martedì 17 settembre 2019
Logo Identità Insorgenti

BUFFER ZONE

La Commissione Cultura a Pompei per parlare dei siti “minori” del Parco archeologico

Beni Culturali | 29 Giugno 2019

Una delegazione della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati ha incontrato il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, e il Direttore del Grande Progetto Pompei, Generale Mauro Cipolletta per fare insieme il punto sulla situazione attuale della cosiddetta “Buffer zone”.
Sedersi attorno a un tavolo e parlare di “Pompei oltre Pompei”, con uditori esterni ad ascoltare, fa ben sperare nello spirito di collaborazione che chi fa Cultura ha scelto, almeno tra i presenti.

Mettere insieme azioni ministeriali, territoriali e quelli dei Comuni della Buffer zone

Dalla chiacchierata a cui ha partecipato anche il Sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, e il Presidente della Commissione Cultura, Luigi Gallo, scaturisce una volontà di giungere a una visione unitaria mettendo insieme le azioni ministeriali con quelle territoriali della Regione e i 9 Comuni della cosiddetta “buffer zone”, quella zona cioè posta ai “margini” del famoso sito archeologico il cui progetto è partito il 22 marzo 2018.

Step numero 1: Coinvolgere i cittadini del territorio nella valorizzazione

Invitare i cittadini a valorizzare il proprio territorio è uno dei cardini fondamentali. Conoscere il proprio territorio e raccogliere le loro sollecitazioni attraverso un sistema di Open data, è un modo per rendere partecipi gli abitanti dei vari Comuni che dovrebbero essere i protagonisti della rinascita del proprio territorio.
È il Generale Cipolletta che ci racconta le criticità ma anche ciò che è stato fatto grazie al Grande Progetto Pompei su cui ha vigilato.

Pompei: un team di operai, restauratori, archeologi e architetti si occuperanno di monitorare l’area archeologica

Il Grande Progetto Pompei è una struttura di “emergenza” che terminerà il 31 dicembre prossimo. Per quanto riguarda il sito di Pompei, l’emergenza è rientrata e ora è tutto improntato sulla manutenzione ordinaria. Un piano della conoscenza permetterà al professor Osanna di fare interventi mirati in modo che non si raggiunga il caso limite che ha portato alla nascita del Grande Progetto come soluzione improrogabile ai danni di vari anni di stallo e cattiva gestione.
L’ultima Regio è in fase di messa in sicurezza mentre per la manutenzione del sito di Pompei si è organizzato un team di 50 tra operai e restauratori, 2 architetti e 2 archeologi che monitorano, fanno ispezioni, intervengono e registrano in un software tutti i dati in modo da capire anche la ciclicità degli interventi da adottare e la necessità di uomini e di tempi.

Criticità e soluzioni per i siti esterni che ricadono nel Parco archeologico

Il problema resta l’esterno cioè quello degli altri siti che ricadono nel Parco archeologico: Oplontis, ville di Stabia e Boscoreale.

Boscoreale: Antiquarium e Villa Regina

Quest’ultima è sicuramente un’area socialmente molto complicata. “Forse attraverso la cultura si dovrebbe far crescere queste aree ed è per questo motivo che ho sempre voluto tenere questo presidio museale anche se non ci va quasi nessuno perché è in una zona strategica in cui si dovrà puntare su forme di interazione con il territorio” – afferma il Direttore Osanna.

Torre del Greco: villa Sora e la riqualificazione del territorio circostante

Per Villa Sora, invece, a Torre del Greco: “Settimana scorsa ho fatto un sopralluogo. Fondamentale sarà l’aspetto della sinergia, sia fra i tecnici che con le forze politiche perché come Parco archeologico noi metteremo 500 mila euro per rifare le tettoie, finire le lingue di terra tra le varie aree dello scavo, eliminare il degrado nelle zone di nostra pertinenza ma il problema serio resta intorno: innanzitutto la separazione drastica con la spiaggia. Ci sono cose da recuperare con fondi esterni: magari ci vorrebbero piccoli grandi progetti come quello fatto per Pompei su queste aree come villa Sora, Oplonti, le ville di Stabia” – sostiene ancora Osanna che continua:
“Nell’area di villa Sora c’è tutta una zona da espropriare dove c’è un piccolo rudere. Ci vuole un progetto di sviluppo che coinvolge il Ministero in primis, il Comune e anche le forze private del territorio. Si potrebbe ricucire il rapporto con il mare e dall’altro lato acquisire la zona che si potrebbe scavare. Con i piccoli interventi non si risolve. Ci vuole un master plan. Una zona di grande bellezza dove ora non si può portare gente fra il pollaio da un lato e un rudere dall’altro, in una situazione di degrado che scoraggia. Da parte della direzione del Parco piena disponibilità a mettere un contributo finanziario serio (di anche 2 milioni di euro) ma che da soli non bastano se non viene sensibilizzato anche il Ministero a dare a Torre del Greco un respiro culturale che ha avuto come vocazione da sempre”.

Torre Annunziata – Oplonti: un protocollo d’Intesa da firmare

Anche a Torre Annunziata per Oplontis va ripensato tutto. Il Ministero della Difesa ha disposto la dismissione dello Spolettificio e ha proposto un Protocollo d’Intesa con il Mibac per l’acquisizione di quelle aree che interessano sia la zona “museale” che quella del parcheggio ma anche la parte in cui la villa è ancora coperta. “Attualmente Oplonti è un’isola circondata dagli edifici dove andarla a visitare diventa problematico. L’unico mezzo di trasporto è il treno ma già andarci con un pullman o con una macchina è un’impresa. Mi auguro che il protocollo venga firmato quanto prima perché non è stato ancora firmato. Questo consentirebbe di valorizzare meglio Oplonti perché, ripeto, visitarla ora è problematico pur essendo una delle più belle ville, (comprese quelle stabiane), che conosciamo” – afferma il Generale Cipolletta che ha seguito la questione Oplonti in assenza di Osanna in questi mesi.
Il Direttore Osanna dal suo canto ribadisce che già aveva promesso delle risorse finanziarie, in sintonia con il Comune di Torre Annunziata, per scavare via dei Sepolcri e che divide la villa dallo Spolettificio, in modo da concludere almeno uno scavo dove un salone è rimasto a metà con pitture bellissime. Tutto ciò allo scopo di una maggiore valorizzazione in modo che arrivino flussi turistici più significativi rispetto a quelli che arrivano ora.

Stabiae: le ville di Varano tra abusivismo edilizio e accessibilità

Stesso discorso vale per le Ville di Varano: “lì però parliamo di un’area rurale abusivamente occupata dove noi stiamo facendo serie azioni anche per rispristinare la legalità: ci sono edifici abusivi e occupazioni abusive anche di edifici della Soprintendenza. Siamo riusciti nel frattempo a riprendere il possesso di alcune opere abusive che abbatteremo ma anche lì ci vuole un’azione congiunta.
Da parte del Comune di Castellammare c’era stata la dimostrazione di una volontà di dialogare” – dice Osanna. Cipolletta invece si sofferma su problemi di ordine pratico, come i segnali stradali per giungere alle ville che sono quasi tutti coperti da canneti e che rendono difficile trovare le ville sul pianoro. “Ci sono problemi relativi all’accessibilità, al trasporto e alla comunicazione” – dice Cipolletta. Osanna però promette una visita a Stabia a breve termine in compagnia del direttore delle ville Francesco Muscolino per riprendere discorsi in sospeso come il museo alla Reggia di Quisisana.

Gallo: Creare un modello di innovazione sociale

Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura, si è detto felice del confronto e ha proposto di creare un modello che funzioni attraverso l’innovazione culturale, scientifica e sociale e che possa essere replicato per altri contesti, anche internazionali: “Ai problemi di ordine pratico elencati va accompagnato un progetto di innovazione sociale, come ad esempio ciò che sta facendo Luciano Vanni con il Jazzit Fest coinvolgendo un’intera città e puntando sul concetto di “accensione civica”, termine da lui coniato per designare un risveglio di coscienza e consapevolezza collettivo. Se non facciamo in modo che anche i cittadini spronati da progetti sociali sul territorio accendano la loro luce e la loro attenzione su quello che sono i siti, probabilmente la spinta a qualche sindaco o tecnico reticente non ci sarà”. Bisogna creare un modello culturale per i siti che partono svantaggiati rispetto ai contesti più fortunati come Pompei. Gallo promette da parte sua e della commissione di creare la sinergia auspicata e di far sì che tutte le cabine di regia e i vari attori istituzionali coinvolti funzionino e lavorino in tal senso. Un percorso che sarà di certo complesso, più di quanto lo è stato quello all’interno del sito archeologico di Pompei. Si dovrà trovare una sintesi tra i vari attori istituzionali e le varie forze politiche per raggiungere la sinergia auspicata.

A Pompei città si lavora per riqualificare gli ingressi degli scavi di piazza Esedra e Porta Anfiteatro

Il Sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, si è definito, infine, contento della riconferma della nomina di Osanna a direttore generale del Parco archeologico per lavorare con lui soprattutto alla riqualificazione degli ingressi degli scavi di porta Anfiteatro e piazza Esedra. Si sta cercando di risolvere l’annoso problema delle bancarelle eliminando quelle abusive e di ridare decoro anche alle zone intorno agli accessi al sito di pertinenza dell’amministrazione comunale.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 29 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 29 Giugno 2019

Articoli correlati

Beni Culturali | 10 Settembre 2019

BUONE NOTIZIE

Riapre Carminiello ai Mannesi: come e quando visitarlo

Beni Culturali | 6 Settembre 2019

VILLE VESUVIANE

Villa Orsini di Gravina e l’Istituto Landriani di Portici: tra storia e degrado

Beni Culturali | 29 Agosto 2019

A POMPEI

Trovati ordigni bellici nell’area della Casa dei Casti Amanti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi