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“Breve storia della pioggia”: la società e i temporali

7arti | 12 Novembre 2016

C’è un uomo, oggi 80enne, nato in Francia, che per anni ha insegnato alla Sorbona a Parigi “storia della sensibilità”, ed ha scritto saggi sul silenzio, sugli odori e sul tempo libero.

Per esempio. Il suo nome è Alan Corbin, ed ha scritto un altro libro: “Breve storia della pioggia”, mostrando come gli effetti del meteo possano influenzare la società, la letteratura e persino la politica. Insomma, Corbin ci presenta un aspetto che va oltre, decisamente, la classica idea di pioggia intesa come, meramente, acqua cadente dal cielo. E lo fa nel migliore dei modi, come solo lui sa fare.

Per esempio lo scrittore francese Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre pensava che la pioggia facesse “viaggiare l’anima”, favorendo il raccoglimento del corpo e la cura di noi stessi. Non possiamo, di certo, negare che nell’800 e nella letteratura vittoriana  la pioggia è intesa come elemento di sensualità. Infatti la pioggia bagna gli abiti che accentuano le forme; dopo un acquazzone ci si sveste per fare l’amore. Tutte queste sono suggestioni su cui riflette e ci fa riflettere Corbin. Poi, nell’opera viene analizzato una nuova forma di Io, l’Io meteorologico, inteso come colui che compulsivamente scruta le previsioni meteo per sancire la propria vita, le proprie azioni quotidiane. Ed anche questo risulta un fattore di interesse antropologico.

Senza dubbio, però, l’aspetto che più suscita stupore è lo studio che Corbin fa della pioggia associata al potere, alla politica. Avevate mai pensato che la pioggia potesse creare consenso? Ecco, l’autore si è posto la domanda trovandone una risposta: Re Luigi Filippo, il 12 giugno 1831 a Metz, durante una grossa cerimonia all’aperto ha le condizioni atmosferiche avverse. Infatti diluvia incessantemente, ed il re davanti ad una folla inzuppata rifiuta di indossare il mantello che gli avevano offerto per coprirsi urlando “Come voi, amici miei”. Ovazione per il sovrano francese che ha saputo creare, improvvisando, una propaganda a favore della condivisione nazionale tra suddito e sovrano. E non possiamo che applaudirgli.

Chissà se Corbin si chiederà, un giorno, se la pioggia oggi possa influenzare il potere e la politica.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 12 Novembre 2016 e modificato l'ultima volta il 12 Novembre 2016

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