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Nonna Anna mette k.o. il Covid a 100 anni

Attualità | 9 Dicembre 2020

Guarire dal Covid a 100 anni, anzi 101 esattamente fra un mese. Arriva da Cava de’ Tirreni la storia della signora Anna Lamberti, classe 1920, per portare un raggio di sole in questo periodo così cupo e un segnale di speranza per chi sta lottando contro questa malattia. A raccontarla è Gino, uno dei due nipoti della nonnina di Cava, che insieme alla cugina Stefania si è preso cura di lei per 33 giorni nella sua abitazione, dopo aver scoperto che era positiva. Fino ad ieri, quando è arrivata la notizia che tutta la famiglia aspettava, dopo essere stati in apprensione per oltre un mese: tampone negativo.

Nonna Anna batte il Covid, dunque, mettendo fine a quello che era stato un incubo per familiari e amici del paese del salernitano, dove la signora è molto conosciuta visto che in occasione del suo centesimo compleanno ai festeggiamenti aveva preso parte anche il Sindaco di Cava dei Tirreni, Vincenzo Servalli, portandole in quell’occasione l’abbraccio di tutta la comunità.

Decisivo essere intervenuti tempestivamente

“La gioia di sapere che nonna Anna non è più positiva al Covid è stata enorme  – racconta non senza emozione il nipote Gino –  Tutto questo è stato possibile, oltre a tanta fortuna, soprattutto grazie all’intervento sollecito della Croce Rossa di Cava de’ Tirreni che ai primi sintomi ha effettuato il tampone e ha iniziato la terapia in maniera tempestiva. Da questa brutta storia, infatti, ho imparato che la cosa più importante è intervenire subito, senza perdere tempo e fare avanzare la malattia”. E’ visibilmente commosso il nipote nel raccontare l’evoluzione della malattia della nonna, visto che ne è stato protagonista insieme alla cugina Stefania, assistendola in casa fino al lieto fine, quando è stata dichiarata definitivamente fuori pericolo dopo ben 4 tamponi.

Ad assisterla in casa due nipoti e i volontari della Croce Rossa

“Mia nonna è stata curata in casa  – spiega Gino –  e nella terapia che le è stata somministrata è stata seguita puntualmente dalla Croce Rossa di Cava de’ Tirreni, a cui va tutta la nostra riconoscenza. Da quando si è scoperto che era positiva quelli che ormai chiamiamo i “nostri angeli”, i volontari della Croce Rossa, ogni sera la monitoravano e venivano ad effettuare le siringhe. Hanno permesso a me e mia cugina di entrare in casa tre volte al giorno per assisterla e prenderci cura di lei. La Croce Rossa ci ha fornito, inoltre, i dispositivi  di protezione, ossia tute, maschere, guanti, visiere, accompagnandoci e istruendoci per non contaminarci a nostra volta, nè contaminare altri familiari o i vicini. Inoltre ci hanno accompagnato sempre negli spostamenti, da casa di nonna alla loro sede, dove poi ogni volta venivamo disinfettati prima di poter ritornare alle nostre case”.

Un’assistenza che, oltre ad essere impegnativa, comportava comunque una certa dose di rischio che, però, Gino e Stefania non hanno esitato nemmeno un attimo ad affrontare per quel legame affettivo così forte che li lega alla capostipite della loro numerosa famiglia, formata dai 3 figli della signora Anna e ben 9 nipoti.

L’appello ad informarsi su come affrontare la malattia

“Questa brutta esperienza, finita per fortuna bene, mi ha insegnato quanto sia importante intervenire prontamente e non sottovalutare mai qualsiasi sintomo possa presentarsi. Noi ci siamo allarmati appena nonna Anna ha avuto un po’ di febbricola, dopo che era entrata in contatto con un parente poi scopertosi positivo. Da lì la decisione di farle fare subito un tampone e questa scelta sicuramente le ha salvato la vita. Per questo mi sento di consigliare a tutti, se si dovessero allungare i tempi per effettuare il tampone, di ricorrere anche ai centri privati e di tenere in casa un saturimetro per controllare i valori di ossigeno nel sangue. Nonostante il Covid sia presente ormai da molti mesi, ho potuto constatare frequentando la Croce Rossa che c’è ancora molta disinformazione su questa malattia e sulle buone pratiche da adottare per prevenire un’evoluzione drammatica. Spero che almeno la nostra esperienza possa essere di aiuto a qualcuno, per questo abbiamo scelto di raccontarla”.

Dalla paura alla gioia per la fine dell’incubo

Dopo aver saputo che finalmente il tampone era risultato negativo, un brindisi nell’ambulanza della Croce Rossa insieme ai volontari per festeggiare la bella notizia e poi nonna Anna ha fatto ritorno a casa dove finalmente ha potuto rivedere i figli, insieme ai due nipoti che l’hanno accudita con amore, la “medicina” che probabilmente è stata ancora più efficace di qualsiasi altro farmaco.

Sabrina Cozzolino

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 9 Dicembre 2020 e modificato l'ultima volta il 10 Dicembre 2020

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