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BUONE NOTIZIE

In costiera sorrentina sono tornate le lucciole

Ambiente | 25 Maggio 2020

Son tornate le lucciole. Illuminano le curve della Costiera sorrentina, di nuovo, come ai tempi della mia infanzia.

La domenica sera di primavera, dopo il fine settimana al mare, si tornava da Nerano, dove da sempre i miei trascorrono l’estate, con l’auto del marito di mamma, noi quattro bambini seduti dietro. Passavamo la prima parte del viaggio di ritorno a Napoli,  in ginocchio rivolti coi musetti verso il vetro esterno, per scrutare il buio dietro l’auto. Aspettavamo di vederle.

Quando finalmente le lucine intermittenti iniziavano a comparire, il marito di mamma fermava la macchina nel primo spiazzo e spegneva i fari. Restavamo così, alcuni minuti, a guardare quell’incanto della natura.  E qualche volta scendevamo per cercare di toccarle, anche se non ci riusciva quasi mai…

Ho visto sulla pagina di una brava fotografa, che si chiama Giovanna Silvano, le foto delle lucciole, ricomparse proprio in quelle zone, tra Marciano e Massa Lubrense. Le ho chiesto il permesso di pubblicarne una. Mi ha detto di si.

La ricomparsa di questi piccoli preziosi coleotteri, appartenenti alla famiglia dei Lampiridi (Lampyridae) mi è sembrato un prezioso segnale di speranza. Le lucciole in questi anni sono quasi scomparse, a causa dei pesticidi e della cementificazione.  Un assurdo, come sono assurdi tanti scempi che compiamo verso la natura, visto che potrebbero aiutare in modo naturale l’agricoltura, nutrendosi, le lucciole, di lumache, chiocciole e altri insetti dannosi per le colture.

E poi dietro quel caratteristico bagliore delle lucciole, in termini tecnici “bioluminescenza”, quanta poesia c’è? Non tutti sanno che è finalizzato all’accoppiamento: la luce serve appunto a maschi e femmine per vedersi. La femmina può emettere luce per oltre due ore, mentre il maschio solo per brevi istanti. Ovviamente tutto questo da bambina non lo sapevo… per me erano luci con le ali, bellissime.

In queste settimane in cui il mondo si è fermato sono tornate a illuminare, dunque, la notte della penisola sorrentina: del resto le lucciole sono efficaci indicatori della salute ambientale e ricomparendo ci parlano.

In un libro che fece scalpore negli anni 60, “Primavera Silenziosa”, che contribuì alla nascita della consapevolezza ambientale,  la scomparsa delle lucciole fu narrata dalla biologa Rachel Carson per avvisare il mondo dell’impatto ambientale causato dai fertilizzanti e dai pesticidi.

Non fu la sola a parlarne: circa un decennio dopo, in un famoso articolo datato 1975, Pier Paolo Pasolini, le usava quali metafora per denunciare la continuità tra fascismo e democrazia cristiana.

“Nei primi anni sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c’erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta)” scriveva Pasolini, concludendo che avrebbe dato l’intera Montedison per una lucciola.

Ora le lucciole son tornate, illuminando le campagne e i nostri cuori nelle notti estive. E questo ritorno è come un richiamo: ci suggerisce più amore e cura per la natura che ci circonda. Ci regala una luce di speranza.

Lucilla Parlato

Ph Giovanna Silvano

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 25 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 25 Maggio 2020

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