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CALCIO A 5

Napoli perde una sua eccellenza sportiva: la Lollo Caffè non si iscriverà al campionato di Serie A

Sport | 18 Luglio 2019

Il percorso sportivo della Lollo Caffè Napoli giunge ai titoli di coda. La notizia è giunta nella giornata di martedì per bocca del presidente del club calcettistico partenopeo, Ciro Veneruso, il quale ha annunciato l’intenzione di non formalizzare l’iscrizione della squadra al prossimo campionato di Serie A di calcio a 5.

Le motivazioni alla base della scelta sono di natura prettamente personale e professionale. Veneruso, imprenditore napoletano attivo nel settore della compravendita e del noleggio di autovetture, ha in pratica tirato in remi in barca a causa dei crescenti impegni lavorativi che, già nella stagione da poco trascorsa, lo avevano costretto a trascorrere troppo tempo lontano dalla squadra.

“Ho dovuto agire in direzione opposta al cuore. E’ stato difficile – ha dichiarato Veneruso nella nota pubblicata dalla società azzurra sul proprio sito web – e triste. Ho cercato di dare il mio sostegno in queste settimane affinché il nome Napoli non sparisse in serie A. Non si sono verificate le condizioni necessarie per avviare una nuova fase. Ci ho messo passione, investimenti, determinazione, non tutto è andato come sperassi”.

Un epilogo amaro e, per certi versi, inaspettato se si considerano i recenti risultati sportivi del Napoli Calcio a 5, stabilmente in massima serie dalla stagione 2012/2013 e con tre qualificazioni consecutive ai play-off Scudetto dal 2016/17 al 2018/2019.

Tre anni fa, a sbarrare la strada degli Azzurri verso il Tricolore ci pensò il Pescara, in semifinale. Due stagioni or sono, il percorso della squadra partenopea si interruppe, invece, ai quarti di finali contro i trevigiani del Came Dosson. Quest’anno, infine, il sogno Scudetto della compagine cittadina si è fermato nuovamente in semifinale, stavolta contro i campioni in carica dell’Acqua & Sapone di Città Sant’Angelo.

La conferma in panchina, ufficializzata lo scorso 3 giugno, del tecnico spagnolo David Marin aveva fatto presagire ad una programmazione societaria dalle rinnovate e ancor più elevate ambizioni. Da quel momento in poi, però, le difficoltà nel mantenere attivo e competitivo l’impegno nel club sono andate gradualmente palesandosi.

Non a caso, col trascorrere dei giorni, hanno lasciato il Napoli Calcio a 5 tutti i giocatori più forti e rappresentativi del roster partenopeo, come l’italo-brasiliano Duarte, il croato Franko Jelovcic, l’argentino Wilhelm e i nazionali italiani Molitierno, Cesaroni e De Luca. Una serie di partenze eccellenti che, a conti fatti, han funto da preludio al canto del cigno di una delle realtà sportive che, negli ultimi anni, avevano portato lustro e prestigio alla Città di Napoli e alla Campania intera.

Più in generale, però, è il movimento calcettista italiano a doversi porre domande serie e concrete. La rinuncia del Napoli Calcio a 5, infatti, è solo l’ultima di una lunga serie di defezioni che, negli anni passati, hanno riguardato e interessato altre grandi e prestigiose piazze.

Due anni fa è toccato al Pescara, fondato nel 1999 e Campione d’Italia 2015, dare forfait e chiudere i battenti. La scorsa estate, invece, sono state addirittura quattro le bandiere bianche alzate: tra queste quella della Kaos Reggio Emilia, società fondata nel 1983 e tra le più longeve del panorama nazionale, e della Luparense, club padovano primatista di Scudetti vinti, costretto a ripartire dal gradino più basso della Serie D veneta.

Antonio Guarino

Un articolo di Antonio Guarino pubblicato il 18 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 18 Luglio 2019

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