenza dell’assessore alle attività produttive Enrico Panini e della dottoressa Valeria Paolella, dirigente del Servizio Commercio, Artigianato e Made in Naples, redattrice del regolamento.

L’iscrizione all’albo, possibile in ogni momento dell’anno e analizzata da un’apposita commissione, permetterà di ricevere una serie di benefici e detrazioni sui tributi all’ente locale come l’occupazione di suolo pubblico, e delle azioni a sostegno della presenza identitaria sul territorio, quali l’organizzazione di manifestazioni e fiere specifiche. Nonostante le condizioni economiche dell’ente, inoltre, sarà possibile l’inserimento in bilancio di specifiche voci dedicate al sostegno di tali attività, ma ogni intervento dovrà essere coerente con il piano di rientro. Altri benefici saranno quelli del sostegno alla comunicazione, come interventi di segnaletica stradale, realizzazione di materiale pubblicitario sugli esercizi presenti nell’albo o promozione delle botteghe storiche presso i circuiti turistici.

Obiettivo della costituzione di questo Albo è, come dichiarato dall’assessore Panini, “favorire la continuità di conduzione e insediamento, nonché la valorizzazione dell’identità come elemento di forza e valore aggiunto”, e tutelare le attività che rappresentano l’identità della città di Napoli qui e all’estero, come ad esempio l’arte presepiale o l’artigianato. Questi obiettivi sono in convergenza con quelli di rilancio del centro storico, ossia la valorizzazione dei territori in cui sono radicate delle botteghe storiche: classico esempio, quello di San Gregorio Armeno.

I lavori sono partiti lo scorso luglio 2014, in netto anticipo rispetto alla diffusione della normativa regionale sulle botteghe storiche ma, a parte poche differenze formali, i principi e i criteri di massima sono gli stessi.

Come si evince dall’avviso pubblicato sul sito del comune, in effetti, gli albi in costituzione saranno due: l’”Albo degli Esercizi e le Botteghe storiche” e l’”Albo delle Imprese Storiche ultracentenarie”. Al primo potranno iscriversi gli esercizi che svolgano da almeno cinquant’anni la medesima attività nella stessa sede, anche se con denominazioni, insegne o gestioni diverse. In alcuni casi, sarà possibile concedere una deroga temporale ad attività presenti sul territorio da almeno 35 anni, in presenza di determinate caratteristiche elencate nel regolamento, come ad esempio il particolare pregio storico o artistico, la presenza di una consolidata tradizione familiare, la conservazione di tecniche derivanti dalla tradizione o la citazione in guide turistiche o pubblicazioni di importanza almeno regionale. Il secondo albo riguarda invece le attività presenti sul territorio da almeno cento anni, con una tradizione familiare (il titolare deve essere appartenente alla famiglia del primo titolare dell’attività).

Il calcolo della storicità parte dal momento del rilascio del primo titolo di abilitazione all’esercizio dell’attività, oppure dalla data di iscrizione agli albi della Cancelleria commerciale o ai registri della C.C.I.A.A., e l’iscrizione è aperta a tutte le attività commerciali, ricettive o artigianali (in particolare quelle dedite alla creazione di oggetti di alto valore estetico o al restauro) che osservino i requisiti richiesti.

Marica Mazzella

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 5 Ottobre 2015 e modificato l'ultima volta il 5 Ottobre 2015

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