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BUONA SCUOLA CHE?

Mobilitazione di primavera degli studenti di Napoli contro le riforme illiberali del governo

Eventi, Istruzione, scuola, università, NapoliCapitale | 9 Marzo 2015

stop buona scuola

L’appuntamento è il 12 marzo, alle 9: concentramento a piazza Mancini, Napoli.

Gli studenti partenopei tornano in piazza e aprono una nuova primavera di mobilitazione.

Il 10 Marzo il Consiglio dei ministri verrà presentato il disegno di legge sulla Buona Scuola. Nonostante le forti e partecipate manifestazioni studentesche e non solo, che hanno preso il via durante l’autunno, questo governo decide, ancora una volta, di non ascoltare quelle che sono le rivendicazioni e le proposte che provengono dalle piazze.

Sentendosi investito dal potere della consultazione-farsa, che ha coinvolto appena 6mila studenti, questo governo si appresta a privatizzare le scuole, trasformandole in vere e proprie aziende, fondate sul merito e la competizione tout court, e con a capo il Preside-Manager.

Una cosa che gli studenti non intendono farsi passare sulle teste senza far sentire la propria voce.

“Nel corso delle mobilitazioni di quest’autunno abbiamo ribadito che la scuola deve rimanere pubblica e anzi abbiamo detto di più, abbiamo denunciato che il vero problema di questo paese non è ricercare le eccellenze quanto invece garantire a tutte e tutti la possibilità di accedere all’istruzione. Rivendichiamo, infatti, un’istruzione che sia gratuita , laica e di qualità e sappiamo bene che la formazione è di qualità solo quando essa è slegata dalle logiche del mercato. Rigettiamo quindi la competizione e la meritocrazia che si vuole imporre contrapponendo invece il nostro modello di scuola basata sulla collaborazione orizzontale, tra studenti come tra docenti, e che veda nella valutazione non uno strumento di punizione e selezione quanto invece un aiuto per comprendere le proprie capacità e le proprie lacune” spiegano nel loro volantino, che stanno distribuendo nelle scuole e nelle università.

“Il 12 Marzo torneremo in piazza – proseguono – per ribadire che un’alternativa c’è e che siamo disposti a costruirla noi, quotidianamente all’interno dei nostri luoghi e delle nostre città. Sosteniamo per questo la legge d’iniziativa popolare per ribaltare radicalmente il dibattito sulla formazione nel nostro paese. La nostra scuola parla, infatti, di diritto allo studio, inclusione sociale, rapporto con il territorio, città educativa, life long learning, autodeterminazione dell’individuo, scoperta di se’, diritto al recupero e bisogni, una scuola capace di rispondere ai bisogni della società anziché a quelli del mercato”.

Per questo si dicono pronti a prendersi anche la primavera, annunciando una nuova stagione di mobilitazione che non parla solo agli studenti ma parla a tutto il paese. E concludono: “Non facciamo passi indietro contro chi distrugge scuola, lavoro e territorio, ma ripartiamo proprio dalle piazze e dai luoghi della formazione per una scuola pubblica e gratuita, per il reddito, contro precarizzazione e austerità”.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 9 Marzo 2015 e modificato l'ultima volta il 9 Marzo 2015

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